Loeb racconta le sue sensazioni sulla C3 WRC. E si vocifera di test su terra.

Il campione francese "impressionato" dalle nuove macchine. Matton vuole continuare.

Alla fine ha raccontato le sue sensazioni e l’ha fatto con la solita grande professionalità. Sebastien Loeb ha preso molto sul serio il test effettuato ad inizio settimana con la nuova Citroen C3 WRC e ha raccontato ai media francesi tutte le sensazioni raccolte nei circa 300 km percorsi.

C’era tanta curiosità e voglia di divertirsi da parte di Loeb ed Elena (soprattutto il secondo che da sempre è il burlone della coppia) mentre Citroen sperava di poter raccogliere importanti indicazioni da parte di un campione che, finora, non si era mai seduto su una vettura di nuova generazione. Sono emerse diverse cose interessanti che Loeb ha raccontato.

Non è stato facile inizialmente, le condizioni atmosferiche non hanno aiutato. Questa vettura mi è parsa molto più nervosa e “viva”. All’inizio ci siamo focalizzati sul fatto di non uscire di strada. La macchina ha reazioni più brutali rispetto al passato quindi è necessario capire tutto molto in fretta. Col passare delle ore il tempo è andato migliorando e  su asfalto asciutto la macchina è veramente molto veloce.




Le prime sensazioni sono di carattere tecnico, con l’inevitabile confronto con la DS3 che lo ha visto protagonista per diverse stagioni.

Il test mi incuriosiva, soprattutto per scoprire queste nuove macchine. Il motore è la prima differenza rispetto al passato, così come la distribuzione dei carichi aerodinamici che ti permette di raggiungere velocità in curva impensabili rispetto. Non mi aspettavo un cambiamento così radicale.

Con l’asfalto bagnato ho scoperto due o tre difetti che mi hanno molto infastidito, per cui abbiamo cercato di lavorare su queste pecche sfruttando la mia esperienza per migliorare la macchina. In condizioni di bagnato è difficile trovare il limite con questa vettura sulle alte velocità, ma sull’asfalto asciutto è davvero un missile! Eravamo qua per divertirci portando la nostra esperienza, se le due cosa combaciano è perfetto.

A questo punto è inevitabile iniziare con la solita serie di domande legate alla possibilità di tornare nel ruolo di pilota “vero” e non solo di tester.

Fare kilometri e kilometri di test non è una delle cose più eccitanti, ma se ci sono delle cose nuove da scoprire e provare girandoci per sessioni di circa settanta kilometri anzichè quindici, è divertente! Non è mia intenzione fare test per tutto l’anno, ma una volta ogni tanto perchè no?

A questo punto arrivano la domanda sulla possibilità di fare un test su terra ed è Matton ad intervenire, dicendo che l’idea iniziare era proprio quella e che si potrà prendere in considerazione l’idea anche se, al momento, non c’è nulla di definito.




Chiusura con la classica domanda: Seb, ti senti ancora competitivo a 43 anni? La risposta non lascia campo a troppe interpretazioni:

Quando sono al volante, ho la sensazione che nulla sia cambiato e che sono ancora molto veloce. Vedremo….

Elena non ha invece rilasciato dichiarazioni ma affidato al suo profilo ufficiale Facebook tutta la sua soddisfazione per questa giornata speciale. Vi riportiamo una foto:


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