WRC - Mahonen vorrebbe prove speciali corte e nessun remote service

Si sa quando Jarmo Mahonen parla, le sue parole non paiono mai banali, ma mai come questa volta sicuramente accenderanno forti discussioni.


Intervistato dal sito Autosport.com il FIA Rally Directory che lascerà ad fine anno il suo incarico, ha espresso la sua opinione sui rally attuali e sul futuro che vorrebbe, non lesinando critiche ad alcuni eventi del Mondiale, a cominciare dal Wales GB Rally.




Queste le sue parole: “Abbiamo sempre concesso agli organizzatori carta bianca e in alcuni casi tutto questo se rivelato veramente ottimo, ma in altri casi invece le cose non son state positive.  Bisognerebbe avere uno standard nei rally, con prove speciali che non dovrebbero superare i 10 km di lunghezza. Un maggior numero di prove, andrebbe a creare – dichiara Mahonen – una maggiore interazione social e nei canali comunicativi. Dobbiamo evitare esperimenti come la prova da 80 km disputata in Messico nella stagione 2016, in quella prova non è accaduto nulla di rilevante e il pubblico ha smesso di seguirla perchè annoiato. C’è ancora tanta gente che pensa che il WRC dovrebbe avere 1000 km di prove speciali, io dico che indietro non si può tornare, il rally come quello che si correva quando ero giovane io non esiste più”.

Ma il discorso di Mahonen si fa ancora più ampio:

Sono contrario ai remote service, dobbiamo ricordarci che il Campionato è stato costruito in funzione dei Costruttori e che questi investono fior di milioni sulle hospitality. Se gli equipaggi escono la mattina dai service per tornare la sera, cosa faranno gli ospiti?? Ecco perchè sono contrario ai remote. I rally moderni devono essere molto compatti e ruotare attorno ai Service Park che è il cuore pulsante dell’evento. Al Galles avevamo a malapena il 20% di prove speciali, il resto era tutto trasferimento!! Questo non va bene, la percentuale deve salire per lo meno attorno al 25%, altrimenti si fa del turismo e non del rally”




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Commenti

  • Damiano Poltronieri

    Mahonen mi pare che faccia gli stessi ragionamenti che faceva David Richards durante il suo periodo da promoter e quelli furono anni decisamente bui per questo sport, il rischio, poi, che non succeda nulla anche in prove corte è evidente quindi non capisco quale sia il problema. Se in alcune gare vanno fatti dei correttivi ben venga ma stravolgere un intero mondo mi pare eccessivo. Infine il fatto che alcune gare abbiamo delle particolarità anche in merito alla struttura di gara, compresi i remote che sono il modo per ampliare i percorsi di gara, credo che sia un fattore positivo perchè si crea del contenuto da utilizzare sui social… insomma non capisco proprio cosa non vada… anzi io andrei nella direzione opposta.

  • Lancia Delta S4

    I Rally stanno morendo perché hanno tolto le assistenze in strada che erano il vero punto di contatto tra pubblico e addetti ai lavori. Le PS corte di 10 km? Quelle si che sarebbero una noia per piloti e pubblico. 80 km sono eccesive, ma 10 km di PS nel WRC fanno solo ridere. Se Jarmo Mahonen vuole la fine totale dei Rally poceda pure con le regole dei Rally Sprint.

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