"We are the best in the world!" La storia del ragazzo di Reading che ha coronato il suo sogno

RAC Rally 2001: il nome Richard Burns, entra nella leggenda del WRC!

È il 22 Novembre 2001, sta per iniziare il 57° Network Q Rally of Great Britain, il RAC per intenderci. Mancano ancora ventiquattro  prove speciali alla fine di un combattutissimo Campionato del Mondo di Rally, che prima della gara Britannica vedeva in testa lo Scozzese Campione del Mondo 1995 Colin Mcrae (Ford Focus WRC), con un punto di vantaggio sul Tetracampione del Mondo Finlandese Tommi Makinen (Mitsubishi Lancer WRC), due sul  giovane Inglese Richard Burns (Subaru Impreza WRC), e nove sul due volte Campione del Mondo Carlos Sainz (Ford Focus WRC), ancora non totalmente fuori dai giochi, insomma, si preannuncia una lotta senza precedenti, in una gara leggendaria.

Giorno primo di gara, sette prove speciali in programma oltre alla prova spettacolo di Cardiff disputata la sera prima: Sulla SS2 però, Tommi Makinen commette un errore e perde una ruota, vedendosi costretto ad un amaro ritiro, a bordo della nuova e fiammante Lancer Evo WRC, che venne usata poco anche perché poi poco dopo Mitsubishi annunciò il suo ritiro dal Mondiale Rally.
Nella stessa prova, per la cronaca, ci fu anche il ritiro di Piero Liatti, su Hyundai Accent WRC, a causa di problemi alla trasmissione, che misero la parola “fine” alla carriera nel WRC del fortissimo pilota Biellese.

Sulla Prova Speciale numero quattro però, altro colpo di scena: in una velocissima destra, Colin Mcrae inserisce la sua Ford Focus WRC troppo all’ interno della curva, e va a colpire una pietra con conseguente cappottamento e distruzione della macchina: Dopo il 1997, anche il 2001 si preannuncia una beffa per lo Scozzese.

A metà della prima giornata si piazzava al comando Marcus Gronholm (Peugeot 206 WRC), con 25.4 secondi di vantaggio sul compagno di squadra Didier Auriol e 36.5 su Richard Burns, che deve solo mantenere la sua posizione per andarsi a guadagnare il Titolo.
Nel loop finale notturno del day 1 in ogni caso il 30enne di Reading attacca, e si va a piazzare in seconda posizione assoluta, grazie anche ad un errore di Auriol che finisce quarto.

Inizia la seconda giornata, per Sainz invece inizia un incubo: purtroppo sulla PS11 in un uscita investe degli spettatori ed è shockato, e costretto al ritiro, per fortuna che già dopo poche ore tutti gli spettatori coinvolti si sono ripresi e nessuno è rimasto in gravi condizioni.
Ford per questo fatto decide comunque di ritirare le sue due auto di Sainz ed Higgins lasciando scampo a Peugeot nella classifica costruttori.

Alla fine della seconda giornata si concretizza ancora di più il dominio Gronholm-Peugeot, con Burns ancora secondo, a +1:35.4 e Rovanpera terzo a +1:44.6.

Giornata terza: saranno quattro prove speciali e 89km cronometrati a decidere il Campione del Mondo: In gara per il titolo rimane solo Burns, secondo, al quale basterebbe anche un quarto posto.
Diluvia, le condizioni della strada sono pessime, Burns infatti gestisce il suo vantaggio, “i was driving like my grandmother”, e cerca di arrivare al traguardo di una giornata che lo potrebbe consegnare nell’ olimpo dei più grandi.

Dopo le prime due speciali della Domenica, la situazione è ben delineata, con Gronholm stabilmente primo e Rovanpera secondo, in vista di una fantastica doppietta per la casa del leone, e con Burns terzo, ma con un passo molto tranquillo viste le sue enormi chance di conquistare il Mondiale.

Nelle due ultime prove speciali continua a dominare Marcus Gronholm, che stravince un rally difficilissimo che molte vittime ha mietuto nei suoi tre giorni di corso, con illustri ritiri quali quelli di McRae e Makinen che hanno deciso un mondiale.
Al secondo posto, staccato di 2:27.1, Harri Rovanpera, molto soddisfatto al traguardo, con una doppietta Peugeot che consegna nelle mani della squadra Francese il titolo Costruttori.

A fare la storia è, però, il primo Campione del Mondo INGLESE di sempre, Richard Burns, che a 30anni corona il suo sogno e va a vincere con la sua Subaru Impreza S7 WRC’01, navigato da Robert Reid, il titolo più importante in questo sport, il Campionato del Mondo WRC.

L’ Inglese, dopo anni ed anni di sacrifici, ce l’ha fatta, lui che coltivava questa passione da quando aveva pochi anni, lui che a 18 anni lasciò tanto sudore su quella sua prima Talbot preparata insieme ad un amico con pochissimo budget.Lui che finì prima nelle mani Subaru con Dave Richards, poi in Mitsubishi, successivamente tornò in Subaru (nel 1999) per poi finire in Peugeot, dove, mentre si stava giocando il mondiale al RAC 2003, comparvero i primi sintomi di quel male incurabile che per lui fu fatale, un tumore al cervello che lo portò via il 25 Novembre 2005, a Londra, proprio quattro anni esatti dopo il più bel momento agonistico della sua vita: La vittoria del Mondiale.

 

 

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