Andrea Crugnola: "Confermo la mia presenza a tempo pieno nel Cir. Valais 2014 un dolce ricordo"

Intervista inedita al varesino che si sta preparando al debutto stagionale

La nuova stagione inizierà tra circa un mese, ma in questo febbrile gennaio molti piloti stanno tendando di chiudere o limare un programma che possa soddisfare le proprie esigenze. È il caso di Andrea Crugnola, che ci ha concesso una piacevolissima chiacchierata a 360°.

Andrea, come ti sei avvicinato al mondo dei rally?

Sono praticamente nato all’interno dell’ambiente. Mio padre correva nei rally in modo amatoriale e io ero ben contento di seguirlo sui campi di gara. Successivamente, un po’ più grandicello, ho iniziato a sfrecciare sui kart fino al primo rally. Quindi la passione per i motori la nutro da sempre.

Qual è il bilancio del tuo 2017 dopo aver corso su più fronti?

È stato un 2017 in crescendo, che reputo estremamente positivo sotto il profilo delle performance. Alla mia prima stagione al volante di una vettura 4×4 sono riuscito a battagliare per la vittoria con un grande campione come Luca Rossetti nell’IRCup Pirelli ed a comandare la gara al Rally di Roma Capitale nella mia unica apparizione stagionale nel Campionato Italiano Rally. Il rammarico è di non aver culminato alcune di queste importanti prestazioni con risultati di rilievo. La vittoria tra le R5 al Monza Rally Show ed al Master Show è stato comunque un ottimo modo di chiudere l’annata, un risultato che reputo importante perché arrivato al termine di una sfida entusiasmante con un dieci volte campione italiano come Paolo Andreucci.

Tu che ne hai fatto parte, come valuti il lavoro ad oggi svolto dall’Aci Team Italia? Perché certi risultati tardano ad arrivare?

Credo sia un’iniziativa lodevole innanzitutto, perché hanno fatto tanto e spero continuino a fare altrettanto. Dal 2014, anno in cui è nata questa “nazionale”presentandola al Targa Florio, è stato investito molto per permettere a giovani italiani di affacciarsi sul panorama internazionale, creando un’aria positiva attorno a tutto il nostro movimento rallystico. Spendo due parole su Fabio Andolfi, il quale ha dimostrato in più di un’occasione di avere talento e maturità per affrontare un programma nel campionato del mondo. Spero gli diano la possibilità di proseguire anche in questo 2018 perché buttare via tutte queste annate sarebbe un peccato. E’ vero che ha avuto alcuni problemi, non tutti per colpa sua, ma è anche vero che andare subito forte a bordo di una R5 e competere contro piloti che queste vetture le usa da anni è complicato per tutti, a meno che di nome non fai Sebastien Loeb. Partendo dalle 208 R2b, per arrivare ad ottenere dei risultati concreti, bisognerebbe secondo me avere cinque stagioni a disposizione o per lo meno quattro, quindi due a bordo di una R2b e almeno due con la R5.

Come valuti il rallysmo italiano?

Il livello è alto senza dubbio e lo abbiamo mostrato nei rally in cui CIR e campionato europeo erano concomitanti, come ad esempio il San Marino e il Sanremo di qualche stagione fa. Gli italiani se la sono sempre giocata con i vari Breen, Lappi, Kopecky, Hanninen, solo per citarne alcuni, e non credo sia solo dovuto al fatto di conoscere meglio di loro le prove speciali. Anche al Roma Capitale di quest’anno, confrontando i tempi, gli italiani erano davanti ai piloti che partecipavano all’Erc. I talenti emergenti ci sono ma serve un budget importante per farli crescere e tanta pazienza. Troppi campionati? Non sono del tutto d’accordo. Alla fine è giusto dare spazio ai gentleman drivers che si dilettano a scontrarsi alla pari in un CiWrc e puntare alla vittoria piuttosto che scontrarsi coi migliori in un Cir e ambire al massimo al settimo posto. E’ importante dunque avere due campionati di riferimento.

La gara e la vettura che ti hanno lasciato il segno?

Che domandona. Ci sono tante gare e tante macchine che ricordo con molto piacere, fammi pensare. La Peugeot 208 R2b è probabilmente quella che mi ha divertito più di tutte e che mi ha permesso di crescere ulteriormente, misurandomi con piloti importanti come Lefebvre. Per quanto riguarda la gara rispondo il Valais del 2014 dove maturai la prima vittoria di categoria assoluta nell’Erc Junior a bordo della 208 della Napoca. Un bellissimo ricordo insomma.

Rumors ti danno al via di tutto il Cir 2018 con una Fabia R5. Confermi o smentisci?

Confermo che sarò al via di tutto il Cir 2018 ma al momento non so ancora né con quale vettura né con chi al mio fianco. Mi sono preso ancora una quindicina di giorni per fare le ultime valutazioni. Obiettivo? Beh, inutile nascondere che le ambizioni sono alte e che partirò per vincere il titolo, anche se sarà difficile per via del livello alto degli avversari.

Guardando il passato, hai qualche rimpianto oggi?

Rimpiango quanto successo nella stagione 2011. Partecipai contemporaneamente al Wrc Academy e al Cir con Citroen e dunque, avendo corso su due fronti e con vetture diverse, impiegai molte energie perdendo la concentrazione. Col senno di poi, parteciperei soltanto ad un campionato in modo da focalizzare tutti gli sforzi per fare meglio possibile. Purtroppo mi è mancato una persona del settore che mi affiancasse nei momenti chiave in modo da gestirmi e farmi evitare errore di gioventù. Ciò nonostante, ringrazio di cuore chi è stato presente e mi ha dato queste grandi opportunità.

Ringraziamo Andrea per averci concesso il suo prezioso tempo e gli facciamo un bel “in bocca al lupo” per la stagione imminente.

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