Superiorità manifesta

Analizziamo insieme l'intramontabile coppia vincente del CIR

Anche il Rally di Sanremo 2018 è entrato nell’archivio del CIR e ha portato con se la consueta dose di verdetti. Tra questi si nasconde (ma non troppo) una certezza inconfutabile e con la quale bisognerà fare i conti: Andreucci-Andreussi è l’equipaggio da battere anche quest’anno.Dopo due sole gare potrebbe sembrare prematuro ma questi primi due appuntamenti hanno dimostrato ampi segnali su quello che sarà l’andamento del campionato italiano rally 2018.

Con questo articolo non voglio alimentare la solita diatriba tra i “pro-Ucci” e i contro ma cerco di analizzare lucidamente gli elementi che portano il pilota Peugeot costantemente davanti a tutti.

Il pacchetto tecnico e la possibilità di test

Lo dicono in tanti e lo sanno tutti. Andreucci ha grandi possibilità di testare vettura e gomme, questo spesso può fare la differenza. L’attuale CIR si gioca prevalentemente su asfalto, fondo nel quale le gomme e la loro conoscenza diviene fondamentale per grattare via decimi sulle prove. Peugeot ha totale fiducia in lui (nonostante le voci che si sono rincorse in inverno che lasciavano trapelare altro) e finora ha raccolto tanto da questa fiducia incondizionata. Nel nostro campionato interno è impossibile non tenere conto di questo fattore come fortemente incisivo sui risultati.

La solidità mentale

Andreucci le gare spesso le vince con la testa oltre che con il piede destro. Sono tanti gli episodi degli ultimi anni nei quali la vittoria è arrivata giocando sui nervi dei rivali, sapendo quando è il momento di forzare sempre in anticipo sugli altri. L’ultimo esempio è questo Sanremo dove in un venerdì complesso e dalle condizioni variabili, ha saputo raccogliere il massimo possibile anche quando si diceva che poteva essere il più penalizzato dei big dalle prove notturne (per fantomatici è mai confermati problemi di vista). Alcuni la chiamano vecchiaia, altri esperienza, noi la definiamo mix esplosivo di forza, esperienza e mentalità vincente.

Gli avversari spesso non all’altezza

In tanti anni di corse ne sono passati di sfidanti al campione garfagnino, ognuno con caratteristiche diverse e team più o meno ufficiali. L’impressione è che a tutti manchi sempre qualcosa per poter spezzare questa egemonia. Quando sanno andare più forte diventano fallosi, quando finiscono le speciali sono semplicemente più lenti per scelte tecniche imprecise o altre motivazioni. Andreucci stampa tempi e finisce le speciali, gli altri a rotazione sbagliano e compromettono gare e campionati. Anche l’anno scorso dove sono arrivati stop inaspettati e zero in classifica non è cambiato il risultato finale.

Vincere aiuta a vincere

A più di cinquanta anni e oltre vent’anni di rally sulle spalle Andreucci vive le gare con una pressione diversa rispetto ai rivali. Sa di esser il più forte, nel team più solido e senza più tanto da dimostrare. Gode del privilegio di poter spostare l’asticella un po’ più in là perché lo vuole lui, non perché qualcuno glielo chiede. Conosce le difficoltà che lo aspettano nelle prossime gare (soprattutto quelle su terra) e fa di questa consapevolezza un ulteriore punto di forza per restare sempre al top.

Da appassionati speriamo in un campionato equilibrato fino alla fine per il bene dello spettacolo, rimanendo orgogliosi di quel mostro di pilota chiamato Paolo Andreucci, “Paolino” per i tifosi.

E per voi, quali sono i motivi del successo di Paolo?

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Commenti

  • Luigi Colombo

    Visto che hai posto il quesito di cosa ne pensiamo rispetto alla superiorità manifesta da te argomentata vorrei se possibile dire la mia.
    Premetto che questa non è tifoseria spicciola o un modo come un’altro per diffondere odio,astio o cattiverie di varia origine verso un campione vero e che ha indubbiamente vinto e continua a vincere tanto ma solo un’analisi reale su motivi che personalmente ritengo validi e anche ,volendo, facilmente verificabili. Ancora prima che Paolo Andreucci cominciasse a correre i campioni di rally in Garfagnana facevano tappa ogni anno per il rally del Ciocco e uno di questi,noto mietitore di titoli, consigliò il buon Paolo che voleva iniziare a correre sull’approccio migliore per ottenere risultati e cioè provare,provare e provare fino allo sfinimento,quasi al punto che la nota ascoltata nell’interfono doveva essere solo una conferma di quanto già sapeva. Non cinque o dieci passaggi a prova,spesso si superavano i cinquanta.In quegli anni le ” ricognizioni” penso tu sappia benissimo Alex come si svolgevano: muletto pari alla macchina da gara,una macchina staffetta collegata via radio un chilometro avanti per poter percorrere le prove in relativa sicurezza al massimo possibile e avanti e indietro per nottate sane. Ovviamente se lo chiedi agli ex copiloti tutti negano spudoratamente tranne uno al quale nessuno si prende mai la briga di chiedere se le la cosa è vera oppure no…..chissà come mai,forse perchè non interessa a nessuno o perchè nessuno vuole raccontare certe verità o forse perchè è meglio la scusa che lo facevano tutti?
    Il sistema funzionò e insieme alla sua bravura adesso siamo qua a parlare di un pilota che ha vinto dieci titoloi italiani e va probabilmente per l’undicesimo. Per quanti anni è andata avanti questa storia,quanti passaggi siano stati fatti in quelle condizioni e il fatto che le gare sono quasi le stesse da un trentennio lascia poco all’immaginazione di quanto Paolo Andreucci conosca ogni centimetro di quelle strade e non giudico un fatto marginale che Campedelli,Nucita,Crugnola e compagnia guidante mai hanno usato e mai potranno usare i suoi metodi ed avere la sua conoscenza dei percorsi,mai e questo è un dato di fatto! La colpa e il perchè Andreucci non ha mai sfondato nell’europeo o nel mondiale è stata ed è attualmente attribuita al fatto che la Lancia abbandonò le corse ma era il 1992 e allora perchè non ostante le molteplici vittorie dopo l’abbandono Lancia NESSUNO e ripeto NESSUNO che sia sponsor o casa automobilistica o produttore di gomme che tra parentesi gli deve moltissimo in quanto a vittorie indossando le sue “scarpe” ha mai voluto investire una lira per un programma europeo o mondiale per Andreucci? Magari anche un piccolo programma di due -tre gare ,del resto si fa prima ad andare a Montecarlo o al Tour de Corse che in Sicilia e quanto sarebbe bello vederlo sulle strade di Ypres a randellare tutti? I meriti li avrebbe tutti e oltre per giocarsi una possibilità simile quindi perchè?? Per i tifosi e non conoscitori della storia solo sfortuna, ,per i più maliziosi come me il fatto che i suoi metodi di ricognizione li conoscono benissimo anche sponsor e addetti ai lavori quindi che senso avrebbe avuto anni fa e tanto più adesso mandare all’estero uno che deve conoscere a memoria le strade per andare forte? Per adesso fuori italia titoli zero,gare vinte zero e ancora stiamo aspettando la prova contraria se mai arriverà e pure questo è un dato di fatto. Altro dato di fatto sono i molteplici test gomme che solo lui effettua e che anche pochi giorni fa a Sanremo hanno avuto la sua importanza o vogliamo negare pure questo?Tra poco ci sarà il Targa ,vedere le prove speciali e confrontare con dieci-quindici anni fa è così difficile?In conclusione grandissimo pilota,fisicamente e mentalmente ancora alla pari di un ventenne affamato,bravura indiscutibile ma solo sulle sue strade, quelle che percorre e consuma da decenni! Guardare in faccia la realtà ogni tanto sarebbe giusto oppure forse è giusto nasconderla perchè il campione non sin DEVE discutere? Un’ultima cosa Alex,si fa sempre un gran parlare di sicurezza e per opinione tua lasciar partire per una prova speciale una macchina con lo sportello lato copilota che non si chiude e sbandiera a ogni curva è regolare (rally Ciocco P.S.1 Forte dei marmi) o lo è solo perchè era la macchina del campione? Personalmente credo che al di la del perchè lo sportello fosse rotto se la macchina fosse stata quella di un comprimario con il numero enta o anta non sarebbe mai partita prima di risolvere il problema ma forse sono io a essere malizioso anche perchè il fatto è stato debitamente e immediatamente insabbiato senza nessuno che avesse voglia op meglio volontà di approfondire.
    Probabilmente anche questo ennesimo tentativo di affrontare l’argomento Andreucci andrà cancellato ma è sempre buono provarci,magari qualcuno prima o poi si prenderà la briga di fare qualche domanda in giro sempre che l’interesse a non disturbare il campione e l’unica casa ufficiale nel CIR abbia un’importanza ben maggiore.
    Cordialmente,
    Luigi

  • Ciao Luigi, grazie del tuo contributo corposo e pieno di spunti. Non entro nel merito di quello che dici poiché non posso verificarlo ma ti ringrazio per il tempo che hai dedicato a dire la tua. A presto.

  • massimo' mikirally'

    Tanto per ricordare l’ottavo posto assoluto al relly Italia Sardegna 2015. Primi tra gli italiani e primi di wrc2

  • Mirco

    Un fenomeno lo vorrei vedere nel mondiale a talento e forza mentale grande Paolo

  • Claudia

    Determinazione, serietà, costanza, diligenza, spirito di sacrificio voglia di vincere e di far bene, dedizione e una passione sfrenata, unite ad un umiltà unica fanno di lui un campione… I giovani di oggi sono tutti fenomeni a parole pretendono tutto e subito compresi i risultati é più facile lamentarsi che rimboccarsi le maniche e lavorare sodo…

  • Alessandra paolinelli

    Per me paolo e’ un fuoriclasse…lui doveva correre nel mondiale e non nel l’italiano..tutto qui..un talento unico che doveva confrontarsi con piloti del suo calibro..peccato che i grandi team
    Degli anni 80 non abbiano capito le grandissime potenzialità di paolo..grande errore

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