Quando una banale influenza ti può far perdere un rally

Tanta sfortuna per Paolo Moricci al Reggello, costretto a fermarsi a metà gara per via della febbre alta

Cerchiamo di essere onesti. Quante volte da bambini abbiamo sognato di impugnare il volante di una qualunque macchina da corsa? E quante volte ci siamo immaginati di alzare la coppa del vincitore dopo aver battuto sul campo di battaglia gli avversari?

Sarà sicuramente capitato anche Paolo Moricci, che ha preso parte lo scorso weekend all’undicesima edizione del Rally di Reggello. L’apprezzato pilota di Montecatini, coadiuvato alle note da Paolo Garavaldi, era arrivato alla kermesse fiorentina innanzitutto per divertirsi, ma anche per vincere.

L’elenco iscritti è di primissimo ordine nonostante ci sia la concomitanza con il mondiale in Sardegna e l’IrCup a Bedonia, e Paolo senza paura mette subito in mostra un buon feeling con la Skoda Fabia R5, assoluta novità per lui. Pronti via e inizia il duello con la 208 T16 R5 di Senigagliesi che, al suo contrario, il leone rampante francese lo conosce come le sue tasche.

La sfida si corre sul filo di lana, con il buio della notte a dare al tutto quel tocco di magia. Un duello che sembra sempre più incerto, con i due che proprio non si vogliono risparmiare perché il gusto della vittoria è troppo buono da assaporare. Ma dopo la p.s.5 la Freccia Alata numero 2  è costretta ad abbandonare anzitempo la compagnia.

Questa volta non a causa di un guasto meccanico, e nemmeno per via di una toccata. Moricci deve ritirarsi per via dell’influenza che lo attanaglia fin dalla partenza, facendogli di fatto abbandonare tutti i sogni di gloria. Tanta attesa e tanti buoni propositi quindi che vanno a svanirsi per colpa di un banale virus, proprio quando stava per sferrare l’attacco all’avversario.

E allora chissà se allo sfortunato driver in quei momenti, deluso e amareggiato, non gli siano trascorse nella mente le immagini di un bambino che si sedeva sulla macchina del papà sognando di conquistare quel primo gradino del podio, mai così vicino come in quegli istanti?

 

 

 

Ph: Federico Mariotti

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