Rally Estonia 2018: ecco una serie di motivi per farci un pensierino

Una gara sempre più in ascesa che nel 2018 tenta il definitivo salto di qualità

rally estonia 2018
Immaginate di vivere in un paese dove lo sport nazionale sono i rally, dove la maggior parte delle strade sono sterrate, ma lisce come un tavolo da biliardo. Un paese che guarda avanti e che non ha paura di fare scelte controcorrente e dove d’inverno c’è una strada di ghiaccio che collega le isole con la terra ferma. Questo paese esiste davvero, e si chiama Estonia!

In questo piccolo stato, incastonato alla fine del mar baltico tra Lettonia, Finlandia e Russia, si respira la passione per l’automobilismo in ogni angolo di strada e l’attesa per il Rally Estonia 2018 è altissima.

Ma prima di parlare del rally, permettetemi di dire due parole su questa terra così particolare. L’Estonia è il più piccolo dei 3 stati baltici (1,3 mln di abitanti, più o meno come l’Abruzzo) ma allo stesso tempo è anche quello più avanzato in campo tecnologico, tanto da essere stato nominato da Wired come “La più avanzata società digitale del mondo” ed essere soprannominato E-stonia.

La capacità di mettere in discussione i cliché e cercare nuove soluzioni è arrivata ovviamente anche al mondo dei motori dove, per riorganizzare il settore dopo il ritiro del talentuoso Markko Martin fu chiamato nel 2013 Ari Vatanen, campione del mondo rally nell’81, ma anche politico di lungo corso nel parlamento europeo.

Anche gli organizzatori del Rally Estonia non hanno fatto eccezione in quanto a capacità di mettersi in discussione. Infatti questa manifestazione, nata con questo nome nel 2010, è salita di importanza fino ad acquisire validità per il campionato europeo rally ERC dal 2014 salvo poi non essere neanche disputata del 2017.

Che cosa era successo? Ne ho brevemente parlato con Margus Kiiver, portavoce della manifestazione, e queste sono state le sue parole:

Dopo la gara del 2016 eravamo alla ricerca di nuovi obiettivi: volevamo far salire ancora il livello della competizione. Con questo non voglio sminuire l’ERC, che è un campionato di altissima qualità agonistica. Ma purtroppo non sono ammesse le WRC che sono le macchine più spettacolari per il pubblico e, nello stesso tempo, anche Ott stava andando avanti e consolidando la sua presenza nel mondiale. Allora ci siamo presi un anno sabbatico e abbiamo cercato di portare avanti questi nostri nuovi obiettivi.

Una scelta rischiosa: moltissime competizioni non sono più ripartite dopo uno stop. Ma non è questo il caso del Rally Estonia che nel 2018 si presenta con un budget di tutto rispetto (1 milione di euro circa) e con un elenco partenti che lo collocano giusto un gradino sotto al WRC!

I nomi li abbiamo già fatti qui su Rallyssimo alla spicciolata, mano a mano che venivano annunciati ma vale la pena ricordarli tutti insieme.

Partiamo dai tre equipaggi ufficiali: Tanak-Jarveoja, Breen-Martin e Paddon-Marshall, tutti e tre con le loro belle WRC plus e già potrei fermarmi qua; ma ci sono anche altri piloti ben conosciuti nel giro del WRC, come Jari Huttunen, Karl Kruuda o Valery Gorban (sempre con la sua fidata Mini). Direttamente dal Rally di San Marino arriva Eerik Pietarinen e dal mondo del rallycross arriva la stella estone Reinis Nitiss (22 anni, il più giovane pilota ad aver vinto una prova del mondiale Rallycross). Insomma ce ne sono per tutti i gusti e non mancheranno, in coda al rally, le immancabili Lada e i camion GAZ.

Il rally inizierà venerdì 13 luglio con la cerimonia di apertura a Tartu (seconda città dell’Estonia) mentre sabato 14 e domenica 15 il rally si sposterà a Otepaa, dove sarà allestito anche il service park. I tratti cronometrati saranno 16, per un totale di 146km (676km compresi i trasferimenti) tutti su sterrato, a parte le 2 prove spettacolo allestite nei centri cittadini.

Il fondo in alcune prove è simile alla Finlandia (anche come salti) mentre in altre ricorda più il rally di Polonia, e sicuramente è strategico il suo posizionamento in calendario subito prima della tappa finnica del mondiale.

Direi che l’organizzatore, Urmo Aava, e i suoi collaboratori per ora hanno centrato in pieno l’obiettivo e i biglietti stanno andando a ruba in mezza Europa. Noi di rallyssimo ci saremo dal venerdì e vi racconteremo la gara e l’atmosfera di questa piccola nazione che vive di rally!

p.s.

So che vi state ancora chiedendo della strada di ghiaccio che unisce la terra ferma alle isole estoni. Esiste davvero, d’inverno, ed è aperta al traffico. Le uniche regole extra sono: non viaggiare tra i 25 e i 40km/h (altrimenti si genererebbero vibrazioni in grado di rompere il ghiaccio) e non mettersi la cintura di sicurezza, perché se si dovesse rompere il ghiaccio, avreste solo pochi secondi per uscire dall’acqua prima che il freddo vi paralizzi.

 

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