Cir: intervista esclusiva a Simone Campedelli "Andiamo a Verona con un solo obiettivo"

Molto fiducioso e molto motivato il pilota di Orange1 Racing

Uno dei “Fantastici 4” a contendersi il titolo e che non vede assolutamente l’ora di salire in macchina è anche il pilota di Savignano Simone Campedelli, che dopo una stagione un po fallosa si ritrova comunque la in cima come uno dei candidati maggiori per portarsi a casa il titolo.

Il pilota di Orange1 Racing, che si trova in terza posizione in classifica a soli 5,5 lunghezze dal leader Umberto Scandola, viene da un secondo posto al Rally d’Adriatico che fa tanto morale anche se a Verona servirà comunque fare la gara perfetta.

L’abbiamo sentito al telefono per qualche domanda:

Dopo il finale a dir poco rocambolesco di Cingoli si va a Verona per la “finalissima” del CIR 2019 e in una condizione di classifica inedita. Come avete preparato la gara e qual’è l’umore all’interno del team?

Sicuramente un finale inaspettato, il campionato sembrava già chiuso dopo la quarta gara invece fino all’ultima bandiera a scacchi non si può mai dire l’ultima. Noi a Cingoli abbiamo fatto un’ottima gara sapevamo che era importante segnare punti pesanti, abbiamo provato a vincere e non ci siamo riusciti per pochissimo, prepareremo l’ultima gara al meglio facendo attenzione ai dettagli cercando di curare il percorso che già in parte conosciamo perché è come quello delle passate stagioni, ma allo stesso tempo una grandissima variabile arriverà dal meteo, che a Ottobre inoltrato, potrebbe cambiare molto velocemente. Per il resto noi come equipaggio siamo motivatissimi, e anche il team lo è

Stagione ricca di alti e bassi un po’ per tutti, con tanti errori e diversi zero in classifica. Qual è il maggior rimpianto a livello di punti persi che hai fino a questo momento?

Credo che sia una stagione molto anomala, non tanto per l’attribuzione del punteggio diverso ma credo che sia stato un campionato di rottura di alcuni schemi. In passato si correva con un ottimo passo sempre molto veloce, ma allo stesso tempo all’interno di certi limiti. Non è mai successo che i pretendenti alla vittoria finale facessero così tanti 0 questo perché credo che sia Scandola sulla terra sia noi sull’asfalto abbiamo assettato dei nuovi standard di velocità che però hanno portato a farci commettere alcuni errori, quindi si corre con un ritmo più elevato rispetto agli anni passati, si è alzata l’asticella, e questo ci ha esposto a maggiori rischi. Il mio rimpianto più grande è quello dell’Elba, perché era una gara nuova nel CIR, avevamo fatto un test pre-campionato in quell’isola e li eravamo veramente i più veloci, quando decidevamo di attaccare facevamo la differenza e quindi aver buttato via una vittoria è la cosa che sinceramente mi lascia maggior rimpianto

A Verona, oltre a voi “soliti 4”, ci saranno tanti outsider agguerriti che potrebbero rimescolare le carte  anche in chiave campionato. Quanto incide questo aspetto sull’approccio alla vostra gara e sulla vostra strategia?

Per quanto riguarda gli outsider, sono assolutamente contento perché noi come Orange1 Racing da privati arriviamo a Verona per il secondo anno a giocarci il campionato italiano contro due grandi costruttori come Peugeot e Skoda, quindi per noi è veramente già un gran punto di partenza per questa finalissima essere riusciti a portare dei colossi del campionato italiano a dover battagliare anche con noi. Ma non solo. Alcuni di questi colossi hanno addirittura dovuto arruolare un pilota come Rossetti come scudiero e questo per me è una formula di carica altissima perché vuol dire che ci temono e perché vuol dire che durante l’anno siamo riusciti a togliergli molte certezze velocistiche. Noi saremo soli, ma noi siamo pronti, motivati e io sono super carico!

Chi vince il CIR 2019?

Abbastanza difficile rispondere in maniera obiettiva e sarcastica. Arriviamo a Verona con un unico obiettivo.

Anche a Simone, auguriamo un buon fine campionato e un’enorme in bocca al lupo

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