Storia del Rally Due Valli

Ecco il passato storico di questo importante evento del CIR arrivato alla 36^edizione

Nello stesso anno in cui i rally vivevano le prime magie italiane, con Sandro Munari trionfatore al Montecarlo, l’Automobile Club Verona decise di dare anche alla città scaligera il lustro di una manifestazione di rally.

Vinse Fulvio Bacchelli, su un’inedita Porsche 911S, davanti a Leo Pittoni (identica vettura) e Giacomo Pelganta, su Fulvia HF. Altri tempi, altri mondi. Epoche andate di cui il Due Valli ha rappresentato un punto fermo, in evoluzione con i regolamenti e le tendenze che il rallysmo nazionale ha affrontato nel corso del tempo. Fanno sorridere i chilometraggi di quella prima edizione: la prova speciale più lunga, la “Lughezzano – Bosco Chiesanuova” era di appena 6,2km, mentre le altre speciali non arrivavano ai 4km.

La storia del Due Valli è poi proseguita ospitando, sulle sue strade, nomi che oggi sono stati scritti nell’Olimpo dei rally: Tony Fassina, Adartico Vudafieri, Giulio Cabianca e Sergio Lipizer, Lucky, Andrea Aghini, Miki Biasion, Franco Cunico, Franco Uzzeni, Andrea Zannussi e tanti altri ai quali si aggiungono i tanti piedoni pesanti veronesi che attraverso i decenni si sono susseguiti alla ricerca di sprazzi di gloria nella gara di casa: Vanni Pasquali e Pietro Zumerle, Emanuele Arbetti, Daniele Fiocco fino ad Umberto Scandola.

Veri e propri templi del rally si sono creati lungo le prove speciali: “Santissima Trinità” con il suo dosso ingannevole, i tornanti di Montecchio sopra a Grezzana, le luci dei fari nella notte di “Ca’ del Diaolo” e poi ancora i passaggi a Sprea, la Valpantena e la più recente Val d’Illasi. Nomi che a molti forse non dicono nulla, ma che a Verona accendono ricordi indelebili. Ricordi che si accendono soprattutto nel foltissimo pubblico del Due Valli, che ha seguito, segue e seguirà questa manifestazione mantenendo negli anni una passione costante, tramandata di padre in figlio.

Tempi persi per sempre? Forse. Oggi resta la consapevolezza di una manifestazione che punta sempre in alto, che offre uno spettacolo unico nel Campionato Italiano e nel Campionato Italiano Auto Storiche, mantenendo però la semplicità e la passione di pubblico e piloti che hanno caratterizzato questa manifestazione sin da quel lontano 1972.

Il maggior numero di vittorie spetta a all’equipaggio De Tisi-Pollet vincitore nel 2005,2006,2008 e 2009. Segue Pasquali con i trionfi del 2000, 2001 e 2003.

Le ultime stagioni ha visto trionfare due volte l’equipaggio Andreucci-Andreussi nel 2014 e nel 2016 con la Peugeot, mentre nel 2015 vinse l’amato pilota di casa Umberto Scandola su Skoda.  Lo scorso anno new entry nell’albo d’oro dei vincitori della manifestazione, ovvero Luca Rox Rossetti.

 

Storia tratta dal sito dedicato della manifestazione.

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