Esclusiva a Guido D'Amore: "Anno 2018 comunque positivo, il record di salto con Galli è ancora da brividi.."

A tu per tu con il famoso copilota ligure, che nella sua carriera ha affiancato piloti come Scandola, Galli e Navarra

Il co-driver che andremo ad intervistare oggi viene da Imperia, classe 1971, ed ha corso 47 gare nel WRC, oltre 40 tra IRC ed ERC e ben 124 all’interno del Campionato Italiano Rally, laddove è stato campione (2013) e numerose volte vicecampione. Avete già capito di chi si tratta?

Guido D’Amore è infatti uno dei navigatori con più talento, capacità, esperienza che abbiamo nel nostro paese, e con lui abbiamo parlato del suo passato, presente, futuro del pilota Skoda.

Chi è Guido D’Amore?

Guido D’Amore è una persona che fin da giovane ha avuto la passione per i rally, tant’è vero che a 17 anni comprai un auto da rally cercando qualcuno che fosse disposto a guidarla con me alle note, ma i miei genitori scoprirono tutto e si opposero a ciò, infatti ci vollero altri due interminabili anni per riuscire finalmente a debuttare in questo sport.

Come è nata la tua passione per i rally?

Quando ero piccolo è nata in modo curioso, ruppi un sacco le scatole ai miei genitori che alla fine desistettero e mi portarono  a vedere un trasferimento.
Ma tutto in realtà si è amplificato quando a quattordici anni una sera un mio amico mi ha detto :”andiamo a vedere il fratello del mio compagno di banco che corre?” E dall’ arrivo della prima macchina non ci ho più capito nulla, ed ho solo compreso quale sarebbe stata la mia strada…

Capitolo CIR 2018 con Umberto Scandola: Una stagione positiva conclusa però con un altro vice-titolo senza replicare il successo del 2013, ma comunque tanto di positivo a partire dal miglioramento costante degli pneumatici D-Mack. Cosa ci puoi dire a proposito di questa annata?

Diciamo che nel complesso siamo felici di com’è andata. Abbiamo del rammarico per alcuni episodi sfortunati ma in ogni caso anche con le gomme abbiamo fatto un ottimo sviluppo quindi c’è di che essere contenti, nonostante avremmo comunque preferito vincere il campionato, but this is rally…

La tua carriera nasce dalla fine degli anni 80, come sono cambiati secondo te i rally fino ad oggi?

I rally sono cambiati molto nel corso degli anni, una volta erano una grande avventura che partiva dalla settimana antecedente alla gara con ricognizioni e tutto, mentre ora sono molto più “sprint” e davvero non ti accorgi di essere partito che sei già a fine gara.

Hai portato Gigi Galli nel percorso dalle gare italiane a quelle del WRC: Qual è stato il tuo rapporto con il driver di Livigno? Lo ritieni l’ultimo degli “italiani volanti” a livello WRC?

Diciamo che con Gigi è stata una bellissima avventura, iniziata nel 1998 con il Campionato Italiano, poi abbiamo fatto tutta l’escalation passando per l’europeo ed infine è stato turno del mondiale: che stagioni fantastiche! Con Gianluigi poi che è anche una grande persona, la quale visto il suo talento avrebbe potuto fare ancora di più di quello che ha fatto, specialmente nel WRC.

Qual è la gara che più ti è rimasta nel cuore? E la stagione?

Sicuramente in positivo il Rally Adriatico, ci ha sempre dato soddisfazioni, vittorie, e tanto divertimento, mentre in negativo ci metterei il Rally San Marino 2017, dove un difetto di fabbrica di un cerchio l’ha fatto cedere probabilmente precludendoci il campionato…
Come stagione invece è stato bellissimo il 2013, dove abbiamo vinto l’italiano, o il 2005, con Gigi Galli, ove stavamo pure vincendo il Rally di Turchia…

Spesso si dice che i piloti sono “matti” ma che i navigatori lo sono molto di più, che ne pensi?

Penso sia corretto, perché se per fare il pilota bisogna avere quella dose di pazzia, figuriamoci per stargli a fianco…

Rally Italia Talent, un progetto che ti vede come istruttore ad alti livelli da qualche anno, che ne pensi della kermesse organizzata da Renzo Magnani in collaborazione con Aci Sport e con Abarth? Che novità ci saranno nel 2019?

Rally Italia Talent è un progetto bellissimo nato da Renzo Magnani che permette a molti giovani e non di “fare una prima esperienza”, i quali se si dimostrano valorosi e vincono possono addirittura correre un rally vero.
Le novità sono moltissime, molto ghiotte, che man mano andrete a scoprire nell’avvicinamento a RIT 2019.

Hai aiutato e portato molti giovani verso il successo, in una strada che ora sembra molto, molto in salita, cioè quella di emergere. Che consigli daresti ad un giovane promettente che pratica questo sport?

Un consiglio che darei sarebbe sicuramente quello di partire dai/iniziare dai/frequentare trofei monomarca, i quali forniscono tanta competizione ed anche spesso un soldino in palio…

Quanto è difficile secondo te il lavoro del navigatore? Quali sono le difficoltà più comuni di un copilota alle prime esperienze?

Il navigatore sicuramente non è un lavoro per tutti, e la difficoltà dipende dall’attitudine che uno ha alla velocità, al dare le note, alla paura…
Le difficoltà più comuni invece credo possano essere il capire un po’ tutti i meccanismi…. ora con i rally così serrati non c’è più tempo di ragionare e dev’essere tutto programmato nei minimi particolari.

Quali sono i vostri progetti per il 2019?

Per il 2019 ancora è tutto in ballo ed a breve inizieremo a vedere cosa ci riserverà il prossimo anno, per ora ci godiamo un meritato riposo post-stagione.

Com’è stato vincere nel 2014 il Rallye Sanremo da Imperiese?

Un’esperienza davvero incredibile, visto che fin da piccolo andavo a vedere il “Sanremo” esaltandomi guardando Biasion, Delecour…sicuramente salire sul gradino più alto del podio in una gara con questa storia, prestigio e leggenda è stato indimenticabile.

Terra o asfalto?

Terra senza alcun dubbio, lo spettacolo della terra è impareggiabile, sia per gli spettatori che dentro la macchina. Rally=Terra

Hai portato Umberto Scandola al successo dal 2007 in poi, cosa pensi del forte pilota veronese? Secondo te sarebbe giusto provare nel 2019 un’avventura all’estero completa?

Di Umberto posso solo dire che lo reputo forse una “mosca bianca” essendo persona onesta, gentile, composta, altruista in un mondo che tende davvero al contrario rispetto a ciò. Inoltre è ormai da 11 anni che corriamo insieme e ci troviamo davvero bene a correre come equipaggio, fidandoci reciprocamente.
Riguardo all’estero, si, sicuramente ci piacerebbe, dipende tutto dal budget e dalle intenzioni del gruppo VW.

Il 23 ottobre è stato il giorno della memoria per quanto riguarda il grande e mai dimenticato Marco Simoncelli. Nelle sue nove gare rallystiche al suo fianco c’eri tu, parlaci di Marco e della sua grande passione per questo sport.

Sicuramente Marco era una persona dal cuore e dal carattere d’oro, come se ne vedono pochi di questi tempi. La sua passione per questo sport era sfrenata, e quando ha avuto la possibilità di correre in macchina ha sempre fatto molto bene imparando con una rapidità davvero impressionante.
Anche nei rally “veri” non andava per niente piano, infatti nel 2014 arrivammo addirittura quarti assoluti in un Rally Colline di Cesena 2014 a bordo di una Fiat Punto S2000.

Grazie mille per la disponibilità ed un saluto da parte di tutta la redazione di Rallyssimo.

Grazie a voi, a presto!

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