Giandomenico Basso ci racconta il suo 2018: "Nel TER stagione fantastica, il podio di Roma è stato speciale"

Abbiamo fatto due chiacchere con il forte driver di Cavaso del Tomba dopo il suo ennesimo successo in campo continentale

Il campione di Cavaso del Tomba Giandomenico Basso, vincitore di tre Europei, due Italiani e due TER, ci ha raccontato la sua stagione 2018, che l’ha visto correre in sei appuntamenti facendo segnare due vittorie (Valais e Transilvania), due secondi posti (Roma e Ticino), un terzo (Antibes) ed uno sfortunato ritiro per noie meccaniche (Madeira).

Nonostante le sole sei gare disputate, tutte con esemplari diversi di auto, il trevigiano è riuscito a vincere l’ambito Tour European Rally 2018, ripetendo il successo del 2017, vediamo cosa ci ha detto in merito a questa stagione:

Partiamo dall’ultimo Rallye du Valais, che hai vinto, com è andata?

Son contento della gara che abbiamo fatto, l’anno scorso non dovevamo vincere per far nostro il campionato ma grazie agli errori di altri equipaggi abbiamo portato a casa la vittoria, mentre quest’anno ce la siamo proprio guadagnata, vincendo anche il campionato Tour European Rally 2018.
Alla fine ci tenevo a portare a casa questa bellissima gara svizzera, e ce l’abbiamo fatta, dopo una bella lotta contro Oliver Burri, facendo la differenza sulla prova “lunga” da 22km (che nel primo giro era di ben 32).
Davvero notevole infatti anche la lunghezza dell’intera gara, ben 245 km di gara tortuosa, su un asfalto che non ha un grande grip.

Questa stagione 2018 invece come la giudichi? Hai dovuto alternarti alla guida davvero di molte macchine.

Abbiamo iniziato dal Transilvania con un grande sacrificio per partecipare, a bordo di una Skoda Fabia R5 di Skoda Romania, ed abbiamo prontamente vinto.
Molto bella è stata anche invece la gara di Antibes, per noi “premio” della vittoria TER 2017, nonostante non siamo riusciti a portare a casa la vittoria ce l’abbiamo comunque fatta a mostrare il nostro valore vincendo delle speciali contro avversari di prim’ordine, terminando al terzo posto assoluto a causa di una foratura.
Non è assolutamente stato facile cambiare ogni volta mezzo, spesso senza test, con team diversi e con l “obbligo morale” di non far danni.
In ogni caso è stata molto bella la “sfida” di Roma, visti auto (Skoda Fabia R5 Metiorsport), navigatrice (Moira Lucca), team nuovi e poca preparazione. Nonostante tutto ho accettato e siamo riusciti a chiudere un fantastico secondo posto a pochi secondi dal vincitore Lukyanuk, in una gara valida per l’Europeo Rally. Davvero una grande soddisfazione.
Molta sfortuna invece a Madeira, con la I20 R5 di Hyundai Portugal, con la trasmissione che ha ceduto e ci ha costretto al ritiro, in una gara dove abbiamo vinto ben quattro volte, mentre al Rally del Ticino ci è mancata la vittoria davvero per un soffio (2 decimi si secondo) a causa di problemi al turbo che ci hanno attanagliato tutta la gara sulla nostra Ford Fiesta WRC.
Questa stagione invece si è conclusa con la bella vittoria al Valais, a bordo di una Skoda Fabia R5 Metior, portando a casa ancora una volta gara e titolo.

Quali sono le differenze principali che hai notato tra R5 (i20, Fiesta, Fabia) e WRC (Fiesta, i20)?

Penso che al giorno d’oggi le R5 siano cresciute molto mentre le WRC ovviamente sono rimaste “ferme”, specialmente alcune.
Oggi infatti tra una R5 al top ed una WRC non aggiornata non c’è grande differenza, essendo la R5 più sfruttabile a differenza delle WRC che sono costruite solo pensando ai professionisti del mondiale rally.

Per il 2019 invece avete già in mente qualcosa?

Per la prossima stagione è ancora tutto incerto, e tra poco inizieremo a vedere quali potrebbero essere i nostri programmi.

Cosa pensi si possa fare per rendere più “visibile” il mondo dei rally?

Penso che la soluzione sia creare degli eventi (ad esempio molto bello con tanto pubblico è stato il Rally Transilvania 2018 in Romania), andare dove c’è la gente, creare punti d’interesse e coinvolgere anche i non appassionati di questo sport, per avvicinarli ai rally.
Ad esempio prove spettacolo, parchi assistenza etc bisogna farli in maniera che abbia visibilità, creando un prodotto e renderlo appetibile agli sponsor, non come adesso.

Foto: ewrc-results.com – Johan Dubee

 

 

 

 

 

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