Ogier: "Sarebbe bello se Loeb tornasse a tempo pieno. Sì alle WRC elettriche"

Intervista a 360° su Le Figaro del sei volte campione del mondo

Un’intervista piena di argomenti caldi e di intesse mondiale, da cui non mancano di certo gli spunti di discussione. Questo è il riassunto delle parole raccolte dal giornale francese Le Figaro ed uscite dalla bocca di Sebastien Ogier. Il sei volte campione del mondo non si è assolutamente risparmiato, parlando di questa stagione e della prossima, di Loeb e del futuro del World Rally Championship. Intervista di cui vi riportiamo i passaggi più importanti.

Il titolo 2018, il più difficile

Ogier ammette che è stato il titolo più difficile, raggiunto alla penultima speciale dell’ultima gara e con molti meno mezzi a disposizione rispetto agli avversari. Il campione di Gap sottolinea come durante la stagione il distacco coi rivali sia aumentato e che è stato difficile per M-Sport tenere il passo. Vittoria per lui eccezionale anche dal punto di vista umano, con Malcolm Wilson a capo di una grande famiglia sportiva.

34 anni l’apice della carriera

Sebastien ammette che, dopo 10 anni di corse ai massimi livelli e 6 titoli mondiali, non ha grandi margini di miglioramento. Dentro di sé si interroga costantemente sulle sue reali potenzialità e possibilità, sempre cercando di non dare vantaggi psicologici ai propri rivali. Chiaramente non si sente arrivato al termine, vista la grande sfida raccolta con Citroen ma pensa sia determinante la capacità di adattarsi ai mezzi meccanici.

La Francia e quei riconoscimenti mancati

Traspare una piccola punta di amarezza al centro dell’intervista. Ogier ammette come nel suo paese sia ormai diventato scontato essere campioni dopo 15 titoli consecutivi divisi tra lui e Loeb. Come se un domini impareggiabile in altri sport nel mondo fosse scontato. Arrivare a dominare dopo Loeb è complesso per lui ed è per questo che ammette di non farlo più per raggiungere la notorietà ma solo per puro piacere. Chiaramente la notorietà di riflesso è un bell’attestato e Ogier riconosce che questa stagione ha avuto molti piacevoli riscontri.

Matton e quella porta mai chiusa a Citroen

Ogier ammette che il problema per un ritorno prima in Citroen fosse Matton. Con la gestione Budar le possibilità sono subito aumentate e le potenzialità della macchina hanno fatto il resto. L’obiettivo è presto fatto: diventare campione con una macchina francese che l’ha lanciato nel mondo dei rally.

La rivalità con Loeb e il suo possibile ritorno

Anche per Ogier la vittoria in Spagna del Cannibale è qualcosa di impressionante. Tuttavia non vede di buon occhio questo suo ritorno solo per alcune gare. Secondo lui le regole del WRC favoriscono troppo le wild card in termini di posizione di partenza e questo rende frustrante le gare per chi partecipa a tutti gli appuntamenti. Ogier ha ammesso che Citroen gli ha rivelato la possibilità che Loeb partecipasse ad alcuni eventi anche nel 2019 e questo non è visto di buon occhio. Diverso sarebbe se Loeb volesse fare l’intero campionato: sarebbe bello e aggiungerebbe competizione ad un campionato già molto combattuto.

Tuttavia per Ogier non sono così marcati la rivalità e il confronto con Loeb, così come dichiara di non essere assillato dal desiderio di raggiungere i nove titoli del fuoriclasse alsaziano. La comparazione secondo lui non ha senso, un po’ come il paragone tra Maradona e Pelé. Comparazioni su tempi diversi che finiscono per diventare speculazioni.

I rally e una riforma necessaria

Secondo Ogier l’attuale format ha raggiunto il massimo e dovrebbe essere riformato con gare da due giorni e 300 km che possano mantenere alta l’attenzione. Lo stesso dicasi per l’ordine di partenza che favorisce troppo gli “ospiti” del campionato. Il rischio è quello di offrire risultati artificiali al pubblico e falsare le stagioni. Inoltre per Ogier è giunto il tempo di ragionare sul passaggio alle vetture elettriche come hanno fatto in altri sport. Sarebbe un modo per incentivare altre case costruttrici e di rispondere alle esigenze della società moderna.

Il ritiro tra due anni, poi Le Mans?

Ogier non nasconde il peso di diversi anni di carriera e tanti giorni lontano da casa, specie ora nel pieno della paternità. Tuttavia un impegno di un solo anno sarebbe stato poco mentre due anni sono la dimensione ideale per dare vita ad un progetto consistente che possa portare a raggiungere gli obiettivi. Non è poi detto che ci sarà un ritiro dal WRC. Di certo c’è il desiderio di correre la 24 ore di Le Mans, passando quindi alle gare in circuito. Ha avuto alcuni contatti, testato la DTM e chiacchierato di Formula E che però non ha offerto feedback troppo eccitanti.

Insomma, il solito Ogier: sicuro dei suoi obiettivi, mai scontato e banale, sempre diretto e focalizzato. Sicuro di essere ancora una volta l’uomo da battere.

Fonte: http://sport24.lefigaro.fr/auto-moto/rallye/actualites/ogier-au-figaro-une-telle-domination-francaise-est-rare-dans-le-monde-du-sport-936260

 

 

 

 

 

 

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