CIR - A rischio la Targa Florio 2019? ACI annuncia il disimpegno

Il Giornale di Sicilia racconta e spiega le difficoltà per l'edizione 2019

Pare non esserci pace per la Targa Florio – Rally Internazionale di Sicilia, in calendario come terza prova del Campionato Italiano Rally 2019 nel mese di maggio. Secondo quando racconta nell’edizione odierna il Giornale di Sicilia, le trattative per la vendita del marchio della gara siciliana sono rallentate se non addirittura ferme.

Su questo argomento è intervenuto Angelo Sticchi Damiani che sulle pagine del quotidiano siciliano spiega come stanno le cose:

Abbiamo investito sulla gara molte risorse, la Targa Florio in questi anni è stata rivalutata grazie al lavoro di Aci Sport. Ma è giunto il momento di fermarci.

La posizione di Sticchi è questa quindi. Spiega chiaramente che la trattativa in atto per la vendita del marchio ha subito un brusco rallentamento e che dal mese di gennaio, scaduta la convenzione con ACI Palermo, da Roma non arriveranno più aiuti per l’organizzazione della gara.

La trattativa per acquistare il marchio della gara è partita poco meno di un’anno fa, al momento deve ancora arrivare alla valutazione dell’advisor. Questo è un passaggio importante, ma sicuramente non decisivo.

In tutto questo Sticchi Damiani, parla di un clima ostile maturato in Sicilia attorno a questa operazione.

Ci sono troppe polemiche, e noi in questi casi diventiamo estremamente prudenti. Le polemiche non fanno bene, non amiamo dietrologie e sospetti.

Il riferimento è ad un fronte di sindaci madoniti unito a vari protagonisti del motorsport Siciliano che ha cercato di opporsi alla vendita del marchio.

Inoltre Sticchi svela anche un’altro retroscena, che ha raffreddato l’entusiasmo di ACI Italia:

C’è stato chi ha fatto una richiesta di accesso agli atti per avere le delibere sulla trattativa, adombrando sospetti che non accetto. Queste sono stupidaggini, le nostre sono delibere pubbliche. Noi siamo trasparenti, anche se per qualcuno è difficile accettarlo.

In tutto questo il timore in Sicilia è che la Targa Florio possa essere allontanata dal suo teatro naturale di disputa, ovvero Palermo e le durissime strade delle Madonie, ma Sticchi nega questa possibilità.

Nessuno ha intenzione di spostare la Targa Florio al Nord, non avrebbe alcun senso. Anche queste sono delle stupidaggini. L’obbiettivo di ACI Italia è valorizzare commercialmente il marchio, molto apprezzato all’estero.

A questo punto tutto dipenderà da come si muoveranno le parti dopo che sarà giunta la valutazione del marchio da parte dell’Advisor, Sticchi spiega

Aspettiamo, ma non significa che l’operazione si faccia comunque. Qualunque valutazione deve essere accertata. Al momento la trattativa non è ferma, ma è disturbata. Non si va avanti, se non c’è la volontà da ambo le parti, di volere far andare per bene le cose

Questa attesa mette a rischio l’organizzazione della gara del mese di maggio, valida per il CIR. Mentre per la versione storica pare non esserci alcun problema, infatti questa gara è in netta crescita.

Formalmente la Regione Sicilia assicura un contributo economico per lo svolgimento della gara, ma poiché questo importo non coprirà interamente il costo organizzativo, dovrebbe essere ACI Palermo a farsi garante e coprire tali spese per poter disputare la gara. E per questo motivo che Sticchi Damiani ricorda questo:

Tutti vogliamo far durare la Targa Florio nel tempo, se ACI Palermo ha difficoltà a sostenere questo impegno nel tempo, noi possiamo intervenire, ma con patti chiari e limpidi. Ma potremmo farlo solo con i proprietari del marchio.

 

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