WRC, Davide Caffoni si prepara per il Monte Carlo: "Il sogno di ogni rallysta. La scelta gomme sarà fondamentale per tutti"

Il driver ossolano sarà al via della tappa monegasca con la Skoda Fabia R5 by Balbosca

Continuiamo con il mood di gennaio “Road to Monte Carlo”, un’attesa febbrile che noi di Rallyssimo stiamo vivendo intervistando tutti i nostri tricolori impegnati alla prestigiosa tappa monegasca.

Oggi è il turno di Davide Caffoni che, coadiuvato alle note dal fido Minazzi, è pronto a partecipare per la prima volta ad una gara iridata. Buona lettura!

Davide, la nuova stagione inizia per te con una classicissima per storia e fascino: raccontaci questa attesa.

Il rally di Monte Carlo è il sogno nel cassetto di tutti noi rallysti. Ad essere sincero non sono mai andato a vederlo nonostante la passione per via dei tanti impegni quotidiani. L’idea di partecipare a questa grande kermesse è nata nella passata stagione dove ho deciso di non partecipare al Monza Rally Show per provare questa nuova avventura. Siamo carichi e non vediamo l’ora di calcare queste strade leggendarie.

Come ci si prepara per il rally di Monte Carlo e cosa ti dà la carica giusta?

Avendo alle spalle più di cento gare, un’idea di guida credo di essermela fatta. Sicuramente sarà fondamentale la gestione della macchina lungo prove speciali così lunghe e con un fondo in continuo mutamento. Inoltre, partendo da non prioritari, troveremo davvero molto sporco nei tagli quindi la concentrazione non deve mai abbassarsi. Fisicamente invece cerchiamo di tenerci sempre in forma pur non essendo dei grandi sportivi. Test-pre gara? Al momento pezzi di strade innevate non se ne trovano, a meno che non si vada a Livigno, quindi o nevicherà nelle prossime settimane oppure andremo un po’ alla cieca e faremo del nostro meglio per capire il prima possibile i meccanismi della Fabia R5.

Con quali obiettivi partirai?

L’obiettivo primario sarà arrivare in fondo per fare esperienza e possibilmente senza strafare. E’ impossibile cercare il risultato contro gente che corre per professione, d’altro canto sarà molto interessante confrontare i nostri tempi con i loro.

E’ la tua prima esperienza in un palcoscenico iridato e indubbiamente riceverai una spinta virtuale da una nazione intera: cosa si prova?

Soltanto leggere il proprio nome sull’elenco iscritti è qualcosa di magico, se poi aggiungiamo il fatto che molti amici si stanno mobilitando per venire a tifarci a bordo strada la sensazione di piacere si intensifica. Tutto questo è un sogno che si avvera e cercheremo di godercelo fino in fondo.

Molti piloti privati come te stanno cercando di limitare le gare di paese per correre meno gare ma prestigiose. La tua opinione?

I rallyday della zona rimangono utili per imparare a scrivere le note in pochi passaggi e per trovare il ritmo gara fin dalle prime battute. Sono meno impegnative sia economicamente che tempisticamente ed inoltre in pochi kilometri ci si ritrova a battagliare per l’assoluta contro piloti molto forti e con una soglia di errore minima se non nulla. A testimonianza vi è la mia lotta con il grande Vescovi al recente Ossola sul filo dei secondi.

Cosa ti spaventa maggiormente del Monte Carlo?

Il meteo è indubbiamente il fattore che mi spaventa di più. Cambiando repentinamente la scelta gomme è davvero complicata e percorrere prove speciali da 30 km con la macchina che non sta in careggiata potrebbe essere deleterio in termini di prestazione, oltre ovviamente ad aumentarne il rischio. Cosa mi dà invece grande carica è il pensiero di salire sulla pedana d’arrivo di una gara del mondiale, in questo caso contornata dall’eleganza che caratterizza il Principato di Monaco.

 

PH: Mattia Deambrogio

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