WRC, intervista esclusiva ad Andrea Nucita: "Grande lavoro di Hyundai per sviluppare la i20. ERC? Chissà..."

Il driver siciliano ritrova sul sedile di destra Giuseppe Princiotto

Il tricolore italiano sarà appostato su parecchie vetture all’edizione numero 87 del mitico Rally di Monte Carlo, tappa inaugurale del campionato del mondo. Un’intera nazione spingerà dunque i nostri equipaggi lungo le prove speciali di Gap e dintorni, sperando in un risultato di prestigio.

Tra questi figura anche Andrea Nucita, concessosi in esclusiva a Rallyssimo.it per raccontare le sue sensazioni pre-gara mediante un’intervista a tutto tondo.

La nuova stagione inizia per te con una classicissima per storia e fascino: raccontaci questa attesa.

Come ogni anno  si cerca di gettare le basi per quello successivo, e così è stato nel 2018 per questa nuova stagione ormai alle porte. Anche stavolta iniziamo dall’appuntamento inaugurale del campionato del mondo e avremo a disposizione la Hyundai i20 New Generation R5 del team Bernini. Vorremmo capitalizzare quanto fatto di buono nella scorsa edizione e sfruttare l’occasione per crescere ulteriormente.

Come ci si prepara per il Rally di Monte Carlo?

Questa è una gara tra le più difficili da preparare, soprattutto per via delle condizioni atmosferiche. Nelle prove speciali è possibile trovare contemporaneamente asciutto, umido ghiaccio e fango per cui è complicato. Stiamo cercando di fare dei test con tutte le tipologie d’asfalto possibili in modo da non arrivare impreparati in termini di assetti e scelta della gomma. Inoltre è di rilevante importanza l’organizzazione perché avere anche il minimo dettaglio sotto controllo fa la differenza.

Con quali obiettivi partirai?

Sempre  con lo stesso obiettivo: dare il 100%  e dimostrare di aver lavorato bene prima della gara. La categoria Wrc2 sappiamo quanto sia agguerrita per via dei tanti equipaggi di valore presenti, ma noi proveremo in tutti i modi a giocarci le nostre carte nel miglior modo possibile.

Lo scorso anno con la Abarth 124 Rgt ti sei dimostrato molto competitivo prima di abbandonare anzitempo per problemi elettrici. Ora con una R5 si può fare ancora meglio?

La Hyundai I20 R5, grazie alle ultime evoluzioni ed ai joker utilizzati per lo sviluppo è molto più semplice e performante.  Ad Alzenau hanno lavorato bene per cui conto e spero di poterne beneficiare e dimostrarne il potenziale.  Ma già nel 2018 avevamo lavorato davvero bene prima della gara e i risultati in effetti stavano uscendo. Il Monte Carlo è molto particolare e trovare le stesse condizioni per due anni di fila è pressoché impossibile, quindi mi viene difficile fare un pronostico. Ovviamente, in cuor mio, spero di fare ancora meglio (sorride, ndr).

Sul sedile di destra ritrovi Giuseppe Princiotto, codriver con cui hai praticamente iniziato la carriera. Quanto è importante ritrovarlo in abitacolo?

Ho scelto di affidare il sedile di destra a Giuseppe perché con lui ho vinto 3 titoli italiani e lo conosco in ogni ambito. La scelta dunque non ricade nel vuoto anzi, mi conduce su lidi sicuri. Credo sia la scelta più giusta e che mi dà la giusta serenità per affrontare palcoscenici del genere.

Il 2019 sarà per te un anno importante. Dove ti vedremo?

Siamo solo a gennaio e quindi mi viene difficile rispondere a questa domanda. Posso però dire che mi piacerebbe continuare a correre all’estero.

Quindi escludi la tua presenza nel CIR?

Precisiamo. Il CIR non lo disdegno perché negli ultimi anni ha riacquistato una grande competitività  e credo anche che la federazione stia lavorando egregiamente per migliorarlo ancora. Preferirei però l’estero esclusivamente per crescere ulteriormente perché, come dico sempre, non si smette mai di imparare. E per uno come me che vorrebbe continuare a fare il rallysta per professione è di grande importanza. Certo… l’ERC non sarebbe male, ovviamente ancora con Michele Bernini e la sua squadra.

 

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