WRC, anche Matteo Gamba a Monte Carlo: "L'attesa è finita finalmente! I ricognitori saranno fondamentali"

Il driver classe '79 disporrà di una Ford Fiesta Evo2 R5 by Balbosca

All’imminente Rally di Monte Carlo la pattuglia degli italiani sarà ben nutrita, con alcuni debuttanti ma anche parecchi che della tappa monegasca ne hanno già assaggiato fascino e difficoltà.

Tra questi vi è Matteo Gamba che, a distanza di quattro anni, ritorna sulle prove speciali transalpine a bordo di una Ford Fiesta Evo2 R5 curata dal team astigiano Balbosca. Lo abbiamo sentito in esclusiva per raccogliere le sue sensazioni e per farci raccontare cosa significa partecipare ad un evento di tale blasone.

Matteo, la nuova stagione inizia per te con una classicissima per storia e fascino: raccontaci questa attesa.

Finalmente si ritorna in macchina e soprattutto al mitico Monte Carlo. Dopo una lunga attesa di quattro anni ritornerò su queste prove speciali e, ad essere sincero, non vedo l’ora.

Come ci si prepara per il Rally di Monte Carlo?

Fisicamente ci si prepara allenandosi in palestra, mentre mentalmente si cerca di pensare al più possibile a tutte le condizioni che incontreremo, in modo da mettersi già “in guardia”. Per quanto riguarda l’aspetto prettamente rallystico, non scopriamo di certo ora quanto siano fondamentali i ricognitori e le insidie del percorso. Correre sulla neve e sui tratti con poca aderenza non mi dispiace per niente ma se vi è una cosa che non sopporto è la nebbia. Alle ricognizioni vedremo cosa ci aspetterà in gara, ma fino ad allora capire lo stato della strada è impossibile.

Con quali obiettivi partirai?

Correndo saltuariamente l’obiettivo principale sarà quello di divertirsi. Sarebbe bello poter inoltre stare nelle zone nobili della classifica riservata ai privati della categoria e tenere alto il tricolore italiano.

Sulle strade di Gap ritroverai al Fiesta R5 di Balbosca, vettura con cui nel 2015 stavi facendo una gara straordinaria prima del ritiro. Potrebbe essere una sorta di rivincità l’edizione 2019?

In un certo senso si, ma credo sia soprattutto una nuova occasione per praticare uno sport che amo. Il pacchetto penso sia ottimo e di quelli importanti perchè la macchina e il team non hanno bisogno di presentazioni, delle Pirelli conosco il valore e Nicola Arena è un grande professionista. I presupposti quindi ci sono per provare ad ottenere un bel risultato.

Il Monte Carlo è sempre un rally imprevedibile per una moltitudine di fattori. Può essere decisiva l’esperienza del 2014 e del 2015?

Indubbiamente non partiamo da zero, però l’esperienza non basta mai. Infatti abbiamo deciso di fare un test pre-gara direttamente nel sud della Francia in modo da trovare una tipologia molto simile all’asfalto che troveremo in gara. Il rally di per sè è molto lungo, quindi serviranno calma e concentrazione.

Se diamo uno sguardo al passato non possiamo dimenticare il sabotaggio di cui sei stato vittima. Quell’atto orribile credi possa aver ostacolato un percorso di crescita fino a quel momento importante?

No, o per lo meno non più di tanto. Anche se avessimo vinto il titolo non sarebbe cambiato nulla perchè senza budget non si va da nessuna parte. La meritocrazia sappiamo bene che non esiste, quindi va avanti solamente chi ha grandi somme di denaro a disposizione. Non ho perciò nessun rimpianto perchè non avrei ottenuto alcun sbocco di rilevante importanza.

Matteo tiene a ringraziare pubblicamente il team Balbosca, tutti gli sponsors e la scuderia Eurospeed di Walter Accornero

 

 

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