Curiosità: come si può diventare un co-driver di rally?

Qualche utile indicazione per coloro che vorrebbero cimentarsi nel ruolo

Quante volte abbiamo sentito per televisione o letto sui giornali “Loeb ha vinto il rally di…”? E quante volte “Andreucci ha vinto il titolo numero…”?

E’ giusto citare nel trionfo soltanto il nome del pilota? Eppure in macchina si è in due perché, come sappiamo, a coadiuvare chi guida vi è il navigatore. Già.. proprio il navigatore! Colui che detta i tempi in gara e detta le note, oltre a fare le pressioni prima di entrare in prova speciale e leggere il Road Book in trasferimento.

Un ruolo molto importante e a cui molto spesso non si dà il giusto merito. Ma come si diventa un co-driver?

Burocrazia

Come in ogni sport, anche nei rally vi è la parte burocratica a cui sottostare.

Per prima cosa bisogna recarsi ad un centro medico sportivo e sottoporsi all’elettrocardiogramma a riposo e sottosforzo che, unito all‘elettroencefalogramma (quest’ultimo richiesto solo per la prima licenza), attesta l’idoneità agonistica. Successivamente dovrete rivolgervi all’ufficio Aci più vicino a casa muniti di certificato medico (valido 365 giorni effettivi) che attesta la regolare idoneità sportiva, effettuare il corso di prima licenza (gratuito), richiedere (pagando) la licenza sportiva da conduttore e la tessera socio aci, e il gioco è fatto: siete pronti al fatidico debutto!

   

Abbigliamento Racing

Per poter prendere parte ad un vero rally, bisogna essere munito di tutto l’equipaggiamento rigorosamente omologato dalla Fia (attualmente è in corso la 8856-2000) e ignifugo.

Il sottututa è composto da calze, pantaloni, maglia e sottocasco e va indossato sotto la tuta. Infine servono le scarpe, il casco dotato di interfono e il collare Hans. I prezzi variano in base alla qualità di ogni singolo prodotto, ma per iniziare un abbigliamento “base” andrà benissimo.

   

Oggetti del mestiere

Il navigatore è chiamato in gara a guidare il proprio pilota non solo in prova speciale, ma anche in trasferimento.

Quindi nella sua borsa non dovranno mancare una matita per correggere eventualmente i propri appunti, il quaderno delle note e il Road Book. Quest’ultimo viene rilasciato al momento delle verifiche sportive dall’organizzazione del rally e serve per spostarsi da una p.s. all’altra leggendo dei simboli convenzionali. Molto importante è non scordare la tabella di marcia e un orologio digitale per poter timbrare in perfetto orario le entrate e le uscite da ogni settore che va a comporre la gara.

Infine, sarebbe bene portarsi con sè un manometro per poter misurare la pressione alle gomme quando si entra o esce da ogni prova speciale.

   

Corsi formativi

Il ruolo del navigatore è molto delicato, forse ancora di più di quello del pilota.

Perché è proprio lui a dettare i tempi di gara e ad occuparsi delle “varie ed eventuali” che possono succedere nei rally. Quindi il consiglio è di prendere parte ad uno o più corsi formativi tenuti da esperti co-drivers. Non sono obbligatori, certo, ma alcuni trucchetti insegnati da gente esperta potrebbe essere di notevole aiuto.

In Italia vi sono parecchie scuole per co-drivers, con corsi tenuti da professionisti.

Passione, fegato e un briciolo di follia

Il pilota ha il volante in mano, frena e accelera, dunque (si spera) sa cosa sta facendo. Al contrario, il navigatore rimane in qualche modo passivo all’interno dell’abitacolo.

E per sedersi sul sedile di destra bisogna essere appassionati di ciò che stai andando a fare, fegato per raggiungere alte velocità senza poter avere il controllo della vettura, tanta fiducia nel proprio pilota e… un briciolo di follia.

Si perché “se il pilota è un bischero, il navigatore lo è di più!”

 

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