Intervista esclusiva a Mauro Miele: "Amo le sfide, la prossima potrebbe essere la terra"

Bellissimo dialogo con Mauro che ci ha raccontato la sua carriera rallystica

Chi vi ha detto che la vita finisce a cinquantanni, ha detto una grande fesseria! Mauro Miele ne è la grande dimostrazione. Mauro è un giovanotto, classe 1956, che inizia la sua carriera nel mondo dei motori, praticando enduro con ottimi risultati in campo nazionale e internazionale. Purtroppo, nel 1981 un incidente in Yugoslavia mette la parola stop alla sua carriera. Ma la svolta, arriva nel 1985 con l’approdo nel mondo dei rally. Le prime soddisfazioni arrivano già nel 1986 con la straordinaria vittoria a Varese con la mitica 037. In carriera Mauro, ha vinto 12 gare e detiene il record di vittoria alla Ronde Monte Caio con ben quattro successi (2015, 2016, 2017 e 2018).

Ciao Mauro, prima di iniziare la tua carriera nei rally, hai corso nel motocross e nell’enduro, ottenendo tra l’altro anche ottimi risultati. Come è maturata la decisione di passare dalle due alle quattro ruote?

A causa di un brutto incidente avvenuto in una gara del Mondiale in Yugoslavia nel 1981 mi ha costretto a fermarmi. Al ritorno alle gare, mi sono reso conto di non essere più competitivo a quel livello e quindi a malincuore ho abbandonato le gare..

La tua carriera nel mondo dei rally è iniziata nel 1985. Già nel 1986 arriva il primo successo sulle strade di casa con una bellissima Lancia 037. Ti ricordi le emozioni provate al tuo debutto?

Mi sono avvicinato alle quattro ruote nella stagione 1985, perché stare lontano dai motori per me era impossibile. Ho corso alcune gare con una Opel GSI nel gruppo N. La stagione seguente, invece sono passato alla Lancia 037, centrando la vittoria alla seconda uscita sulle strade di casa, a Varese. Erano altri tempi, gare molto più dure, impegnative e con la magia della notte. Questo fascino l’ho ritrovato nel Mondiale WRC.

Hai vinto diverse volte la gara di casa, il Rally dei Laghi. Si può dire che con la gara varesina tieni uno splendido feeling?

La gara di casa ha sempre un fascino molto particolare, Varese ha delle strade veramente uniche dove tenere il giusto ritmo e non commettere al contempo errori è veramente molto difficile.

Dal 2011 al tuo fianco abbiamo trovato quasi sempre Luca Beltrame, come è nato questo equipaggio?

Dopo 18 anni lontano dal mondo delle gare (per mia scelta, da quando è nato il mio secondo figlio Andrea e fino alla sua maggiore età), ho deciso di rispolverare la mia BMW M3 del 1987 e ho fatto qualche gara con il mio storico co-driver Mario Manzoni. Poi nel frattempo, Mario ha avuto problemi di salute e nello stesso tempo conosco Luca, che era un amico di mio figlio Simone. Lui è rimasto affascinato dalla BMW e così abbiamo iniziato a correre assieme. Oggi dopo 8 anni, abbiamo un notevole feeling, nonostante le differenze d’eta. E poi non dimentichiamoci che Luca è Campione del Mondo!

Nelle ultime stagioni sei stato tra i protagonisti sia della Coppa Italia sia del Trofeo Pirelli, trionfando sia nel trofeo indetto dalla società di pneumatici milanese, sia nella Coppa Italia – 2° zona. Ci racconti la tua annata?

Sicuramente il 2018 è stato un anno ricco di soddisfazioni visti i traguardi raggiunti. Personalmente amo le sfide, per cui quando il gioco si fa difficile, il mio impegno cresce e riesco a dare il meglio di me stesso.

Se ti dico Ronde dei Mille 2018….cosa mi rispondi?

Bellissima esperienza con al mio fianco mio figlio Simone, penso che potrebbe avere un futuro anche come navigatore. Io però non ne ho azzeccato una, neanche una prova speciale senza commettere errori…. sarà l’età (ride).

 

L’anno scorso, arriva il debutto iridato a 62 anni in Corsica. Una gara difficile quella francese, ma corsa in maniera perfetta con un 16° assoluto finale e con tempi di assoluto rilievo. Quanto è stato bello e gratificante correre tra i big del WRC?

E’ stato come tornare indietro di quarantanni, quando correvo nel Campionato Mondiale di Motocross. Stesse sensazioni e stesse soddisfazioni, raggiunte grazie all’impegno profuso nella preparazione fisica ante gara, quasi come si faceva una volta. Naturalmente mi ero posto degli obbiettivi, ovvero quello di classificarmi nei 20° dell’assoluta e con un distacco non superiore ai 3” km. Averli raggiunti entrambi è stata una mia vittoria, il tempo sulla prova lunga da 55 km stare sui 3”km da Tanak è stato emozionante.

Sei un pilota che ama le sfide, infatti dopo un rally impegnativo come il Corsica, ne hai corso uno ancora più duro e di difficile decifrazione come il Monte-Carlo. Una gara molto strana, quest’anno con poca neve, ma al contempo tantissimo ghiaccio. Gara chiusa in 30° piazza assoluta, nonostante il ricorso al super-rally. Ci racconti la tua avventura monegasca?

Se non avesse nevicato quelle tre ore il mercoledì (neve poi diventata ghiaccio), sarebbe stato un Monte-Carlo completamente asciutto. E non sarebbe stato un vero Monte. L’esperienza è stata bellissima, pensa che alla prima prova mi sono presentato con dei pneumatici chiodati, mai usati in vita mia fino a quel momento e abbiamo staccato il 22° tempo assoluto!! Purtroppo subito dopo il cambio si è rotto, nonostante questo fosse stato revisionato poco prima della gara, probabilmente un pezzo nuovo difettoso, ci ha estromesso da subito dal nostro obbiettivo, che era quello di chiudere nella top20. Senza quella penalità (10′ minuti), avremmo chiuso in 19° posizione assoluta, ma resta la grande soddisfazione di aver ridotto il distacco sul primo passaggio del Turini a soli 2”6 km da Tanak e solamente a 2” km da Loeb. Qualcosa di unico e fantastico

Il 2019 di Mauro come proseguirà? La tua prossima grande sfida sarà la terra oppure la neve?

In questa stagione rispolvererò la mitica BMW M3. E poi chissà, effettivamente la prossima sfida potrebbe essere una gara del Mondiale Rally su terra. Naturalmente senza aver fatto mai un metro su questo fondo, prima del via.

 

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