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Andrea Crugnola, la 106 Maxi e le emozioni del Rally dei Laghi – Il cameracar è da brividi

Il varesino ha regalato spettacolo con la bestiale Kit Car

Mentre il rallysmo italiano si appresta a dettagliare gli ultimi preparativi in vista del Ciocco, tappa inaugurale del massimo campionato nazionale, nel weekend appena trascorso abbiamo assistito alla conferma di un concetto ormai sempre più lampante: il nuovo piace, ma il vecchio ancora di più.

Facciamo un passo indietro. Rally dei Laghi, prima uscita stagionale del CRZ1, vinto all’ultimo spiraglio cronometrato da Andrea Spataro su Skoda Fabia Evo. Il pubblico ha potuto godere dei passaggi delle più evolute Rally2, eppure l’attenzione è stata preda di un qualcosa che ha smesso di essere aggiornato circa venti anni fa.

Stiamo parlando di una Peugeot 106 Maxi, parte integrante (e intrigante, ndr) di quella dannata classe chiamata Kit Car che tanti appassionati e addetti ai lavori ha fatto sospirare a partire dalla metà dei leggendari Anni Novanta.

Vetroresina e carbonio in grandi quantità, carene allargate e un sound bestiale sprigionato dal corpo farfallato da accapponare la pelle sono solo alcuni degli elementi che hanno permesso al piccolo Leone Rampante francese di mettere tutto in secondo piano e di rubare la scena a suon di commenti, applausi e occhi carichi di nostalgia. Se poi a guidare quell’aereo su ruote è un certo Andrea Crugnola, il tutto non può che essere amplificato.

Per la sua gara di casa il varesino fresco di rientro in FPF Sport è andato infatti a pescare in casa PSA è ha scelto di levarsi di dosso la ruggine invernale con la tuttoavanti transalpina, strappando tempi da urlo e issandosi addirittura fino al quinto posto assoluto nella classifica generale. Se si è trattato di un’uscita spot ai fini di marketing a noi poco interessa, quel che più conta è aver avuto il privilegio di vedere governare un’auto della vecchia generazione da un pilota completo di oggi, capace di emozionare il caloroso pubblico assiepato ai lati delle prove speciali e di dimostrare quanto la tecnologia moderna può essere messa in crisi da un piede pesante come un macigno e un motore aspirato che spinge come un forsennato.

Ringraziando Andrea Crugnola per averci spolverato il cassetto dei ricordi, invitiamo tutti gli appassionati come noi a prendersi qualche minuto di relax per gustarsi tutto d’un fiato il suo cameracar!

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