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Peterhansel vince l’Abu Dhabi Desert Challenge

Prima vittoria per il l’avveniristica Audi Rs Q e-tron, nel mondiale comanda Loeb

Ultima giornata di prove. Un totale di 371 km di cui 209 di speciale. Quarta vittoria di tappa consecutiva per Al-Attiyah. Il qatariota, non fosse stato per il pesante atterraggio del primo giorno dove ha rotto un braccetto della sospensione, dimostra che avrebbe avuto tutte le carte in regola per vincere questo evento. Oltre al danno la beffa perché adesso Nasser si ritrova in seconda posizione nel campionato dietro a Loeb per appena un punto. Il nove volte iridato WRC, infatti, è riuscito a concludere al sesto posto nella generale e conquistare più punti di quelli fatti marcare da Al-Attiyah vincitore di quasi tutte le speciali.

Tra i due litiganti il terzo gode e questa volta il re indiscusso della Dakar, Stéphane Petrhansel, si è ritrovato fra le mani una vittoria quasi facile. I suoi avversari si sono autoeliminati uno dopo l’altro. Prima Al-Attiyah e Loeb e dopo nel corso della terza giornata anche Al-Rajhi. Monsieur Dakar si è limitato a gestire l’enorme vantaggio che aveva sul più diretto degli avversari e chiudere la prova odierna in totale sicurezza con addirittura 16’42” dal vertice della classifica. Peterhansel a distanza di vent’anni dalla sua prima vittoria dell’evento con un’auto sale ancora sul gradino più alto dell’Abu Dhabi Desert Challenge. È il settimo sigillo sulle quattro ruote per lui che si mette così alle spalle Jean-Louis Schlesser nell’albo d’oro. Per capire la grandezza del Re del deserto bisogna notare che è l’unico ad essere mai riuscito a vincere sia con un auto che con una moto (nel 1996 a bordo di una Yamaha M3). Queste le sue parole alla fine dell’evento.

Sono veramente fiero di aver vinto con Audi questa gara. Otto mesi fa quando abbiamo fatto il primo chilometro con l’auto mi sono detto ‘Ok è un buon progetto ma sarà complicato’. Alla fine, alla Dakar abbiamo vinto per la prima volta una stage e adesso abbiamo vinto per la prima volta un rally-raid qui all’Abu Dhabi Desert Challenge. Sono veramente fiero e felice di condividere questa vittoria con tutti i membri del team, il CEO Sven Quandt ma anche tutti gli ingegneri, i meccanici e lo staff. Abbiamo sicuramente aperto un nuovo capitolo nelle competizioni. La sfida non è stata facile ma adesso siamo sicuri che la direzioni che Audi ha preso per queste gare è veramente buona”

Sul secondo gradino del podio si piazza Martin Prokop con il suo ‘Shrek’ Ford Raptor. Il ceco ha condotta una gara di tutto rispetto, senza mai fare quell’acuto che lo avvicinasse alla vetta ma stando lontano da errori o insabbiamenti. Bisogna ricordare che Prokop, vincitore dell’edizione 2018, correva con una versione non aggiornata del suo Ford e in veste totalmente privata.

Al terzo posto tra le auto troviamo un ottimo ‘Kuba’ Przygonski che con la sua Mini dell’X-Raid team è anche il primo fra le due ruote motrici. Il polacco ha sofferto le dune soffici e dove la trazione integrale favoriva ampiamente i suoi avversari lui era costretto a fermarsi per disincagliare il suo buggy. Nonostante questo ‘Kuba’ non si è arreso e ha portato a casa un piazzamento sul podio di prestigio.

Ai piedi del podio si piazza un Sébastien Loeb che con una rimonta incredibile riesce a racimolare i punti necessari per sopravanzare Al-Attiyah nella lotta per l’iride. L’alsaziano ha sofferto due forature nella giornata odierna e con un commento sui social si dice sodisfatto di quanto fatto.

“Eravamo venuti per riprenderci il controllo del mondiale, missione riuscita. Lavoro stupendo di Fabian [Lurquin, il co-pilota, ndr] e di tutto il team Bahrain Raid X-treme in queste cinque prove. Continuiamo ad acquisire esperienza oltre ad essere, questa sera, in testa al campionato”.

Alle sue spalle troviamo finalmente la prima Toyota quella di Sebastian Halpern distaccata di oltre 8 ore dalla testa, seguito dagli altri due piloti Toyota Al-Attiyah e Al-Rajhi e dal buggy di Mathieu Serradori. Una trasferta non facile per la casa nipponica che commette il primo passo falso da molto tempo a questa parte.

Chi sicuramente fa i salti di gioia sono gli ingegneri Audi. A Ingolstadt infatti sembrano aver trovato una quadra per far funzionare la loro belva ipertecnologica. I problemi alle sospensioni avuti durante la Dakar sono stati risolti. L’unico momento di allerta per la casa dei quattro anelli è stato nel corso della seconda tappa quando la vettura, a detta di Peterhansel, si è trasformata in “un albero di Natale”. Le altissime temperature raggiunte in quella giornata hanno fatto surriscaldare i motori della RS Q e-tron facendo accendere ogni tipo di spia possibile e immaginabile. Problema su cui il team tedesco dovrà lavorare ma che non sembra essersi ripresentato nelle giornate seguenti.

Per quanto riguarda il campionato, come già detto, Loeb supera Al-Attiyah ed è intesta con appena un punto di vantaggio sul qatariota, 112 a 111. Al terzo posto si piazza, invece, Przygonski. Detto dei primi tre in classifica stupisce il nome del quarto in campionato, il cileno ‘Chaleco’ Lopez.

È quantomeno doveroso aprire una bella parentesi che fa riflettere e non poco sul potenziale degli SSV.

Tolti infatti Peterhansel e Prokop, i quali però non partecipano al campionato, al terzo posto assoluto si posiziona Lopez. Detta in parola povere, a vincere la classifica assoluta e ottenere così il massimo dei punti per il mondiale è proprio un mezzo parte dei lightweight vehicle. Come se non bastasse anche il secondo posto è ad appannaggio di un veicolo leggero e più precisamente della straordinaria Cristina Gutierrez. Per trovare la prima “vera” auto bisogna scendere in terza posizione con la Mini di ‘Kuba’ Przygonski. Oramai queste vetturette da spiaggia hanno raggiunto un livello prestazionale che fa impallidire anche le più forti T1 e T2.

Il prossimo appuntamento del mondiale rally-raid si terrà dal 25 al 30 aprile in Kazakhistan. L’evento cambia location e si sposterà nei pressi del luogo dello sponsor ossia nientemeno che il primo hotel a 5 stelle dell’Asia centrale sulle sponde del Mar Caspio. Noi non vediamo l’ora di riaccendere i motori e di ripartire con questo emozionantissimo campionato del mondo!

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