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Moncet “batte cassa” con Hyundai dopo la Finlandia ma quanti sono dalla sua parte?

Il vice direttore chiede a gran voce il ruolo di team principal ma anche dopo la vittoria qualcosa non torna

Sì può essere a capo di un team e reclamare alla propria azienda di diventarlo? A quanto pare è possibile e succede all’interno di un team di cui è diventato piuttosto difficile decifrare passi, movimenti e proiezioni future. Sto parlando di Hyundai Motorsport e Julien Moncet che, anche dopo un weekend positivo in Finlandia, hanno mandato in scena un siparietto a dir poco controverso. Ma andiamo per gradi.

Sappiamo tutti che dalle parti di Alzenau c’è un certo bollore in pentola, coi piloti che ad un certo punto hanno deciso di smettere di accollarsi le responsabilità di uno sviluppo tardivo e lacunoso della Rally1 ed hanno iniziato a denunciare pubblicamente ogni mancanza. Un mix tra grido di disperazione e voglia di lavarsene le mani a cui ha risposto quasi sempre Moncet per nome di Hyundai, mostrando sempre il lato più positivo e bello delle cose anche quando i titoli mondiali avevano già preso la strada verso il Giappone.

na “non-reazione” costante che ha portato ancor più malumore tra gli equipaggi che hanno aggiunto la lamentela di una mancanza di una guida a quelle già citate sugli aspetti più tecnici. Fino all’Estonia. Gara iniziata con grandi aspettative e conclusa nel nome dell’affidabilità. Tre vetture su tre a fine gara come buon risultato per mettere le basi per andare a far bene in Finlandia.

E così è stato. Ma non tanto perché la i20 all’improvviso sia diventata una macchina dello stesso livello della Yaris ma, solamente perché Ott Tanak e Martin Jarveoja hanno deciso che avrebbero venduto cara la pelle pur di fare questo “smacco” in casa di chi sta ammazzando il mondiale 2022. E infatti le dichiarazioni hanno continuato ad essere “piccate” circa la i20 ma il duo estone si è all’improvviso ricordato di essere stato campione del mondo ed il risultato è stato strabiliante.

Naturalmente grande soddisfazione dai vertici Hyundai, con Moncet che si è presentato puntuale ai microfoni di Dirtfish.com con un sorriso larghissimo.

Beh, sicuramente abbiamo dimostrato alla squadra che anche con le difficoltà che stiamo affrontando all’inizio della stagione, possiamo competere ai massimi livelli. E’ stato molto difficile all’inizio, ma come ho detto, siamo ancora qui e abbiamo mostrato dei buoni risultati. Abbiamo avuto parecchi podi, due vittorie ora. Quindi ora è forse il momento di guardare al futuro e prepararsi già per il 2023.

Inevitabile incalzarlo su quel ruolo vacante di team principal e la sua risposta, seppur in tono ironico, non si è fatta attendere.

Sì, sono d’accordo con te! Ora tocca anche al mio top management ascoltarti!

A wrc.com sono arrivati gli elogi per la gara pazzesca di Tanak e qualche carezza per Neuville che è stato in netta difficoltà per tutto il fine settimana e per Solberg che ha finito la gara dopo 200 metri della seconda prova speciale. Dall’altra parte, però, il tenore delle dichiarazioni non è cambiato. I piloti hanno continuato nel loro percorso fatto di rimostranze e penso che questo i vertici di Hyundai lo sappiano e lo notino.

Altrimenti perché portare avanti comunque questa immagine di top team del mondiale rally senza una vera e propria guida? Una sorta di autogestione controllata che mal si sposa con l’organizzazione a cui il team asiatico ci aveva abituati. Sicuramente Moncet è l’uomo che ci sta mettendo la faccia più di chiunque altro ma, è altrettanto palese che non sta riuscendo a compattare l’ambiente per cercare di limitare i danni nel 2022 ed imbastire un 2023 all’altezza del rivale principale che è Toyota.

E mi fermo solo ad analizzare quel che è successo nel WRC. Perché un team principal deve saper lavorare a tutto tondo per un marchio, guidando gli uomini e le varie figure sui vari ambiti ed evitare che il nome del team finisca infangato in qualsiasi modo. Insomma, quel che è successo a Suninen e il paraurti non originale della Hyundai Rally2 ufficiale, per capirci. Una situazione che Moncet non ha commentato ancora ma, probabilmente, per questioni di ruolo.

 

Fonti: Dirtfish.com / wrc.com - Foto di copertina: wrc.com
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