Philippe Bugalski: l'uomo che riscrisse le regole dei rally

Ricordato da tutti come "Bug", portò le Kit Car sul tetto del mondo

Ci sono piloti che hanno assunto un ruolo fondamentale nella storia dei rally, pur senza primeggiare in albi d’oro e classifiche da consegnare alla storia. Uomini che hanno giocato un ruolo essenziale e che ancora oggi vengono ricordati nella centralità del ruolo che hanno occupato, seppur per un tempo abbastanza limitato. Uno di questi è sicuramente il francese Philippe Bugalski.

Nato a Cusset, in Francia, il 12 giugno del 1963 debutta nel mondo dei rally nel 1982 alla Ronde de Busset a bordo di una Volkswagen Golf GTi. Seguiranno molti anni con Renault, partendo con la 5 Turbo, passando per la 5 GT e la 21 (con cui debutterà nel mondiale a Montecarlo nel 1989) e finendo logicamente su Clio. Anni di grande apprendistato che lo porteranno alla prestigiosa corte Lancia nel 1992.

Con la Delta Integrale il primo grande risultato nel WRC, il podio al Tour de Corse. Un terzo posto in una gara che lo vedrà sempre grande protagonista, anche grazie alla grande predisposizione agli asfalti tortuosi di Philippe. Tuttavia quella con Lancia resta una breve parentesi fatta di tre uscite nel mondiale (Montecarlo, Corsica e 1000 Laghi). Ma il richiamo di Clio è troppo forte e Philippe torna col marchio prediletto e con la Clio Maxi continua con costanza soprattutto nel campionato francese con il fido navigatore Thierry Renaud.

Ma il 1 aprile del 1995 un destino beffardo decide di separare l’equipaggio. Philippe è in bagarre con Patrick Bernardini e Marco Massarotto per il 38° Rallye Grasse – Alpin. In località Coups-sur-Artuby la Clio Maxi esce di strada e urta con violenza gli alberi. Renuad perde la vita e Philippe resta fortemente shockato.

Jean-Paul Chiaroni siederà al suo fianco nel proseguimento della carriera. Renault lancia l’affascinante progetto Megane Maxi e Philippe ne è parte integrante. Ironia del destino lo porta a vincere la prima gara con la nuova vettura proprio al Rallye Grasse – Alpin, l’anno successivo alla tragedia. In quella stagione arriveranno anche due vittorie nell’ERC e una crescente consapevolezza che con quel tipo di vetture Philippe abbia qualcosa in più.

Se ne accorge prima di tutti Citroen che nel 1998 gli affida la Xsara Kit Car con cui prende parte a tre eventi del WRC ed acciuffa la prestigiosa vittoria al Rally International du Var. È l’inizio del decollo.

Nella stagione 1999 Citroen gli affida un programma sempre diviso tra Francia, ERC e WRC. Nel mondiale vogliono che ci sia soprattutto nelle gare su asfalto e la scelta paga. In Catalunya Philippe vince mettendosi alle spalle Didier Auriol su Corolla WRC e Tommi Makinen con la Mitsubishi Lancer Evo 6.

Una kit car ha appena battuto le WRC e i valori nel campo del mondiale rally paiono essere state completamente riscritti.

Arriva il bis al Tour de Corse, questa volta battendo il compagno di categoria Jesus Puras e rifilando oltre un minuto a Carlos Sainz su Toyota Corolla e Colin McRae su Ford Focus.

Dai vertici della FIA ci si inizia ad interrogare su queste vetture agili e potenti che, soprattutto su asfalto, si dimostrano nettamente più prestanti delle WRC e si decide di intervenire. Appesantendole e facendo in modo che in nessun tipo di contesto potessero trovarsi a primeggiare al cospetto di quelle che dovevano essere le prime delle classe.

Philippe resta con Citroen ancora alcune stagioni e dal 2001 Xsara WRC con cui vincerà l’ADAC Rallye Deutschland ai tempi valevole per l’ERC e nel WRC otterrà un ottavo posto al Rally Sanremo 2003 come miglior risultato. Di lì a poco si ritirerà dalle competizioni per seguire alcuni progetti imprenditoriali.

Perde la vita il 10 agosto 2012 cadendo da un albero all’altezza di 15 metri, a casa sua a Seine-et-Marne.

Ha giocato un ruolo importante nella carriera di Thierry Neuville che lo ricorda con emozione dedicandogli la vittoria al Rally Italia Sardegna 2016.

Restano di lui numeri importanti: 31 vittorie nel campionato, un titolo nella categoria 2 litri e ben tre campionati assoluti a cui vanno aggiunte anche 10 vittorie nel campionato europeo e le due nel campionato del mondo che vi abbiamo già raccontato. Ma soprattuto restano la tenacia, il coraggio e la voglia di vedere oltre gli schemi del WRC.

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