L'incidente da brivido di Roman Kresta al Rally Monte-Carlo 2002

Lungo in un tornante e la Škoda Octavia WRC Evo2 resta sospesa nel vuoto

Tra i tanti incidenti celebri della storia dei rally moderni ce ne sono alcuni devo poche immagini risvegliano la memoria di tutti gli appassionati di rally. Uno di questi è sicuramente l’uscita da brividi di Roman Kresta al Rally Monte-Carlo 2002, le cui immagini resteranno per sempre impresse nella storia.

Ma andiamo con ordine.

2002. Un tempo in cui un appuntamento del WRC significava almeno trenta WRC al via, sette case costruttrici che portavano in gara modelli presenti e passati ed il parco partenti potevano vantare almeno sette – otto nomi papabili per la vittoria. L’era Sebastien Loeb  non era ancora iniziata, l’alsaziano muoveva i primi passi significativi proprio in quel tempo, e Richars Burns si presentava da campione del mondo in carica sulla 206 WRC. Insomma c’erano tutti gli ingredienti per vedere una gara splendida, che venne poi vinta da Tommi Makinen su Subaru Impreza.

Ma era nelle retrovie che si stava per consumare il momento da ricordare.

SS7 Puget Théniers – Toudon 2. 26.76 km di tortuoso asfalto umido e scivoloso. La prova ha sancito la conclusione della giornata precedente ed è stata corsa in condizioni più complesse in termini di cambi di grip improvvisi. Tra l’undicesimo e il dodicesimo posto ci sono Alister McRae con la Mitsubishi Lancer WRC e Roman Kresta su Škoda Octavia WRC Evo2, entrambi gommati Michelin. Entrambi inseguono una difficilissima top ten (Toni Gardmeister sull’altra Octavia è avanti di quasi 50 secondi).

Alister sembra superiore e Roman cerca di tirare fuori il coniglio dal cilindro su ogni speciale. Difficile con la pesante Octavia.

Fino al fattaccio. Un tornante in salita. La velocità è troppo elevata e quella che può sembrare una semplice toccata su un muro rischia di trasformarsi in tragedia.

La Skoda resta letteralmente appesa sul muro parzialmente abbattuto ed è solo un caso che vi sia un palo di sostegno che impedisce alla macchina di volare giù dal dirupo. Un vero e proprio colpo di fortuna, ben raccontato dalle immagini.

Lo stesso Roman racconterà ai media il suo timore di finire nel vuoto e sarà solo grazie al contrappeso umano del suo codriver Jan Tománek che riuscirà a recuperare velocemente qualche effetto personale dalla macchina.

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