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Sébastien Ogier incolpa altri per il suo ritardo – “Ero fin troppo cauto”

Parole chiare del nove volte campione del mondo dopo il sabato

La giovane stella del rally Oliver Solberg ha, almeno per ora, lasciato Ogier e il gallese Elfyn Evans di Toyota con poche risposte. Con solo una vera speciale e una breve prova cittadina rimaste nella tappa di sabato del Rally di Monte-Carlo, il vantaggio di Solberg sui suoi più esperti colleghi supera il minuto.

Ogier ha attaccato nella prima prova speciale della mattinata, recuperando 20 secondi, ma Solberg ha subito risposto nella speciale successiva.

“Non so dire se si possa definire che stessi spingendo. Cercavo semplicemente di guidare pulito. È stato davvero difficile e l’aderenza era bassa. Le condizioni probabilmente sembravano ottime, ma è un peccato dover guidare così lentamente,” ha detto Ogier.

“Okay nel primo, ma non così bene nel secondo. Le condizioni nella seconda erano ancora più variabili e ho ricevuto informazioni un po’ prudenti dalla mia squadra. Sono stato fin troppo cauto in quella, ma è rimasta comunque insidiosa. Alla fine non volevamo fare nulla di eccessivo neanche noi. Vedremo.” ha aggiunto.

Evans ha esteso il suo vantaggio su Ogier nella lotta per il secondo posto a oltre dieci secondi.

Ogier non è stato battuto solo dal cronometro, ma soprattutto dal contesto.

Da un lato c’erano condizioni estremamente insidiose e informazioni prudenziali arrivate dal team; dall’altro la consapevolezza che forzare troppo avrebbe potuto compromettere tutto. Il risultato è stato un approccio troppo conservativo per chi, come Ogier, è abituato a fare la differenza proprio nelle situazioni difficili.

Il merito va comunque riconosciuto a Solberg, che ha saputo sfruttare il momento con lucidità e velocità, dimostrando maturità nonostante la giovane età. Per Ogier ed Evans, invece, è uno di quei casi in cui la strategia di sopravvivenza paga in sicurezza, ma non in classifica.

In sintesi: non un errore grave, ma una scelta che in un rally come Monte-Carlo si paga cara. E quando sei un pluricampione, anche essere “solo” troppo cauto può fare tutta la differenza

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