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Lancia Stratos, Renault 5 Turbo, Delta HF: Quando le auto decisero di nascere solo per vincere. Presentate al Golden age of Rally di Parigi

A Rétromobile Parigi celebra mezzo secolo di sfide, tecnica e leggenda

Parigi festeggia la 50ª edizione di Rétromobile trasformando il Padiglione 7.2 in un vero e proprio tempio del rallismo storico. Protagonista assoluta è la mostra “The Golden Age of Rally”, curata dalla Fondazione Gino Macaluso, che riunisce quindici vetture simbolo di trent’anni di competizioni su asfalto, neve e sterrato.

Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso tre decenni di evoluzione tecnica e sportiva, mettendo in scena rivalità celebri, scelte progettuali opposte e duelli che hanno segnato la storia del Mondiale Rally dagli anni Sessanta ai primi Duemila.

Francia in primo piano, tra genio e anticonformismo

Tra le protagoniste spicca la Renault 5 Turbo del 1981, legata all’indimenticabile vittoria di Jean Ragnotti al Rally di Monte-Carlo. Un’auto fuori dagli schemi, capace di rappresentare una scuola progettuale audace e originale.

Accanto ad essa trova spazio la Alpine A110 del 1973, simbolo dell’epoca pionieristica del rally mondiale, quando leggerezza e agilità erano le armi decisive per affrontare qualsiasi fondo.

Il racconto francese prosegue con la Peugeot 205 Turbo 16, una delle massime espressioni dell’era Gruppo B: trazione integrale, potenze superiori ai 400 cavalli e un approccio radicale che ha cambiato per sempre il volto della disciplina.

Due filosofie a confronto: Audi e Lancia

Uno dei momenti centrali dell’esposizione è il confronto diretto tra Audi Quattro del 1981 e Lancia Rally 037 del 1984. Due visioni tecniche diametralmente opposte che segnano una svolta epocale.

Da una parte la trazione integrale tedesca, destinata a diventare lo standard sui fondi a bassa aderenza. Dall’altra la berlinetta torinese, fedele alla trazione posteriore e alla leggerezza come chiave della prestazione. Un duello che racconta più di mille dati tecnici.

Lancia, una storia di dominio

Ampio spazio è dedicato alla Casa torinese, con modelli che hanno scritto alcune delle pagine più importanti del rally internazionale. In mostra Lancia Stratos del 1976 e Fiat 131 Abarth del 1978, simboli di una fase di dominio italiano assoluto.

Il percorso prosegue con la Lancia Delta Integrale 16v del 1990, guidata da Didier Auriol, e con la Delta HF Evoluzione Safari del 1992 di Juha Kankkunen. Due versioni che testimoniano l’evoluzione continua di telaio, sospensioni e sistemi di trazione, portando la Delta al vertice del Mondiale.

A completare il racconto, la Lancia Fulvia Coupé HF 1.6 Safari del 1970, modello che segna l’inizio delle grandi affermazioni internazionali del marchio.

Dal Regno Unito al Giappone, il rally diventa globale

Lo sguardo si amplia con vetture che raccontano l’espansione globale del rally. Mini Cooper S e Ford Cortina Lotus del 1966 evocano un’epoca fatta di meccanica semplice e piloti coraggiosi, capaci di fare la differenza con talento e sensibilità.

Il testimone passa poi alla Toyota Celica GT-Four del 1990, portata al successo da Carlos Sainz, simbolo dell’ingresso deciso dei costruttori giapponesi nel panorama mondiale.

Tra gli esemplari più rari figura la Fiat X1/9 Abarth Prototipo del 1974, sviluppata da Gino Macaluso e utilizzata nel Giro d’Italia con Clay Regazzoni, mentre la sequenza si chiude con la Fiat Punto S1600 del 2000, rappresentante di una nuova generazione orientata a regolamenti più compatti e sostenibili.

Una collezione che racconta il Novecento

Essere presenti a Rétromobile nel cinquantesimo anniversario ha un valore speciale”, spiega Monica Mailander Macaluso, Presidente della Fondazione. “La collezione interpreta l’automobile come espressione di trasformazioni tecniche, culturali e sportive che attraversano tutto il Novecento”.

Accanto alle vetture, il programma prevede incontri con protagonisti della storia del rally come Ari Vatanen, Bruno Saby, Didier Auriol e Jean-Claude Andruet, coinvolti in dialoghi aperti al pubblico.

La mostra resta visitabile fino al 1° febbraio, offrendo una lettura completa del rally non solo come disciplina sportiva, ma come laboratorio di innovazione capace di influenzare profondamente l’automobile di serie.

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