Matteo Fontana: L’impresa sfiorata al Monte-Carlo 2026
Intervista a freddo col driver italiano autore di una gara memorabile nella prima stagionale del WRC
Il Rally di Monte-Carlo non è mai una gara come le altre, ma l’edizione 2026 rimarrà impressa nella memoria dei tifosi italiani per la prestazione maiuscola di Matteo Fontana. Nonostante le insidie del ghiaccio e una classifica complicata da un rientro in Super Rally, il giovane pilota ha dimostrato una maturità e una velocità fuori dal comune, portando la sua Ford Fiesta Rally3 a competere ai vertici assoluti in condizioni proibitive.
Lo abbiamo incontrato al termine della kermesse monegasca per farci raccontare le emozioni di un weekend che lo ha visto protagonista di una rimonta incredibile fino al secondo gradino del podio.
L’Intervista
1. Matteo, puoi descrivere questo Rally di Monte-Carlo in una sola parola?
“Direi unico. È stato il mio primo Monte-Carlo vissuto con questa intensità e consapevolezza. Vedere una Rally3 capace di vincere due prove speciali nel Mondiale, inserendosi così in alto nella classifica assoluta, è qualcosa di stupendo e gratificante.”
2. Al Monte-Carlo i ricognitori sono figure chiave. Quanto contano in una gara così imprevedibile?
“Sono fondamentali, anche se per noi il loro lavoro è quasi ‘estremo’. Le condizioni cambiano drasticamente dal momento del loro passaggio al nostro: l’asfalto si evolve continuamente tra il transito dei primi equipaggi e il fondo della classifica. Tuttavia, restano utilissimi per segnalarci i macro-cambiamenti. È vitale avere ricognitori capaci di ‘leggere’ l’evoluzione del meteo e della strada, anticipando come si trasformerà il fondo nelle ore successive.”
3. Dopo il rientro con il Super Rally, qual era il vostro obiettivo principale?
“Volevamo recuperare il più possibile. Sapevamo che la gara era ancora lunga e che in un Monte-Carlo tutto può succedere. L’idea era quella di spingere forte per mettere pressione agli avversari, cercando di indurli all’errore. Puntavamo in alto e alla fine siamo arrivati secondi: un risultato eccezionale considerando come si era messa la gara.”
4. Neve, ghiaccio e buio: decifrare il Monte-Carlo è un’arte. Come si capisce dove fidarsi delle gomme e dove alzare il piede?
“È una sfida costante. Devi essere capace di cambiare ritmo e stile di guida ogni pochi metri, assecondando i mutamenti della strada. È una sensibilità complessa che si acquisisce solo con l’esperienza: devi capire istantaneamente dove poter attaccare e dove, invece, il rischio non vale il beneficio. In tutto questo, la fiducia cieca nel lavoro delle gomme è l’elemento che fa la differenza.”
5. Dopo la vittoria della prima prova speciale assoluta, pensavi di poter bissare il successo subito dopo?
“Sinceramente non ci ho pensato troppo, cercavo di restare concentrato. Vincere una prova era già un sogno, farne due sembrava impossibile. Sapevamo di dover attaccare tantissimo sfruttando il miglioramento delle condizioni del fondo e cercando di mettere pressione a Royere per guadagnare tempo. Quando abbiamo visto il cronometro a fine PS è stato incredibile: ci siamo guardati e abbiamo detto ‘L’abbiamo vinta di nuovo, che figata!’. Una sensazione pazzesca.”
6. Hai portato in gara l’evoluzione della Ford Fiesta Rally3. Quali sono le principali novità?
“Si tratta di un’evoluzione mirata che coinvolge motore e freni. L’impianto frenante è stato maggiorato e, sebbene non siano cambiamenti radicali sulla carta, la macchina è migliorata tantissimo. È molto più reattiva in uscita di curva e permette di ‘staccare’ molto più a fondo. I tecnici hanno fatto davvero un gran lavoro.”
7. Ti senti pronto per il salto in WRC2 o c’è ancora da imparare nel WRC3?
“Mi sento pronto per guidare una Rally2, ma forse non ancora per giocarmi il Mondiale in quella categoria. Sento di voler migliorare ancora un po’ in termini di velocità pura con la Rally3; l’obiettivo di quest’anno è diventare il punto di riferimento della categoria e dimostrare di essere i migliori. Nel frattempo, useremo la Rally2 nel Campionato Italiano per fare chilometri e imparare a sfruttarla al meglio, così da essere pronti al 100% per il salto internazionale l’anno prossimo.”
Una maturità da veterano
La prestazione di Matteo Fontana sulle strade del Principato non è stata solo una prova di forza, ma una lezione di gestione dei ritmi. In un rally dove l’errore è dietro ogni lastra di ghiaccio, la capacità di Matteo di alternare una guida d’attacco — testimoniata dagli eccezionali tempi assoluti — a una gestione oculata nei momenti critici, segna il passaggio da giovane promessa a solida realtà del panorama rallistico internazionale.
Se il buongiorno si vede dal “Monte”, il 2026 si preannuncia come l’anno della sua definitiva consacrazione.