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Addio a Sandro Munari: il rally saluta “Il Drago”

Si è spento all'età di 85 uno dei volti più iconici del rallysmo italiano

Il mondo dei rally perde una delle sue figure più luminose: Sandro Munari, per tutti “Il Drago”, è scomparso. Una notizia che pesa, perché non se ne va solo un campione: se ne va un’epoca intera fatta di strade vere, notti lunghe, fari nella nebbia e coraggio a pacchi. Secondo quanto riportato da un quotidiano nazionale, Munari si è spento a Bologna dopo una lunga malattia.

Il Drago di Cavarzere: perché quel soprannome era perfetto

“Drago di Cavarzere” non è il classico nickname buttato lì: racconta esattamente chi fosse Munari. Nato nel 1940 a Cavarzere, in provincia di Venezia, è stato chiamato così per le sue doti di guida e per il legame fortissimo con la sua terra. Nel rally, Munari è stato una fonte di luce costante: anche quando non era più in gara, la sua presenza continuava a illuminare l’immaginario degli appassionati.

Dalla scuola da navigatore alla guida: una carriera costruita “bene”

Prima di diventare “il” Munari, Sandro si è fatto le ossa nel modo più formativo possibile: iniziò come navigatore nella metà degli anni ’60, facendo esperienza al fianco di Andrea Cavallari, uno dei primi piloti italiani rally di rilievo. Poi, nel 1965, prende il volante e da lì in avanti la storia accelera sul serio.

Fulvia, Stratos e l’età dell’oro: i successi che hanno segnato il rally

Munari è stato protagonista assoluto della “grande Lancia” nei rally. Con la Lancia Fulvia HF arrivano risultati pesanti: Campione Italiano nel 1967 e nel 1969, poi Campione Europeo nel 1973. Successi che non sono solo medaglie, ma simboli: rappresentano un periodo in cui il rally stava diventando quello che oggi chiamiamo “mito”.

E poi c’è lei: la Lancia Stratos. La macchina-leggenda. Munari è uno dei nomi più legati a quella belva, in particolare per le imprese che hanno contribuito a fissare per sempre il suo volto nell’album dei grandi del rally.

Un sole che resta acceso: l’eredità di Munari

Raccontare Sandro Munari solo con i risultati sarebbe riduttivo. Il Drago è stato carisma, metodo, istinto e cultura di gara. È stato uno di quei nomi che, nel rally, non passano mai davvero al passato: restano lì, come un punto fisso. Perché alcune leggende non “finiscono”: cambiano solo forma.

Nel rally, una delle fonti di luce più brillanti che continuano ad irradiare nell’universo dell’automobilismo sportivo è il veneto Sandro Munari.

Ciao Sandro. E grazie: per la guida, per l’ispirazione, per aver reso il rally una cosa che si può amare anche solo guardandola.

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