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Sesks, futuro ancora da scrivere: «Il 2025? Una stagione che lascia più domande che risposte»

Il lettone analizza senza sconti il suo anno nel WRC: velocità c’era, ma i risultati non hanno reso giustizia

Il futuro di Mārtiņš Sesks nel World Rally Championship resta ancora incerto. Il pilota lettone, che nella scorsa stagione ha disputato sette gare WRC con una Rally1, non ha ancora definito il proprio programma per il 2026. E intanto guarda al passato con lucidità, tracciando un bilancio tutt’altro che indulgente.

Il miglior risultato dell’anno è stato il sesto posto al Rally di Svezia, gara inaugurale della stagione. Sesks è poi riuscito ad andare a punti anche in Estonia e Finlandia, ma numeri alla mano il 2025 non può essere considerato all’altezza delle aspettative.

Arabia Saudita: tra conferme e rimpianti

Il finale di stagione, però, ha raccontato una storia diversa. Al Rally dell’Arabia Saudita, Sesks è stato protagonista di una prestazione di altissimo livello, arrivando persino a lottare per la vittoria.

Un rally eccellente, rovinato solo nell’ultima giornata: prima una doppia foratura sulla penultima prova speciale, poi un problema tecnico che lo ha costretto al ritiro prima dell’ultima speciale.

Nonostante l’epilogo amaro, quella gara – insieme alla vittoria dominante nell’ERC in Polonia – ha confermato un punto chiave: Sesks ha il passo per stare davanti.

Più veloce dei compagni, ma non basta

Nel box M-Sport Ford, Sesks è stato spesso più rapido dei compagni di squadra Grégoire Munster e Josh McErlean. Un dato che, però, va contestualizzato, considerando la natura privata del team e la presenza di piloti legati a budget personali.

«Siamo stati più veloci per gran parte della stagione. Ma non è qualcosa su cui ci siamo davvero concentrati, anche se qualche confronto ovviamente lo facevamo durante i rally».

Per Sesks, però, i paragoni diretti contano fino a un certo punto.

«La velocità è fatta di tanti dettagli»

Il lettone sottolinea come il ritmo in prova speciale sia il risultato di una somma di fattori, spesso invisibili a chi guarda solo i tempi finali.

«Dal mio punto di vista, a volte sono stato anche più lento di loro. Non esiste una formula magica: tutto dipende dalle circostanze. A questo livello, se perdi dieci secondi in una prova perché stai semplicemente guidando con più margine, ti ritrovi subito con uno o un secondo e mezzo al chilometro di distacco».

E c’è poi il fattore più sottile, ma forse il più decisivo.

«Le sensazioni contano tantissimo. Quando non hai fiducia, cosa significa davvero perdere un secondo al chilometro? Ogni chilometro è pieno di punti difficili e curve complesse. Se freni solo un po’ troppo presto ogni volta, il distacco cresce in fretta».

Un talento in attesa della giusta occasione

Il programma di Sesks per il 2026 non è ancora stato definito, anche se le voci parlano di un impegno simile a quello dello scorso anno. Quel che è certo è che il potenziale non è in discussione.

La vera sfida, ora, sarà trasformare velocità e lampi di classe in risultati continui. Perché il tempo delle promesse, nel WRC, prima o poi finisce.

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