Skip to content Skip to sidebar Skip to footer
Tempo

4 MIN

Rally di Svezia 2026 – Montagne di neve, errori e colpi di scena. Evans comanda

Solberg perde la leadership dopo un doppio stop, Neuville fatica ma resta competitivo, Sesks rimane dietro

Il 73° Rally di Svezia, secondo round del Campionato del Mondo Rally (WRC), ha già regalato emozioni intense nel primo loop della mattinata di venerdì. Le prove sulla neve e sul ghiaccio nei boschi di Västerbotten si sono rivelate impegnative come sempre, con salite e discese veloci e insidiose per tutti i piloti.

Il primo loop della mattinata al Rally di Svezia ha già ridisegnato la classifica e acceso la battaglia per il vertice del secondo round del Mondiale. Le speciali veloci attorno a Umeå, con fondo compatto ma solchi sempre più profondi al secondo passaggio, hanno messo a dura prova precisione e sangue freddo.

A uscire rafforzato è Elfyn Evans, autore di un loop estremamente solido: ritmo alto ma senza sbavature, linee pulite nei tratti più veloci e grande gestione nei punti più scavati. Il gallese ha sfruttato al meglio le difficoltà dei rivali per consolidare la leadership, costruendo un margine prezioso in vista del secondo giro.

Alle spalle del leader, il primo loop ha promosso due Toyota giovani ma sempre più solide: Takamoto Katsuta è ora secondo assoluto, con Sami Pajari terzo a breve distanza.

Per Katsuta è una mattinata di grande maturità. Il giapponese ha costruito il risultato speciale dopo speciale, senza cercare il colpo a effetto ma puntando su precisione e pulizia di guida. Nei tratti più veloci ha sfruttato al meglio i riferimenti lasciati dalle vetture partite davanti, mentre nelle sezioni più tecniche ha mostrato un controllo notevole dell’anteriore, fondamentale sulle strade ghiacciate svedesi. Il suo ritmo è stato costante, con distacchi contenuti dal leader e nessun errore evidente: un approccio che, in un rally dove i muri di neve puniscono al minimo sbaglio, vale oro.

Ancora più significativa, forse, la prestazione di Pajari. Dopo un rally di Monte-Carlo da dimenticare il finlandese sta confermando una crescita impressionante: terzo assoluto in Svezia non è solo una questione di talento naturale sulle superfici nordiche, ma di gestione intelligente della gara. Pajari ha spinto quando le condizioni erano favorevoli, salvo poi amministrare nei tratti più rovinati, evitando di prendere rischi inutili. La sua guida fluida, tipicamente “scandinava”, gli permette di mantenere velocità in percorrenza senza stressare eccessivamente le gomme chiodate.

Con Katsuta e Pajari in seconda e terza posizione, Toyota piazza due carte pesantissime alle spalle del leader e mette pressione agli avversari diretti. La lotta per il podio è apertissima e, se il pomeriggio confermerà questi equilibri, potremmo assistere a un duello interno acceso ma corretto, con entrambi pronti ad approfittare di qualsiasi minimo errore davanti.

Mattinata complicata invece per Oliver Solberg. Dopo l’exploit iniziale che lo aveva portato al comando, il pilota svedese è incappato in una sequenza di problemi: prima un errore con contatto in un muro di neve, poi una foratura che gli ha fatto perdere decine di secondi. In un rally dove la fiducia sull’anteriore è tutto, Solberg ha dovuto ricalibrare l’approccio, cercando di limitare i danni e restare agganciato alla zona podio. La sua gara non è finita, ma ora serve una seconda parte di giornata perfetta.

Alle spalle del quartetto Toyota provvisorio, la classifica vede Adrien Fourmaux quinto e Thierry Neuville sesto al termine del primo loop: due situazioni diverse, ma entrambe ancora aperte in ottica top-3.

Per Fourmaux la mattinata è stata concreta e intelligente. Il francese ha scelto un approccio misurato, evitando di forzare nelle sezioni più veloci dove i solchi si sono fatti profondi e insidiosi al secondo passaggio. La sua priorità è stata restare pulito nelle traiettorie, sfruttando bene i riferimenti nei tratti boschivi più stretti. Non ha brillato con tempi da scratch, ma ha costruito una gara solida, restando agganciato al gruppo di testa. In un rally dove basta un attimo per piantarsi in un muro di neve (come successo a Solberg), la sua gestione potrebbe rivelarsi pagante nel prosieguo della giornata.

Situazione leggermente più complessa per Neuville. Il belga ha mostrato buoni parziali in alcuni settori, ma non è ancora riuscito a trovare il feeling ideale sull’anteriore nelle sezioni più scavate. La vettura è sembrata un filo nervosa in inserimento e questo lo ha costretto a qualche correzione di troppo, con conseguente perdita di fiducia nei tratti ad alta velocità. Nonostante ciò, il distacco resta contenuto e l’esperienza del pilota Hyundai lo mantiene pienamente in corsa.

Con margini ancora ridotti tra quarto e sesto posto, Fourmaux e Neuville sono pronti ad approfittare di qualsiasi errore davanti: il secondo loop potrebbe riaprire completamente la battaglia per il podio.

Per il team M-Sport Ford la mattinata è stata complicata soprattutto sul piano della continuità. Le Puma Rally1 hanno mostrato buoni spunti sul passo puro nei tratti più veloci, confermando una buona stabilità nelle sezioni ad alta percorrenza, ma è mancata quella costanza necessaria per restare agganciati stabilmente alla top-3. Tra piccoli errori, condizioni della strada che peggiorano rapidamente e qualche scelta di linea non sempre perfetta, i distacchi si sono accumulati speciale dopo speciale

Capitolo a parte per Mārtiņš Sesks: per lui la mattinata è stata un calvario. Dopo aver perso molto tempo nelle fasi iniziali del rally tra problemi alle gomme e difficoltà di visibilità, il lettone è definitivamente uscito dalla lotta per le posizioni di vertice. Un peccato, perché il passo mostrato nei test lasciava intuire un potenziale da top-5.

Dietro ai primi tre, la lotta per il podio resta serratissima, con distacchi ridotti e differenze minime tra le Toyota e le Hyundai. Le condizioni della neve – sempre più scavate – stanno premiando chi parte davanti e riesce a sfruttare una traiettoria ancora “pulita”, mentre chi segue deve affrontare solchi profondi che rendono la vettura nervosa in inserimento.

Il secondo loop sarà decisivo: con temperature in leggero aumento e fondo che tende a rovinarsi, la gestione delle gomme e la precisione nei tagli faranno la differenza. Evans guida, ma Neuville è lì. E Solberg, davanti al suo pubblico, non sembra disposto ad arrendersi. La Svezia, come sempre, promette spettacolo fino all’ultimo chilometro.

La classifica finale:

Mostra commentiChiudi commenti

Lascia un commento

Rallyssimo.it – TESTATA GIORNALISTICA
Iscrizione autorizzata al Registro Stampa del
Tribunale di Rimini N° 6 del 19/11/2019

Iscriviti alla Newsletter

RALLYSSIMO © 2022 – The SpaceWeb Agency The Space