Safari amaro per Lappi: “Ho sbagliato scelta, ora dobbiamo conviverci
Il finlandese di Hyundai ammette un errore di set-up dopo una seconda giornata complicata in Kenya: è ottavo assoluto, lontano dai primi ma ancora senza danni seri
Non è stato un venerdì semplice per Esapekka Lappi, e il finlandese non ha cercato alibi. Al termine della seconda giornata del Safari Rally Kenya 2026, il pilota Hyundai ha ammesso apertamente di aver imboccato la strada sbagliata sul piano tecnico, scegliendo un assetto che si è rivelato inadatto alle condizioni africane. Una decisione pesante, che ha contribuito a relegarlo nelle retrovie della classifica generale.
Dopo due giorni di gara, Lappi occupa infatti l’ottava posizione assoluta, con un ritardo di 2’53”2 dalla vetta. Davanti a lui, il Safari si è acceso in modo brutale e spettacolare: Oliver Solberg ha chiuso il venerdì ancora leader, ma con appena 1”0 di margine su Sébastien Ogier, a conferma di una classifica completamente aperta in vista del weekend.
Lappi ha spiegato che i problemi erano emersi già dalle prime battute del mattino. La sua i20 N Rally1 non gli trasmetteva fiducia, soprattutto nelle fasi di accelerazione, dove il sottosterzo era molto marcato e la vettura tendeva a non girare come avrebbe voluto. A questo si sono aggiunti diversi bloccaggi in frenata, altro segnale di un pacchetto poco adatto a un fondo già di per sé micidiale come quello kenyano. Il finlandese ha raccontato di essersi accorto subito che la direzione scelta non era quella giusta, ma a quel punto il margine per rimediare era ormai minimo.
Il tema centrale, insomma, è stato proprio il set-up. Lappi ha parlato senza giri di parole di una scelta sbagliata, in particolare nella configurazione dei differenziali, sottolineando che in una gara del genere non sempre si può tornare indietro facilmente. Hyundai ha provato a migliorare la situazione nel corso della giornata, e qualcosa è cambiato, ma non abbastanza da trasformare davvero il comportamento della macchina. Per questo il finlandese ha sintetizzato tutto con una frase piuttosto netta: l’errore è stato fatto e adesso bisogna conviverci.
Il lato positivo, però, c’è. In un Safari che come sempre presenta il conto a molti, Lappi è riuscito almeno a restare fuori dai guai più grossi. Nessuna foratura, nessun danno irreparabile e nessun problema tecnico definitivo: un dettaglio che in Kenya vale quasi quanto una buona speciale. Lo stesso pilota ha ricordato che, pur con qualche difficoltà nelle ultime prove della giornata, tutto è stato sistemato e la vettura è ancora in condizione di proseguire. Dietro di lui, tra le Rally1, restano soltanto le Ford di Jon Armstrong e Josh McErlean, con quest’ultimo già fermato da un ritiro.
Il problema, semmai, è che sabato potrebbe andare anche peggio. Le previsioni parlano infatti di nuova pioggia e quindi di fango, solchi e visibilità ancora più complicata. Nel menu c’è anche la temibile Sleeping Warrior, da affrontare due volte: una prova che è già dura con il fondo asciutto e che, con l’acqua, può trasformarsi in una piccola lotteria meccanica. In questo contesto, più che attaccare, per Lappi conterà soprattutto arrivare in fondo limitando i danni e sfruttando eventuali problemi altrui. 5
Non è il Safari che Hyundai e Lappi sognavano, questo è chiaro. Ma in una gara così selettiva, dove la classifica può cambiare in pochi chilometri, restare vivi sportivamente è già una forma di resistenza. E a volte, da queste parti, è anche il primo passo per rimettersi in carreggiata.