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Solberg e Ogier fuori al Safari: Toyota perde i leader in trasferimento

Clamoroso colpo di scena in Kenya: entrambi costretti al ritiro dopo problemi al motore causati dal fango. Kankkunen spiega tutto e Katsuta si ritrova in testa

Il Safari Rally Kenya ha cambiato faccia ancora una volta. E lo ha fatto nel modo più brutale possibile.

Oliver Solberg e Sébastien Ogier, che occupavano rispettivamente la prima e la seconda posizione assoluta, sono stati entrambi costretti al ritiro prima ancora di rientrare al service di metà giornata del sabato. A fermare le due Toyota GR Yaris Rally1 non è stato un errore in prova speciale, ma un problema tecnico emerso proprio durante il trasferimento successivo al loop del mattino.

In una gara già resa caotica da fango, acqua e condizioni estreme, Toyota ha così perso in un colpo solo i suoi due uomini di punta. Un doppio stop che riscrive completamente la classifica e consegna la leadership provvisoria a Takamoto Katsuta, al termine di una mattinata che ha messo in ginocchio praticamente tutti i team ufficiali.

Kankkunen spiega il doppio ritiro Toyota

A spiegare l’accaduto è stato il vice team principal Toyota Juha Kankkunen, che ha ricondotto entrambi i ritiri agli effetti devastanti del fango accumulato nell’ultima speciale del giro.

“L’ultima prova era molto fangosa e durissima. Il fango è entrato nella zona del motore e ha rotto gli alternatori di entrambe le vetture. E Oliver aveva anche un piccolo problema di trasmissione”, ha raccontato Kankkunen.

Il finlandese, che in Kenya ci è passato parecchie volte, non si è detto stupito da quanto successo. Anzi, il suo racconto rende perfettamente l’idea di quanto il Safari resti un rally a parte, dove anche il dettaglio più banale può diventare decisivo.

“Sono stato in Kenya tante volte e una cosa del genere non mi sorprende. Le condizioni sono state davvero dure. Le vetture dovrebbero essere costruite per questo tipo di situazioni, ma con quel fango può infilarsi ovunque. L’acqua non è così grave, ma il fango duro si attacca dappertutto. È come cemento e può distruggere facilmente piccoli componenti.”

Kankkunen ha poi aggiunto un dettaglio quasi beffardo, che racconta meglio di mille analisi la crudeltà del Safari:

“Basta pochissimo. È entrato nell’alternatore e ha rotto la puleggia. Una cosa semplice, davvero semplice. Un pezzo che costa sei euro, ma se succede, succede.”

Una mattinata disastrosa per Toyota

Come spesso accade in Kenya, il problema non è solo la grande rottura, ma la somma di piccole fragilità che, in un contesto del genere, diventano fatali. Ed è proprio questo che rende il Safari unico: puoi controllare il passo, gestire le gomme, evitare i rischi più evidenti… e poi venire tradito da una manciata di fango indurito.

Il doppio ritiro di Solberg e Ogier si aggiunge a una mattinata già pesantissima per Toyota. Elfyn Evans era infatti già uscito di scena dopo un problema alla sospensione posteriore destra, accompagnato anche da una foratura, mentre Sami Pajari ha limitato i danni nonostante un’altra foratura al posteriore destro.

Nel caos generale, Katsuta si ritrova dunque davanti a tutti, con Pajari quinto. In mezzo alle due Toyota superstiti si sono inserite le tre Hyundai di Thierry Neuville, Adrien Fourmaux ed Esapekka Lappi, anche loro però alle prese con una gara tutt’altro che tranquilla.

Katsuta davanti, ma il Safari non ha ancora finito

Kankkunen, infatti, ha lasciato intendere che il pomeriggio e soprattutto la domenica potrebbero riservare altri colpi di scena.

“Taka e Sami sono ancora lì. Su Taka non c’è pressione: è già salito tre volte sul podio qui, sa bene cosa sta facendo. Ma la strada è ancora lunga e può succedere di tutto. Noi dobbiamo solo cercare di arrivare in fondo in un pezzo solo.”

E osservando i rivali, il dirigente Toyota ha fatto capire che anche in casa Hyundai la situazione non sia esattamente serena.

“Non conosco tutta la situazione, ma dalla vettura di Adrien usciva parecchio fumo e sicuramente anche loro stanno soffrendo un po’ per via del fango.”

Il pensiero va già alla giornata conclusiva, che Kankkunen prevede durissima.

“Faremo il service principale e penso che domani sarà il Super Sunday più duro. Se i nostri ragazzi saranno un po’ arrabbiati e riusciremo a sistemare tutte le macchine, credo che la velocità che mostreranno domani sarà qualcosa di diverso.”

Il Safari, insomma, continua a fare il Safari. E in poche ore è riuscito a ribaltare una gara che sembrava nelle mani di Toyota, lasciando il team giapponese con una leadership da difendere ma anche con il peso di due ritiri pesantissimi. In Kenya non basta essere i più veloci. A volte non basta nemmeno essere i più forti. Bisogna semplicemente sopravvivere.

Foto: Luca Barsali
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