Toyota accelera sul 2027: il nuovo prototipo WRC già messo a confronto con la GR Yaris Rally2
Tom Fowler indica la direzione: portare la nuova vettura allo stesso livello di una Rally2 ormai pienamente sviluppata
Il futuro del WRC ha già cominciato a prendere forma concreta nei test. In casa Toyota, infatti, il lavoro sulla vettura che dovrà rispondere ai regolamenti 2027 è entrato in una fase decisamente più interessante, perché il nuovo prototipo è stato messo a confronto diretto con un riferimento ben preciso: l’attuale GR Yaris Rally2.
Il test, andato in scena la scorsa settimana in Portogallo, ha permesso alla squadra giapponese di ottenere un primo quadro realistico sulla competitività del nuovo progetto. Non un confronto casuale, ma una verifica molto significativa, considerando che le nuove regole FIA puntano ad avvicinare le prestazioni delle vetture che saranno protagoniste della prossima fase del campionato.
Per Toyota, quindi, la sfida non è soltanto sviluppare una macchina nuova, ma fare in modo che possa reggere il passo di una vettura Rally2 che, dopo anni di sviluppo, rappresenta oggi un pacchetto estremamente evoluto e raffinato. A confermarlo è stato il direttore tecnico Tom Fowler, che ha spiegato con grande chiarezza quale sia il punto di partenza attuale.
“Al momento è molto difficile battere la nostra Rally2. Non è una sorpresa: il motore è lo stesso, il peso è lo stesso e la vettura 2027 è completamente nuova. La GR Yaris Rally2 è ormai al terzo anno di sviluppo”.
Parole che aiutano a capire bene il contesto. Da una parte c’è una macchina già matura, cresciuta nel tempo e affinata in ogni dettaglio; dall’altra una vettura appena nata, che deve ancora attraversare tutto quel percorso di evoluzione necessario per arrivare al massimo del proprio potenziale. Ed è proprio in questo squilibrio temporaneo che Toyota sta cercando di costruire il proprio lavoro dei prossimi mesi.
L’obiettivo del team è piuttosto chiaro: ridurre progressivamente il divario tra due progetti che si trovano in fasi del tutto differenti della loro vita tecnica. La volontà è quella di arrivare alla fine della stagione con una base prestazionale comparabile, così che chi sceglierà la nuova auto per il 2027 possa essere competitivo fin da subito nel contesto del Mondiale.
“Non è una situazione semplice, ma è una delle sfide legate ai regolamenti 2027 e siamo pronti ad affrontarla”.
Il quadro si complica ulteriormente se si considera il carico di lavoro che grava sulla struttura Toyota. La squadra di Jyväskylä non deve soltanto seguire il programma del WRC attuale, ma è impegnata anche nella gestione del progetto ARA negli Stati Uniti e, contemporaneamente, nello sviluppo completo della nuova macchina. Un impegno notevole, che rende ancora più delicato il percorso di avvicinamento al nuovo regolamento.
Fowler, da questo punto di vista, ha raccontato senza troppi giri di parole quanto sia impegnativa la situazione dietro le quinte. L’idea che una nuova vettura sia automaticamente più veloce, infatti, secondo lui non tiene conto della realtà del lavoro ancora da completare prima del debutto vero.
“Tutti si aspettano che, visto che stiamo costruendo una nuova auto, questa sia automaticamente più veloce. Come se fosse tutto fatto e semplice. Ma se guardo alla lista di cose che dobbiamo ancora completare sulla vettura 2027 prima del Rally Monte-Carlo, sarebbe molto più facile andare lì semplicemente con una Rally2 già pronta”.
Eppure Toyota non sembra avere intenzione di scegliere la strada più comoda. Il costruttore giapponese guarda più lontano e vuole farsi trovare pronto non solo per la stagione di transizione, ma anche per ciò che potrà accadere dal 2028 in avanti, quando il campionato potrebbe aprirsi a nuovi protagonisti e a un contesto tecnico ancora più ampio.
In questo senso, la situazione che si sta creando ha anche un valore storico particolare. Secondo Fowler, infatti, il campionato si avvicina a una fase piuttosto insolita, nella quale potrebbe saltare il legame tradizionale tra anno di omologazione della vettura e possibilità di correre nella classe regina. Un elemento che riporta alla mente svolte regolamentari molto lontane nel tempo.
“In sostanza, viene meno il legame tra l’anno di omologazione della vettura e il diritto a competere. Il prossimo anno si potrà partire con una [Rally2] più vecchia, mentre in passato, nella categoria regina, tutte le vetture erano omologate esattamente nello stesso anno”.
Tradotto: nel WRC che sta per arrivare si potrebbero trovare una contro l’altra vetture più datate ma sviluppate a fondo e progetti più nuovi, costruiti però secondo criteri diversi. Uno scenario pieno di incognite, ma proprio per questo capace di aggiungere interesse sul piano tecnico e sportivo.
“Il prossimo anno la porta sarà molto più aperta all’utilizzo di una vettura più vecchia e con un livello di sviluppo superiore contro una macchina più nuova, costruita però secondo regole un po’ diverse. Questo porta con sé molte incognite, che speriamo possano garantire una buona competizione e grande spettacolo. Ma alla fine… vince Toyota”.
Il test portoghese, insomma, non ha soltanto offerto un’indicazione sulla velocità del nuovo prototipo, ma ha anche confermato quanto il 2027 rappresenterà una fase molto particolare per tutto il Mondiale. Toyota ha già iniziato a muoversi, sapendo che la vera sfida non sarà semplicemente costruire una nuova auto, ma portarla al livello giusto nel momento esatto in cui il regolamento cambierà pelle.