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Tänak lancia il messaggio: “Alcuni piloti Rally1 devono iniziare a fare sul serio”

Il campione del mondo 2019 osserva il WRC da fuori e non nasconde una critica netta: per restare al vertice non basta godersi la macchina

Quando Ott Tänak annunciò la sua decisione in quella domenica sera in Giappone, il messaggio era chiarissimo: aveva bisogno di fermarsi. Di prendere fiato. Di allontanarsi da un mondo che, per anni, gli aveva chiesto tutto.

Il pilota estone parlò di un vero e proprio ottovolante, fatto di picchi esaltanti e cadute dure da assorbire. Un percorso che lo aveva messo alla prova sotto ogni aspetto. Perché Tänak è sempre stato così: uno che pretende il massimo da sé stesso, dalla squadra, dalla macchina. Uno per cui l’impossibile semplicemente non esiste.

Nel 2026 il campione del mondo 2019 sta guardando il Mondiale da lontano. E lo osserva con attenzione. Alcuni momenti, come la vittoria del suo amico Takamoto Katsuta al Safari Rally, gli hanno regalato soddisfazione vera. Ma non tutto quello che ha visto fin qui lo ha convinto.

Tänak, infatti, non ha nascosto una certa delusione per l’atteggiamento di alcuni protagonisti della top class.

«Ci sono alcuni piloti che, nelle interviste, dicono semplicemente quanto si divertano a guidare le Rally1. Sembra che ce ne siano troppi lì solo per godersela, mentre non sono abbastanza quelli che stanno davvero lottando per qualcosa. Ed è un peccato vederlo».

Il giudizio dell’estone va dritto al punto: nel WRC, secondo lui, il talento da solo non basta e nemmeno l’entusiasmo può essere una giustificazione sufficiente se non è accompagnato da risultati e crescita concreta.

«Penso che così il futuro sia molto corto. Non ti porta lontano. Dovrebbero davvero lavorare per mostrare risultati e far vedere miglioramenti veri. Solo così puoi restare nel WRC. Spero davvero che mettano in campo le giuste azioni per migliorare davvero».

Per Tänak, guidare una rally car è sempre stato molto più di una semplice passione. Era – ed è – una parte centrale della sua vita. Ma non è mai stato uno disposto ad accontentarsi. Finché non aveva spremuto ogni possibilità, finché non aveva tirato fuori tutto ciò che la macchina poteva offrire, non era soddisfatto.

In questo senso, la scelta di fermarsi per una stagione dice molto della sua mentalità: meglio restare fuori, piuttosto che stare dentro senza essere in condizione di lottare davvero per vincere.

Che sia al volante oppure no, Tänak continua quindi a far parlare di sé. E lo fa nel modo che lo ha sempre contraddistinto: diretto, schietto, senza filtri. Proprio come quando correva.

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