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Junior WRC: dalle nevi svedesi alle insidie della Croazia. Chi fermerà Calle Carlberg?

Nel weekend tornano in gara i "piccoli" del mondiale rally

Dopo il lungo letargo seguito all’apertura stagionale, i motori del FIA Junior WRC tornano a ruggire. Archiviate le spettacolari ma gelide strade della Svezia, i giovani talenti del mondiale si preparano ad affrontare una sfida diametralmente opposta: l’asfalto sporco e indecifrabile del Croatia Rally.

Il secondo round della stagione 2026 vedrà sette equipaggi darsi battaglia a bordo delle Ford Fiesta Rally3 Evo preparate da M-Sport Poland. Un parco partenti compatto ma di altissimo livello, pronto a misurarsi con un percorso rinnovato che quest’anno si sposta verso le zone di Rijeka e Grobnik, mantenendo però intatte le caratteristiche che rendono questa gara un inferno tecnico: tagli profondi, grip che cambia ad ogni curva e fango trasportato sulla traiettoria dai passaggi precedenti.

Carlberg l’uomo da battere

Il grande favorito non può che essere Calle Carlberg. Lo svedese, attuale leader della classifica dopo il successo casalingo, non nasconde il suo entusiasmo nel tornare su un terreno che lo ha già visto trionfare nel 2025, quando militava nello Junior ERC.

“Il Rally di Svezia sembra lontano un’eternità, non vedo l’ora di risalire in macchina”, ha dichiarato Carlberg. “Conosco bene la Croazia, è un posto incredibile per correre. Anche se le prove speciali quest’anno sono diverse, le caratteristiche dell’asfalto sono simili e si adattano bene al mio stile. Io e Jorgen siamo pronti”.

La strategia della precisione: Lassila e Türkkan all’attacco

Alle spalle dello svedese, la muta di inseguitori è agguerrita. Il finlandese Leevi Lassila, affiancato dall’esperto Mikko Lukka, punta tutto sulla pulizia di guida in un rally dove l’errore è sempre dietro l’angolo.

“In Croazia serve precisione chirurgica per restare in traiettoria”, spiega Lassila. “L’obiettivo è un weekend lineare senza prendersi rischi inutili”.

Chi ha invece un conto aperto con queste strade è Ali Türkkan. Il pilota turco, in coppia con Oytun Albayrak, ha già dimostrato in passato di avere il passo per vincere, salvo poi incappare in un errore pesante mentre si trovava al comando.

“L’asfalto è meno faticoso fisicamente ma molto più logorante a livello mentale”, analizza Türkkan. “Questa volta l’obiettivo è chiudere il cerchio e finire sul gradino più alto del podio”.

Spagna, Irlanda e Turchia: il resto del gruppo

La pattuglia spagnola punta sui giovani Raúl Hernández e Gil Membrado. Quest’ultimo, navigato da Adrián Pérez, si è dichiarato particolarmente carico per il ritorno sulla superficie amica:

“Ho preparato la gara nei minimi dettagli, l’asfalto croato è unico e sarà una sfida durissima ma stimolante”.

In cerca di riscatto anche l’irlandese Craig Rahill, che dopo una Svezia avara di soddisfazioni ha affinato il feeling con la Fiesta Rally3 vincendo il recente Quattro River Rally come test pre-evento. A chiudere lo schieramento troviamo Kerem Kazaz, reduce da una gara-test in Turchia e apparso molto fiducioso per questo secondo appuntamento stagionale.

Il commento di Maciej Woda

A sottolineare l’importanza di questo round è intervenuto anche Maciej Woda, Junior WRC Championship Manager:

“Passare dalla neve all’asfalto in questa fase della stagione è il test definitivo per un giovane pilota. La Croazia richiede disciplina e maturità. Abbiamo un gruppo molto competitivo e sarà interessante vedere chi riuscirà ad adattarsi meglio alle condizioni mutevoli del fondo”.

La caccia a Carlberg è aperta: in Croazia la precisione varrà molto più della pura velocità.

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