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Rally Croazia 2026 – Pajari sorprende, Neuville e Katsuta inseguono: mattinata combattutissima.

Toyota detta il passo, ma Hyundai risponde: strade sporche, grip variabile e distacchi minimi accendono il primo loop

Il Rally di Croazia 2026 è finalmente entrato nel vivo con il primo loop mattutino del venerdì, composto da quattro prove speciali tecniche e insidiose: un avvio che ha subito confermato quanto questa gara sia imprevedibile e selettiva. Sulle strade dell’Istria, caratterizzate da asfalto sporco, grip incostante e continui cambi di ritmo, i big del mondiale si sono dati battaglia sul filo dei decimi.

SS1 – Vodice – Brest 1: Evans subito al comando, Pajari sorprende tutti

La giornata si apre con il miglior tempo di Elfyn Evans, subito efficace nel trovare ritmo su un fondo ancora molto sporco. Il gallese ha impostato una prova pulita e senza rischi, costruendo il primo riferimento della gara.

Alle sue spalle, però, il primo colpo di scena: Sami Pajari si piazza immediatamente nelle posizioni di vertice, mostrando una maturità impressionante su strade così insidiose. Il finlandese ha guidato con grande fluidità, evitando errori e restando costante dall’inizio alla fine della prova. Più staccati gli altri contendenti principali, con un avvio prudente da parte di Thierry Neuville, ancora alla ricerca del feeling ideale.

SS2 – Lake Butoniga – Motovun 1: ritmo stabile e prime conferme

La seconda speciale conferma il quadro iniziale: Evans resta estremamente solido e continua a dettare il passo generale del rally, mentre Pajari non solo regge il confronto ma consolida la sua posizione tra i migliori.

La prova, più lunga e guidata, inizia a fare selezione soprattutto nella gestione delle traiettorie sporche e nelle zone a basso grip. Qui emerge la differenza tra chi forza e chi invece costruisce il tempo curva dopo curva. Neuville migliora leggermente, ma senza ancora riuscire a colmare il gap.

SS3 – Beram – Cerovlje 1: la prova chiave del mattino

La speciale più lunga del loop diventa il primo vero spartiacque della giornata. I quasi 24 km mettono alla prova la costanza e la capacità di adattamento.

Elfyn Evans continua a mostrare grande solidità, senza mai uscire dalla sua zona di controllo, mentre Sami Pajari conferma di essere la vera rivelazione del weekend: nessuna sbavatura, ritmo pulito e capacità di restare agganciato ai riferimenti dei migliori. Dietro di loro, Neuville resta in scia ma paga qualche piccolo errore nei tratti più veloci e sporchi, dove la fiducia fa la differenza.

SS4 – Učka 1: chiusura nervosa ma senza scossoni

L’ultima prova del loop è la più tecnica e mentale: breve, ma estremamente insidiosa. Qui conta non perdere concentrazione.

Evans chiude un mattino perfetto dal punto di vista della gestione: sempre davanti o comunque in pieno controllo della situazione generale. Pajari continua a stupire e si conferma stabilmente nella posizione di inseguitore principale, dimostrando velocità ma soprattutto maturità. Neuville completa il loop senza guadagnare terreno significativo, restando però pienamente in lotta per il podio.

Dopo il primo giro di prove, il quadro che emerge è chiarissimo: equilibrio assoluto. I distacchi tra i primi sono ridottissimi, segno che ogni dettaglio, dalla scelta delle gomme alla pulizia di guida può fare la differenza. Toyota resta il riferimento, ma Hyundai è pienamente in partita e pronta a sfruttare ogni occasione.

Le condizioni del fondo hanno giocato un ruolo chiave: strade sporche, tagli insidiosi e grip variabile hanno reso ogni prova una sfida diversa. Questo significa che il secondo loop del pomeriggio potrebbe cambiare completamente le carte in tavola, soprattutto con traiettorie più pulite ma anche più usurate. In sintesi, il Rally Croazia 2026 è partito nel segno dell’incertezza e dello spettacolo: nessun dominatore, tanti protagonisti e una lotta apertissima che promette scintille già nelle prossime speciali.

Ecco le classifiche dopo le prime 4 prove speciali:

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