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3 MIN

La lunga strada di Elfyn Evans verso la gloria nel WRC

Elfyn Evans ha dovuto aspettare a lungo questo momento. E, quando finalmente è arrivato, ha fatto persino fatica a rendersi conto di avercela fatta

Elfyn Evans ha aspettato a lungo questo momento. E anche quando finalmente è arrivato, quasi non riusciva a crederci.

Dopo cinque secondi posti nel FIA World Rally Championship, Evans e il suo copilota Scott Martin hanno finalmente conquistato il loro primo titolo mondiale in Sardegna domenica, mettendo fine a una delle attese più lunghe nella storia recente del WRC.

C’erano sollievo, un sorriso e, alla fine, anche i festeggiamenti. Ma, come spesso gli capita, la prima reazione di Evans è stata pensare a ciò che avrebbe potuto fare meglio.

Le prime parole di Evans

Evans ha ammesso di non riuscire ancora a identificare bene quello che stava provando:

«A dire il vero, non so bene cosa si provi. Penso che sia un po’ sollievo, un po’ felicità, un po’ gioia.»

Ha poi aggiunto di non essere particolarmente soddisfatto delle sue ultime gare della stagione. Ma, secondo lui, il campionato non è stato deciso nell’ultima gara:

«Non sono particolarmente orgoglioso delle mie ultime gare della stagione. Ma, ovviamente, il titolo non è stato vinto qui. È stato il lavoro di tutta la stagione.»

Una stagione costruita sulla costanza

Il 2026 di Evans era iniziato con un secondo posto al Rallye Monte-Carlo, seguito dalla vittoria in Svezia, che gli aveva permesso di portarsi in testa al campionato.

Poi erano arrivati weekend più complicati in Kenya e Croazia. Evans, però, aveva continuato a raccogliere punti e, dopo il secondo posto alle Canarie, era tornato in testa alla classifica.

Da quel momento è rimasto al comando per il resto della stagione.

In Portogallo è arrivato un altro podio, mentre in Giappone Evans ha disputato una delle sue migliori gare dell’anno, conquistando la sua seconda vittoria stagionale.

L’estate difficile

I mesi estivi sono stati più complicati.

Partendo per primo sulle strade sterrate, Evans si è trovato spesso a dover affrontare condizioni meno favorevoli. Nel frattempo Sami Pajari e Oliver Solberg hanno iniziato a recuperare terreno grazie a una serie di ottimi risultati.

Evans, però, ha continuato a fare punti:

  • quinto in Grecia;

  • sesto in Estonia;

  • podio in Finlandia;

  • quarto in Paraguay.

Poi è arrivato il Cile.

Una gomma danneggiata nella penultima prova speciale gli è costata il secondo posto e lo ha fatto scendere al quinto. Solberg ha vinto il rally, riducendo ulteriormente il distacco in campionato.

Ripensando a quell’episodio dopo il finale di stagione, Evans ha detto che in Cile erano stati semplicemente sfortunati.

Un’altra delusione dopo tante occasioni sfumate

Il problema in Cile si inseriva in una carriera nella quale Evans aveva già vissuto parecchie delusioni nella corsa al titolo.

Nel 2020, arrivò all’ultimo appuntamento di Monza con 14 punti di vantaggio in campionato, ma uscì di strada sulla neve. Finì secondo dietro Sébastien Ogier.

Anche nel 2021 arrivò secondo.

Poi seguirono altri due secondi posti nel 2023 e nel 2024.

Nel 2025, invece, Evans perse il titolo per appena quattro punti.

Questa volta, però, la storia sarebbe stata diversa.

Il finale incredibile in Sardegna

Evans è arrivato all’ultima giornata ancora in lotta con Solberg.

Nella penultima speciale ha però forato ed è stato costretto a fermarsi per cambiare la ruota. A quel punto il titolo sembrava essersi nuovamente allontanato.

Nella Power Stage finale, Solberg era addirittura davanti a Evans di 1,9 secondi a poco più di un chilometro dalla fine.

Poi è successo l’incredibile: Solberg è andato largo ed è finito nella sabbia.

È riuscito a ripartire e a terminare la prova, ma il tempo perso è stato sufficiente per consegnare il titolo a Evans e Scott Martin.

Evans, subito dopo, ha raccontato di aver pensato che fosse finita:

«Non credo che mi sia ancora entrato completamente in testa. Ero abbastanza sicuro che fosse finita. Non avevo disputato la prova migliore. Ho dato tutto, ma non è stata una prova pulita.»

E ha anche avuto parole di solidarietà per Solberg:

«Mi dispiace anche per Oliver. Ha disputato un weekend incredibile e mi dispiace per lui che sia finita così vicino al traguardo.»

Dopo cinque secondi posti e altrettante occasioni in cui il titolo sembrava essere a portata di mano, questa volta Elfyn Evans non ha dovuto accontentarsi. Il destino gli ha restituito proprio all’ultimo chilometro quello che negli anni gli era spesso sfuggito, trasformando una stagione costruita sulla costanza in un trionfo mondiale.

Insieme a Scott Martin, Evans può finalmente festeggiare il traguardo più importante della sua carriera. Una lunga attesa si è conclusa in Sardegna, nel modo più imprevedibile possibile: Elfyn Evans è campione del mondo.

Foto: Luca Barsali

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