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WRC Nuova Zelanda – Le pagelle di Rallyssimo

I top e i flop del terzultimo round della stagione 2022

Eccoci arrivati alle nostre consuete pagelline che vanno idealmente a chiudere la parentesi rallystica del fine settimana. Come sempre è importante precisare che le nostre valutazioni hanno sempre carattere personale e sono un invito alla discussione, mai un valore assoluto.

Rovanpera 10 – Non ci sarebbe nemmeno niente da aggiungere a quanto abbiamo scritto in questi giorni. Permetteteci solo di farvi notare che a Kalle sarebbe “bastato” molto meno: sarebbe bastato vincere e piazzarsi in power stage. E invece no: lui e Jonne hanno deciso che volevano anche dare una dimostrazione di forza a tutti e lo hanno fatto andando a vincere di prepotenza la power stage, giusto per togliere ogni possibilità di allungare ancora la stagione. La forza scorre vigorosa in questo ragazzo!

Ogier 9 – Rientra dopo un lungo periodo di “astinenza” ma trova subito il passo gara, stampando anche un tempone dei suoi al momento giusto. Una volta che Tanak non è più stato un pericolo, Seb si è messo a disposizione della squadra, facendo vedere di essere pronto anche ad un ruolo da gregario, se necessario. Festeggia con gioia la vittoria del mondiale di Rovanpera e il podio con l’amico estone. Potrebbe sembrare un paradosso, ma Ogier ci è sembrato più felice di alcune volte in cui ha vinto!

Tanak 9,5 – Ott è sicuramente uno dei piloti che usciranno vincitori da questa stagione. Non con un titolo, ovviamente, ma con una grande rinascita che lo ha portato ad essere l’unico vero rivale di Rovanpera. Purtroppo in questo rally è sembrato che la i20 non fosse all’altezza della Yaris (vedere anche le prestazioni di Neuville) e i 15 secondi di penalità rimediati, non per sua colpa, non lo hanno certo aiutato. L’impressione è che per arrivare sul podio ci abbia messo del suo e noi possiamo solo sperare di vederlo in gara anche il prossimo anno.

Neuville 6 – Il primo degli altri. Mai realmente competitivo, Neuville è tornato ad essere quello di prima del Belgio: costante, caparbio nel portare la macchina al traguardo anche con mille problemi ma mai incisivo con i tempi. Prende anche lui 15 secondi di penalità per un errore umano all’interno del team, ma poco cambia, visto che comunque alla fine il suo distacco è di quasi 2 minuti.

Solberg 7 – Quando il distacco dal primo si misura in minuti e non in secondi, non è un gran buon segno. Tuttavia Oliver, in una gara molto difficile e su un terreno insidioso, è stato molto costante, non ha preso rischi inutili (che non avrebbero avuto senso) e alla fine si è portato a casa un gratificante quinto posto, con l’aggiunta dei primi 2 punti in power stage. Secondo noi paga il paragone, anche psicologico, con il quasi coetaneo Rovanpera.

Evans 4 – Ennesimo errore “gratuito”, ennesima gara buttata quanto lottava per la vittoria. Elfyn quest’anno ne ha combinate tante, troppe, e sembra non reggere il confronto psicologico con Rovanpera. Il suo sguardo alla fine della gara e la sua espressione triste e delusa, la dicono lunga sul suo stato d’animo, per cui inutile infierire.

Breen 4 – Anche per lui l’ennesimo errore gratuito quando sembrava essere competitivo. Non è sicuramente in un momento fortunato, ma questa uscita non ci voleva. Il ragazzo ha cuore, ma ci vuole anche la testa, altrimenti rimani sempre uno che poteva essere ma non è stato.

Greensmith 5 – Un punto in più dei due piloti sopra menzionati perché ha vinto una speciale a dimostrazione della sua costante crescita in termini di velocità. L’uscita anche nel suo caso poteva e doveva essere evitata, soprattutto pensando che era l’unico pilota di M-Sport che avrebbe potuto portare punti. E invece no, si torna a casa con uno zero assoluto.

Toyota 10 – La Yaris è la macchina da battere sul veloce, ed è anche molto robusta, tanto che Evans ce l’ha dovuta proprio mettere tutta per piegarla. Vincente la macchina, vincente la scelta dei piloti e ottimo il lavoro del team.

Hyundai 6 – Arriva in fondo con tutte e tre le macchine e per questo non sarebbe davvero giusta un’insufficienza. Tuttavia il doppio errore sulla taratura dell’ibrido grida vendetta. Errare humanum est, ma perseverare da l’idea che qualcosa nel team non funzioni.

M-Sport 6 – La Puma c’è. Nonostante tutto la macchina è competitiva. Difficile però dare un voto più alto quando alla domenica sera sul tabellone dei punti trovi uno zero. Wilson e Millener sanno di avere un problema di piloti, possiamo solo sperare che lo risolvano presto.

 

Photo Credit – RedBull contentpool
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