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WRC Croazia: “So nice to be back”, ma quante emozioni

In un clima surreale torno a seguire una gara del mondiale, e quante emozioni

“So nice to be back…”

Già, lo dico io…ma questa frase è ormai una citazione. Craig Breen, ovviamente…Ho scomodato Craig…

Perdonate tutti questi puntini di sospensione, che probabilmente non sono grammaticalmente corretti, ma francamente non mi interessa proprio, perdonate ancora. Penso infatti siano l’unica arma che ho per combattere l’incredibile vuoto di parole che ho riguardo a questa vicenda, e anche a questa gara.

So nice to be back, che in italiano equivale a “sono così contento di essere tornato”. Ecco sì, dai, ora sono veramente io a parlare, ma mi è venuto naturale partire da lui. Sono contento di essere tornato a seguire da persona una tappa del mondiale, dopo un 2022 colpevolmente in bianco. Monza 2021 la mia ultima uscita fino a pochi giorni fa, come fu anche l’ultima uscita per le Plus, ed era ormai tempo di tornare.

Non vedevo l’ora sinceramente, anche se ste Rally1 così silenziose, quando si tratta di girare per il service park, continuano a darmi un po’ fastidio. Non sto usando mezze misure, vero, ma non mi va proprio sinceramente. Non dopo quello a cui ho assistito giovedì pomeriggio, dove le emozioni hanno nuovamente preso il sopravvento. E quindi basta, stop, voglio solo scrivere, esternare, buttare fuori. Sta a voi poi prendere o buttare.

Giovedì pomeriggio: me lo ricordavo diverso, al service park delle gare a cui ero stato fin’ora ovviamente. Ma sapevo che non poteva essere così, e a pensarci bene non doveva essere così. Craig aveva bisogno di un saluto collettivo, di un pensiero, di un omaggio, da parte di tutto il WRC. E così è stato.

Ho partecipato al tributo, imbambolato dietro alle transenne mentre tutti gli addetti ai lavori prendevano posizione per la foto intorno alla macchina di Craig. Poi il silenzio, il video sullo schermo sopra il palco, qualche lacrima che maledettamente mi scende sulla guancia intaccando il mio “trucco”. Non so cosa fare. Sono qui per divertirmi, ma non ci riesco. La voglia di chiudere tutto e andarmene è veramente tanta. E mai avrei anche solo immaginato di poter arrivare a tanto, parlando di rally e di mondiale, soprattutto.

C’è anche dell’altro, ma non ve lo sto a raccontare. Emozioni, tante emozioni, “semplicemente” quello.

Venerdì finalmente si comincia. Il ricordo dello shakedown di giovedì mattina, in cui avevo potuto riapprezzare i bolidi e le gesta di quei pazzi scatenati dietro al volante, mi ritorna subito dentro, mi rianima. Mi sento un po’ in colpa sinceramente. Qualcosa mi dice che non dovrei avere entusiasmo, qualcosa mi trascina verso il basso. Fatto sta che son lì, avanti e indietro su uno dei velocissimi tratti della “Krasic” intento a cercare un posticino dove mettermi, che forse San Rally mi aiuta. Ho appena aperto IG infatti, dopo aver controllato i tempi della prima prova, ed ecco che mi spunta subito un reel di WRC. C’è Thierry che parla, da una intervista del giorno prima, con il belga che riporta i consigli di Abiteboul.

Consigli che accetto più che volentieri, visto che il team principal di Hyundai sembra aver detto ai suoi di come sia impossibile trovare una regola, un modo, per superare la situazione ed entrare nel weekend di gara. Ognuno avrebbe trovato la ricetta a modo suo, ma comunque senza la paura di esternare qualsiasi emozione. Non trattenete le lacrime se dovessero arrivare, e non abbiate paura di esternare la gioia di essere in gara.

Ecco qua l’incantesimo: lo prendo, me lo lego al dito, è mio. Devo solo vivere il weekend, senza paura. Devo ubriacarmi di emozioni, come è sempre stato per me un weekend del mondiale, e come è sempre stato anche per Craig: un emozione.

Il rumore della macchina che arriva in piena, poi eccolo spuntare, è Ogier. Nemmeno il tempo di girare la testa che lui è già là, molto più avanti intento ad approcciare il taglio in salita sull’accenno destro che lo porterà poi alla sinistra più stretta. Bam, un secondo ed è già sparito, con la Yaris che continua ad urlare in lontananza.

Mi ascolto. Sono io. Sono tornato. Greg, il ragazzo polacco che ho conosciuto un’ora prima mentre prendevo posto, mi guarda con gli occhi fuori dalle orbite, e la sua ragazza Kat lo stesso. Fabio e Francesca alla mia destra sono di sasso. E’ il mondiale. Lascia così.

Lascia così anche me: così contento di sentire di poter finalmente tornare a vivere questo rally. Craig è con me, con le sue iniziali e il 42 dipinte malamente sulla mia guancia, ma sono tornato. E improvvisamente è solo “so nice to be back”.

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