Alessio Sambruna

Il mondiale 2017 è iniziato nel peggiore dei modi, a causa dell’incidente che ha coinvolto Hayden Paddon nella PS1 oltre ad uno spettatore sul quale non si hanno ancora notizie certe. Gli equipaggi hanno comunque preso il via per la seconda speciale, la Bayons-Breziers di 25.49 km; al termine di questo tratto cronometrato i tempi venuti fuori sono ancora troppo poco indicativi.

La Dakar 2017 è finita quasi da una settimana e, oltre a tutti gli equipaggi giunti al traguardo, uno in particolare merita elogi ancora più pronunciati. Non per la posizione finale (una modesta trentaseiesima piazza) ma per i mezzi tecnici con cui ha condotto questa impresa.

La trentottesima edizione della Dakar è appena andata in archivio, con la tredicesima vittoria di Stephane Peterhansel tra le auto, il successo di Sam Sunderland tra le moto, di Sergey Karyakin tra i quad e di Eduard Nikolaev nei camion.

Alla fine, questa edizione della Dakar sembra proprio che se la giocheranno loro due: Sebastien Loeb e Stephane Peterhansel hanno inscenato un altro duello dopo i tanti disputati nelle tappe dei giorni scorsi. Quest’oggi, nella tappa numero 8, che da Uyuni ha sconfinato nella città argentina di Salta dopo 892 km complessivi, ad avere la meglio è stato il nove volte campione del mondo di rally.

Il 22 gennaio 2017 correrà un importante anniversario per i rally nostrani. Mentre il mondiale Wrc farà il suo debutto stagionale all’85° Rally di Montecarlo, per noi italiani sarà l’occasione per ricordare il ventennale dell’ultima vittoria di un pilota tricolore, avvenuta proprio nella sessantacinquesima edizione della corsa monegasca.