18° Rally Revival Valpantena 2020: la mia prima volta sul sedile di destra di un'auto da rally

Vi racconto la mia prima esperienza come navigatore: una esperienza che, ovviamente, consiglio a tutti gli appassionati

“Sul sedile di destra, rivolto verso destra….”

Inizia sempre così il vocale che arriva più o meno puntuale ogni settimana su uno dei miei tanti gruppi Whatsapp. L’autore immagina di intervistare a turno i vari componenti del gruppo in un programma radiofonico che si svolge dentro un’auto da rally (con più di due sedili, sì, ok), prendendo in giro gli ospiti sulla base delle disavventure della settimana. Il solito scherzo, il solito gioco, ma sempre molto gradito.

Il sedile di destra è sempre riservato al fondatore e “direttore” del gruppo, ma questa volta, sul sedile di destra, ci sono finito io. Il tutto però è successo realmente e non solo idealmente, e il mio rivolgersi verso destra è stato per porgere la tabella di marcia ai cronometristi dal finestrino di una A112 Abarth. Teatro della scena, il 18esimo Rally Revival Valpantena.

Quest’anno ce l’abbiamo fatta: dopo il nulla di fatto dello scorso anno e nonostante i problemi legati al covid-19, io e Giovanni, il pilota, siamo riusciti ad essere ai nastri di partenza della 18esima edizione del Valpantena. Una edizione ovviamente particolare, in scala ridotta su una sola giornata, con l’esplicito invito al pubblico di non recarsi sulle prove speciali, ma pur sempre di Valpantena si è trattato. Stesso entusiasmo e precisione degli organizzatori, stessa atmosfera di festa e divertimento fra gli equipaggi.

Prima della partenza a Grezzana

La gara

La bandiera italiana dello start è sventolata sopra il cofano della nostra scatoletta alle 10:34 e ci siamo subito diretti verso la “Alcenago 1“, prima speciale di giornata. Siamo fra gli ultimi a prendere il via, con il numero 147 sulle fiancate. Si ride, non ci crediamo, ci stiamo già divertendo un sacco. Leggere il radar mi viene naturale (su strade conosciute lo ammetto), l’anticipo l’ho già calcolato e annotato sula tabella di marcia con la mia scrittura goffa sullo spazio riservato al concorrente. Mi sembra di aver fatto tutto questo da una vita.

Fermi in coda, in attesa del primo timbro della giornata, ci mettiamo i caschi e scherziamo con gli equipaggi intorno, cercando di mantenere le distanze. Si fa subito amicizia, specialmente fra noi “ultimi sfigati” del gruppo, l’atmosfera è rilassata e festosa. E poi si parte, sul serio, contro il cronometro, o meglio dire “a braccetto” col cronometro, visto che il Valpantena è una regolarità, e bisogna quindi percorrere la prova nell’esatto tempo imposto. Non vince chi va più veloce, ma chi si avvicina di più ai tempi imposti, e la precisione richiesta è al centesimo di secondo.

Buona la prima, per il nostro standard, dove paghiamo 80 penalità (sono tantissime lo so). Tempo di togliere i caschi, e via verso il doppio giro della “Roverè”. La prova è da ripetere subito, e questo fa si che chi parte per il secondo giro lo debba fare vicino a chi invece deve ancora fare il primo. Le partenze avvengono quindi affiancate (a sinistra chi prende il via per il secondo giro, a destra chi per il primo) a distanza di 30 secondi uno dall’altro. Una formula particolare, ma indispensabile per il percorso ipotizzato.

Al primo giro ci troviamo alla nostra sinistra auto coi numeri intorno al 100, che partono per il secondo giro: Opel Kadett GT/E, Opel Manta, Ford Escort. Gente che ha cavalli da vendere, e automaticamente partono gli sguardi fra equipaggi in stile “ti prendo” e “no no tanto non mi prendi” di rimando. Fa parte del gioco.

In uscita dalla “Roverè” c’è una delle due assistenze della nostra scuderia, la New Rally Team.  Facciamo benzina, una stretta ai bulloni delle ruote, niente altro, la macchina è perfetta. I ragazzi ci trattano come se fossimo Ogier e Ingrassia: spettacolari, mi viene quasi da ridere.

All’assistenza in uscita dalla “Roverè”

Dopo la dissestata “Praole” alla seconda assistenza i ragazzi ci montano la fanaleria supplementare in vista delle ultime prove. Il lavoro è preciso, veloce, e rispettiamo senza fatica il tempo imposto per entrare al primo dei due riordini. Finché aspettiamo l’uscita si chiacchiera, c’è chi prova a vendere l’auto che non usa più al vicino, chi invece dà uno sguardo alle classifiche.

Dopo il secondo riordino all’incantevole Villa Cà Vendri si riparte per il secondo giro. Nei trasferimenti incrociamo bambini a bordo strada che ci incitano e ci salutano. Ricambiamo volentieri, divertiti e contenti della cosa. Ci capita di incrociare poi la Deltona in livrea Repsol degli apripista e la Stratos Marlboro numero 27, e in un attimo siamo noi a diventare bambini salutando e sfanalando. Una emozione!

In attesa di timbrare all’ingresso della “Praole”

Già molti equipaggi sono stati costretti al ritiro e temiamo l’imprevisto dietro l’angolo. Il dodici” invece non dà problemi e completiamo in sicurezza tutti i passaggi rimanenti. Col buio che è ormai sceso ci dirigiamo quindi all’ultimo controllo orario al palco di arrivo, ma scopriamo che è stato annullato. Gli addetti stanno già smontando tutto e c’è fretta, viste le ultime misure di sicurezza, di chiudere la manifestazione. Un peccato, ma forse è giusto così.

La classifica finale

Dopo una battaglia sul filo delle penalità a spuntarla in questa 18 esima edizione del Valpantena sono stati Maiolo Marco e Paracchini Maria Teresa, che con la loro Porsche 911 RSR hanno concesso solo 25 penalità. Al secondo posto hanno chiuso invece Giacoppo Andrea e Randon Nicola su Lancia Fulvia HF con 32 penalità. L’equipaggio del team bassano è stato costretto a cedere la vittoria proprio al termine dell’ultima speciale. Completano il podio Gennaro Luigino e Bovio Stefano su Opel Kadett GT/E con 35 penalità.

A ridosso del podio si sono classificati Zanchi Alessandro e Lotti Marco su Volkswagen Golf GTI, seguiti da Mozzi Giordano in coppia con Stefania Biacca su Opel Kadett GT/E.

Da parte nostra, dopo una giornata senza aver mai aperto la pagina classifiche, scopriamo con Giovanni di aver concluso al 32esimo posto assoluto e primi di divisione 4. Un risultato che ci lascia ovviamente molto soddisfatti. Basta poi scorrere di due righe la classifica per scoprire di aver preceduto anche “Lucky” Battistolli che seguivo e tifavo quando, all’età di 5 anni, papà mi portava a vedere il Rally Città di Bassano. In un rally le cose sarebbero andate in maniera leggermente diversa lo so, ma per ora va bene anche così.

Un ringraziamento speciale a Giovanni Cordioli che mi ha coinvolto in questa bellissima avventura, ai ragazzi dell’assistenza, agli organizzatori, e a tutti gli equipaggi.

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