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Tobia Cavallini ci racconta il primo anno della GR Yaris Rally Cup 2021

Un'ottima annata con tutti i presupposti per fare ancora meglio nel 2022

Tra le novità più interessanti della stagione rallystica 2021 spicca senz’altro la GR Yaris Rally Cup.

Questo monomarca, unico nel suo genere e figlio dello spirito di iniziativa di Toyota Motor Italia, ha attirato una notevole attenzione sia da parte degli appassionati che dei piloti, attratti dal fatto che si corra con una vettura dalle caratteristiche ben diverse dalla tipica auto da “trofeo” e, nel caso di piloti e team, attratti anche dal consistente montepremi.
In vista dell’ultimo appuntamento della prima stagione della GR Yaris Rally Cup, abbiamo deciso di tirare le somme dell’annata con Tobia Cavallini, ideatore e responsabile del progetto in seno a Toyota Motor Italia.

Ciao Tobia, grazie per aver trovato un po’ di tempo per noi. Siamo arrivati alla fine di questa prima edizione della GR Yaris Rally Cup, quale è il tuo giudizio sul campionato che sta per concludersi a Monza?

Ciao Federico. Noi siamo veramente molto soddisfatti dei risultati raggiunti. Soddisfatti del successo del campionato, nel quale abbiamo creduto tantissimo e soddisfatti della macchina che si è dimostrata un mezzo straordinario e lo ha dimostrato sul campo. Infatti, come sai, l’anima della macchina è rimasta quella di serie: motore, cambio e trasmissione sono quelli dell’auto stradale, per cui possiamo dire che ha dato dimostrazione di grande efficienza, robustezza e affidabilità generale. Quando dico che ci abbiamo creduto, intendo anche che Toyota Motor Italia ha messo a disposizione, oltre ad un montepremi importante, un imponente piano mediatico, come penso un po’ tutti hanno avuto modo di vedere.

È stata una corsa contro il tempo per allestire le auto, perché il progetto è partito il 22 di febbraio e esattamente 5 mesi dopo, il 22 luglio, c’erano potenzialmente 18 auto pronte per correre.

Riuscire a mettere insieme auto e campionato in soli 5 mesi è veramente un risultato straordinario.

Sì, se ci penso ora mi sembra una follia pura! [ndr.[sorride] Se consideri che in questi 5 mesi abbiamo fatto la prima macchina, deliberato i materiali e avviato il processo di omologazione. In più abbiamo fatto produrre i kit per le altre vetture, che attualmente sono 22.
In tempi di Covid, quando qualsiasi cosa rappresentava un problema, sì, è stato un mezzo miracolo.

L’idea e l’ambizione era quella di essere in primi in Europa e, credo, del mondo, ad avere un trofeo dedicato alla GR Yaris. Questo ha imposto delle scelte che però, alla lunga, ci hanno ripagato e soddisfatto perché hanno fatto sì che, intorno al nostro campionato, si raccogliesse un interesse globale del mondo Toyota. E concludere a Monza è un sogno.

L’anno scorso a Monza c’eri tu a fare da apripista con una Yaris GR, adesso con la gara finale del vostro campionato in qualche modo chiudete il cerchio.

Esatto: l’anno scorso a Monza abbiamo fatto un po’ le prove generali, anche se l’ok è arrivato 2 mesi dopo. Ma quella presenza è stata fondamentale anche per fare un test sull’auto e capire se ci fossero stati i presupposti per correre con un’auto comunque quasi di serie.

A proposito della vettura, abbiamo visto che si è dimostrata molto affidabile e che nel corso della stagione le prestazioni sono anche andate in crescendo. Quali sono invece le aree di miglioramento sulle quali state lavorando per il 2022?

La macchina è in continua evoluzione e questo è fisiologico per ogni prodotto, ma ancora di più nel nostro caso, visti gli strettissimi tempi che abbiamo avuto per svilupparla prima del lancio.
Alla seconda gara abbiamo portato il bang, al Due Valli abbiamo portato un’evoluzione relativa alle barre e in più tutti stanno sviluppando le proprie regolazioni della macchina e, onestamente, a Modena i nostri trofeisti hanno fatto una gran gara.

Detto questo, il nostro obiettivo è rendere la macchina sempre più competitiva, più performante e anche più “racing”, per cui sicuramente stiamo pensando ad una trasmissione da competizione che ci permetterà di avere un feeling più racing.
Per quest’anno, usando la trasmissione di serie, i piloti si sono trovati con un finale da 230km/h, che è decisamente fuori target nei rally. Per cui sicuramente quello sarà il primo intervento. Comunque, ad oggi, non abbiamo avuto nessun ritiro per rottura meccanica e questo dimostra la bontà del GR Yaris che comunque nasce dall’esperienza del Gazoo Racing nel WRC.

Fermo restando che la GR Yaris Rally Cup rappresenta un unicum nel suo genere e che quindi attira un po’ tutte le tipologie di piloti, nel progettarlo tu a che tipo di pilota hai pensato?

Il prototipo del pilota tipo che ci piacerebbe avere in realtà c’è già nel campionato. Voglio dire, per come è strutturato il nostro campionato, a partire dal montepremi, è molto focalizzato e pensato per valorizzare da una parte i giovani e dall’altra i team. Questo per invogliare i team non solo a preparare le auto ma anche a investire su giovani veloci. In questo modo se il giovane è realmente veloce, ha la possibilità di andare avanti grazie anche ai premi.
Per “giovani” intendiamo almeno under23, molto veloci, puliti e che magari abbiano già padronanza dell’inglese perché il nostro obiettivo, se ci saranno i presupposti, è cercare di valorizzarli con programmi più ampi da qui agli anni avvenire.
La GR Yaris Rally Cup è la prima base per cercare giovani e lanciarli tramite un trofeo che ha come volano un montepremi significativo. Di fatto un giovane meritevole si autofinanzia con i premi. E poi, perché no, magari ci sarà la possibilità di farli crescere con una GR………..

Un campionato quindi che si appresta a diventare ancora più interessante nel 2022 e con l’obiettivo di formare giovani talenti con premi importanti. Noi lo seguiremo sicuramente con attenzione e avremo modo di riparlarne con Tobia Cavallini che per ora ringraziamo per il suo tempo.

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