Wrc - Ecco perchè Kalle Rovanperä può diventare campione del mondo 2022

Senza i due Sébastien protagonisti fissi del mondiale, Monte-Carlo ha dato una idea di chi potrebbe essere il favorito del 2022

“Questo ragazzo è sopravvalutato, non è ancora pronto per essere costante su tutti i fondi e condizioni”. Una frase che ha riecheggiato nella mente di molti appassionati durante la serata di giovedì, quando il Rally Montecarlo 2022 prendeva il via con le prime due prove speciali.

Non difficile capire di chi si tratti, mentre là davanti iniziava l’antipasto dell’epica sfida tra i due Sebastien. Kalle Rovanperä, infatti, ha chiuso la prima quarantina di chilometri cronometrati con un imbarazzante distacco di 1’08”, in dodicesima piazza ed addirittura dietro alle prime Rally2. Troppo, portando probabilmente anche i suoi più accaniti sostenitori ad essere d’accordo con la frase sopra riportata.

Il giorno seguente è andata leggermente meglio, con la svolta che è invece arrivata nella giornata di sabato. Tempi in linea con i suoi compagni di squadra, e due scratch consecutivi nelle ultime due speciali. Il tutto mentre altri colleghi finivano in scarpate, burroni o afflitti da problemi tecnici. Senza farsi prendere dal panico, il finlandese è riuscito a trasformare una gara apparentemente compromessa, trovando feeling e prestazioni e scalando la classifica grazie ad errori altrui. La ciliegina sulla torta è arrivata nella giornata di domenica quando, accortosi dell’impossibilità di raggiungere Breen per il podio, ha gestito le gomme nelle prime prove per sferrare il colpo finale nella power stage. Risultato? Primo tempo e cinque punti fondamentali messi in cascina, mettendosi in cima alla classifica dei piloti “full time” nel mondiale.

A proposito di strategia di gara, il confronto più eclatante è stato con il suo compagno di squadra Elfyn Evans, autore di uno dei suoi errori diventati purtroppo se non frequenti, decisamente sanguinosi. Indubbiamente più esperto, il gallese ha sempre dato l’impressione di peccare sotto la voce “ferocia del campione”, ed il finale del mondiale 2020 ne è la piena testimonianza. Un epilogo che purtroppo si è ripetuto anche sulle strade francesi del primo appuntamento inaugurale, che lo fanno tornare a casa con i soli quattro punti conquistati nella power stage. Oltre alla consapevolezza di avere un’altra volta in casa uno dei principali rivali.

Non dimentichiamo che l’asfalto è, per il momento, il tallone d’Achille del giovane finlandese, come confermato dalle difficoltà di adattamento in questo Montecarlo. Con calma, tenacia e gran manico Rovanperä è riuscito a portare a casa punti pesantissimi in una situazione apparentemente irreparabile. E questo, in un mondiale imprevedibile e privo dei due “tenori”, fa tutta la differenza del mondo. Naturalmente siamo solo alla prima gara ed il livello tecnico è ancora tutto da decifrare, specialmente su terra. Grande incognita da questo punto di vista è ancora Hyundai, protagonista di un mezzo disastro a Montecarlo ma che con piloti come Neuville e Tanak non può certo essere data per spacciata dopo un rally dei tredici in calendario.

La maturità dimostrata a Montecarlo del ventunenne finnico non può però passare inosservata, senza tralasciare il fatto che a livello di talento puro Rovanperä è secondo a pochi nel panorama del mondiale rally. Bisognerà vedere, quando si presenterà il momento, come reagirà al fattore determinante per dividere i campioni da piloti talentuosi ma non in grado di fare il grande passo: la pressione.

Il mondiale sarà lunghissimo, la presenza sporadica di Ogier e Loeb sarà sicuramente un ago della bilancia non indifferente, ma Kalle ha iniziato nel modo giusto la sua nuova avventura con le Rally1. E, considerando il fatto sempre più evidente che questo non è uno sport per ventenni, le premesse per una stagione da ricordare ci sono decisamente tutte.

 

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