Dakar 2026, Roma individua il nodo: «Quel waypoint era piazzato male»
Il pilota Ford perde la leadership dopo la tappa 10: oltre 12 minuti lasciati ad Al-Attiyah per un punto di navigazione controverso
La decima tappa della Dakar 2026 ha davvero spartito le acque. Nani Roma ne era convinto già alla vigilia e, col senno di poi, aveva ragione. Non però per i motivi che ci si aspettava. A far saltare il banco, più che il ritmo o la strategia, è stata la navigazione, con un waypoint che ha mandato in crisi diversi equipaggi, in particolare quelli Ford.
Il catalano ha definito la speciale una delle più dure della sua carriera:
«È stata una delle marathon più difficili che abbia mai fatto»
Fino al chilometro 186, tutto stava andando per il verso giusto. Roma perdeva solo pochi secondi da Nasser Al-Attiyah e aveva già recuperato sulle vetture che aprivano la pista. Poi, però, l’arrivo a un waypoint “ambiguo” ha cambiato completamente lo scenario.
All’arrivo al traguardo, Roma si è ritrovato secondo in classifica generale, con un ritardo di 12’50” dal qatariota della Dacia. Un colpo duro, anche se meno pesante rispetto a quanto accaduto a Carlos Sainz o ad alcuni equipaggi Toyota.
«Stavamo andando davvero bene. C’era un punto sulla destra che abbiamo cercato e ricercato. Abbiamo pensato di proseguire senza validarlo, ma ho detto di no. Abbiamo rifatto le dune al contrario e alla fine lo abbiamo trovato»
Roma ha sottolineato anche la fatica fisica accumulata:
«È stata una delle cose più dure che abbia mai fatto in questa gara. Abbiamo il collo molto affaticato, ma siamo ancora vivi in classifica e anche fisicamente»
La polemica sul waypoint
Il pilota Ford non nega che la navigazione faccia parte integrante del rally-raid, ma è convinto che quel punto fosse problematico:
«Se qualcuno lo ha trovato e noi no, fa parte del gioco. Ma quel punto era messo male. Era una nota difficile da interpretare»
Roma è entrato nel dettaglio:
«Bisognava prendere una pista e lì era stato posizionato il waypoint. Però il punto era in alto sulle dune e noi ci siamo concentrati a cercarlo sulla pista. Sono sicuro che siamo passati più volte molto vicini al cerchio, ma lo abbiamo cercato e alla fine lo abbiamo trovato»
Troppo tardi, però, per salvare la leadership.
“Al Dakar può cambiare tutto”
Nonostante la delusione, Roma guarda avanti con lo spirito giusto, quello che il Dakar impone da sempre:
«Bisogna accettare quello che è successo. Anche agli altri capitano problemi. Domani possono succedere ancora tante cose»
Il ritardo di 12 minuti non viene considerato definitivo:
«La macchina è intera e io sono positivo. Qui non sai mai come può girare la situazione. Guardate cosa è successo oggi a Carlos. Al Dakar devi essere umile, prudente e non farti trascinare dalle emozioni»
Con ancora tre giorni di gara davanti, Roma resta fiducioso:
«Ora bisogna migliorare domani. C’è da essere ottimisti»
Il Touareg è ancora lontano dall’essere assegnato. E alla Dakar, come insegna la storia, nulla è mai davvero finito prima dell’ultimo chilometro.