Rabbia Toyota in Kenya: Evans e Solberg attaccano organizzatori e FIA
I due piloti Toyota puntano il dito contro la gestione delle speciali del sabato in Kenya: "Quello che hanno fatto e' inaccettabile"
Al Safari Rally Kenya il pericolo fa parte del gioco. Fango, pietre, guadi, animali sul percorso e condizioni estreme sono da sempre nel DNA della gara africana. Ma stavolta, secondo Elfyn Evans e Oliver Solberg, si sarebbe andati oltre il limite accettabile. Entrambi hanno infatti criticato duramente la gestione del percorso da parte degli organizzatori e della FIA dopo quanto accaduto sulle speciali del sabato, in particolare tra Elmenteita e Sleeping Warrior.
La polemica ruota attorno ai cosiddetti dispositivi anti-cut, inizialmente assenti durante le ricognizioni e poi mostrati ai piloti attraverso un video inviato sui telefoni prima della gara. Una volta arrivati in prova, pero’, la situazione era diversa da quella comunicata: secondo i piloti, quei riferimenti non c’erano piu’ e questo avrebbe cambiato in modo significativo la lettura della strada e delle note in un tratto gia’ reso terribile da fango e pietre.
Pietre in traiettoria e gomme a rischio
Il problema, secondo le ricostruzioni riportate dalla stampa specializzata, non era solo la durezza del fondo. Nel tratto di Sleeping Warrior, gia’ devastato dal maltempo a partire da pochi chilometri dal via, i tagli e le traiettorie si sarebbero riempiti di sassi, trasformando ogni passaggio in una lotteria. Diverse gomme Hankook sono finite ko senza preavviso, anche in rettilineo, in una situazione che i piloti hanno definito pericolosa.
“E’ assolutamente ridicolo. Mettono tutti questi dispositivi per impedirci di tagliare dopo le ricognizioni e adesso ci sono pietre ovunque. Senza nemmeno uscire dalla traiettoria mi prendo due forature. E’ assurdo, completamente fuori luogo”, ha protestato Evans.
Le parole del gallese sono arrivate poco prima del suo ritiro, causato da un danno alla sospensione posteriore destra della sua Toyota GR Yaris Rally1, in una mattinata gia’ segnata dal caos piu’ totale.
Solberg durissimo: “Parlano sempre di sicurezza”
Ancora piu’ netto il commento di Oliver Solberg, anche lui furioso al termine della prova. Il pilota svedese ha puntato il dito sia contro l’organizzazione sia contro la FIA, accusandole di aver gestito in modo contraddittorio un aspetto che riguarda direttamente la sicurezza degli equipaggi.
“Davvero, quello che hanno fatto qui organizzatori e FIA e’ inaccettabile. Mettono questi riferimenti dopo le ricognizioni, ci mandano un video sul telefono e poi quando arriviamo non c’e’ piu’ niente. Ci sono pietre dappertutto, e’ pericoloso. E continuano a parlare di sicurezza: ecco, questa si’ che e’ una situazione pericolosa”, ha dichiarato Solberg.
La protesta dei piloti si inserisce in un sabato semplicemente folle, in cui il Safari ha ribaltato tutto. Nel corso della stessa giornata, oltre al ritiro di Evans, anche Solberg e Sebastien Ogier sono poi usciti di scena prima del service di meta’ giornata per problemi tecnici causati dal fango.
Un tema che fara’ discutere
In Kenya il confine tra durezza e imprevedibilita’ e’ sempre sottilissimo. Ma quando sono i piloti stessi a denunciare un cambiamento del percorso rispetto a quanto visto in ricognizione, il tema diventa inevitabilmente delicato. Perche’ al Safari si puo’ accettare quasi tutto, ma non l’idea di affrontare una speciale con riferimenti diversi da quelli comunicati poche ore prima. E stavolta, tra forature, danni e accuse pesanti, la polemica rischia di lasciare il segno ben oltre il traguardo.