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Il WRC riabbraccia la Gran Bretagna: dal 2027 nasce Rally Scotland

Un ritorno molto atteso. Resta da capire se sarà su terra o asfalto.

Il Mondiale Rally è pronto a rimettere piede nel Regno Unito. Dal 2027 il calendario del WRC accoglierà infatti il nuovo Rally Scotland, evento con base ad Aberdeen e inserito in un accordo triennale che segna il ritorno britannico nella massima serie dopo l’ultima apparizione del Wales Rally GB nel 2019. La notizia è stata confermata ufficialmente da Motorsport UK e dal WRC, che parlano di un progetto destinato a coprire le stagioni 2027, 2028 e 2029. Per gli appassionati d’oltremanica è la fine di una lunga attesa: saranno passati otto anni dall’ultima gara iridata disputata nel Regno Unito. Stavolta però il baricentro si sposterà verso nord-est, con una configurazione del tutto nuova per il campionato del mondo: quartier generale ad Aberdeen e speciali su terra tra le strade dell’Aberdeenshire, con il P&J Live destinato a ospitare il service park indoor. Non si tratta semplicemente del ritorno di una gara storica sotto un altro nome. Il Rally Scotland rappresenta un cambio di scenario vero e proprio: la Scozia non aveva mai ospitato per intero un round del WRC, anche se nella storia del RAC Rally non sono mancate incursioni su queste strade. L’ultima presenza iridata in territorio scozzese risaliva addirittura al 1995, quando il RAC utilizzò prove tra Borders e Kielder pur mantenendo la base a Chester. L’annuncio arriva in un momento particolarmente importante per il campionato, perché il 2027 coinciderà anche con l’ingresso delle nuove regolamentazioni tecniche del WRC, descritte dai vertici FIA come un passaggio verso vetture più accessibili e una maggiore competitività al vertice. In questo senso, la nascita del Rally Scotland assume anche un valore simbolico: un evento nuovo per accompagnare un Mondiale che vuole rifarsi il look senza perdere il contatto con i suoi territori più iconici. A spingere il progetto sono state le istituzioni scozzesi insieme a Motorsport UK, con il sostegno dello Scottish Government, dell’Aberdeen City Council e dell’Aberdeenshire Council. Il modello richiama quello che aveva permesso al WRC di restare in Galles per quasi vent’anni, dal 2000 al 2019. Oltre al valore sportivo, gli organizzatori puntano con decisione sull’impatto economico e turistico che una tappa mondiale può generare sull’intero territorio. C’è poi un aspetto che rende questa notizia ancora più pesante per il rally britannico: il ritorno del WRC in una nazione che ha scritto pagine enormi di questo sport. Basta pensare a nomi come Colin McRae, Richard Burns, Robert Reid o Louise Aitken-Walker, figure che hanno contribuito a costruire il prestigio internazionale del rally scozzese e britannico. Riportare oggi il Mondiale in queste terre significa ricollegare il presente a una tradizione che non ha mai smesso di avere peso nel paddock. Prima di diventare una tappa definitiva del calendario, il Rally Scotland dovrà comunque affrontare i consueti passaggi formali. Il prossimo step sarà infatti l’organizzazione di un candidate event nel corso del 2026, utile alla FIA per valutare struttura, logistica e standard organizzativi prima dell’approvazione finale da parte del World Motor Sport Council. Ma il segnale politico e sportivo è già chiarissimo: il WRC vuole tornare a fare sul serio nel Regno Unito. E per il campionato, diciamolo, non è una notizia da poco. Perché il Regno Unito non è una comparsa nella storia del mondiale: è uno dei posti in cui il rally ha sempre parlato una lingua madre. Nel 2027 quella lingua tornerà finalmente a farsi sentire, e lo farà con un accento decisamente scozzese.
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