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WRC | Rally Croazia 2026: lo spettro neve si allontana, ma il fango sarà il protagonista

Le previsioni "ballerine" metteranno pepe alla gara di questo weekend?

Il grande spauracchio della neve sembra essere, almeno per ora, rientrato. Se nelle scorse settimane i test pre-evento avevano dipinto uno scenario quasi invernale, costringendo la FIA a una mossa precauzionale con l’introduzione delle mescole da “Monte-Carlo”, le ultime rilevazioni meteo da Fiume (Rijeka) raccontano una storia diversa. Per il weekend del 9-12 aprile, le temperature sono previste in netto rialzo, allontanando quasi definitivamente lo spettro della “dama bianca” anche dalle vette più alte del percorso.

Addio neve, ma gli ombrelli restano aperti

Secondo i dati aggiornati, il quartier generale di Fiume godrà di un clima decisamente più mite rispetto ai timori iniziali. Per giovedì 9 aprile, giorno dello shakedown, è atteso un cielo parzialmente soleggiato con una massima di 15°C. Il rischio di precipitazioni resta basso, offrendo ai piloti un inizio di weekend su un asfalto prevalentemente asciutto e sincero.

Il quadro si farà però più complesso tra venerdì 10 e sabato 11 aprile. Sebbene le temperature massime oscilleranno tra i 14°C e i 16°C — valori decisamente troppo alti per la neve — la copertura nuvolosa sarà persistente. La pioggia rimane una minaccia concreta, con una probabilità di precipitazioni che sale durante le ore notturne e le prime ore del mattino. Questo significa che, pur senza i fiocchi, le prove speciali situate a quote più elevate, come la celebre Platak, presenteranno quel mix viscido di umidità e fango che ha reso celebre (e temuta) questa gara.

Strategia gomme: dalle “Winter” alla sfida del fango

Con il rischio neve ormai ridotto al minimo, l’attenzione dei team si sposta sulla gestione delle coperture slick e sulla capacità di leggere il fondo nelle sezioni più sporche. Se domenica 12 aprile confermerà la tendenza variabile con massime di 16°C, il vero “mal di testa” per gli equipaggi non sarà più il ghiaccio, ma il deterioramento del manto stradale tra i due passaggi.

La decisione di includere le gomme invernali non chiodate nell’addendum regolamentare resta una mossa di prudenza lungimirante, ma i top driver sembrano ora orientati a una gara d’attacco su asfalto sporco. In Croazia, anche senza neve, la pulizia delle traiettorie e la gestione del sottobosco bagnato rimangono i fattori decisivi: un errore millimetrico su una chiazza di fango può costare molto più caro di una scommessa sulle gomme.

Foto: Luca Barsali
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