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Tempo

5 MIN

Come costruire il tuo primo simulatore di rally

Con il lancio di Assetto Corsa Rally, il tema dei simulatori per questa disciplina è diventato sempre più ricorrente. Ne volete uno anche voi? Qualche consiglio per districarsi tra questo mondo complicato.

Ormai non ce lo si aspettava più’: talmente tanta è stata la sorpresa alla rivelazione che un nuovo simulatore di rally era pronto, con delle vere PS scannerizzate palmo a palmo quanta la sensazione che il nostro sport fosse stato dimenticato dalle case di produzione di questo tipo di programmi di simulazione. Si perche’ con Assetto Corsa Rally si ritorna a parlare e scrivere di simulatore, come per il vetusto (ma ancora utilizzato da molti appassionati e piloti) Richard Burns Rally; non piu’ titolo “giocoso” come i licenziati WRC oppure Dirt: no, un vero e proprio studio dietro ad auto studiate a partire da esemplari reali, fondi e condizioni settati dalla realtà ed una dinamica del veicolo aderente a come “lavorano” scocche, ammortizzatori e sospensioni.

L’appetito è tanto, non solo tra chi vuole divertirsi con dei traversi virtuali, ma anche tra piloti (e persino equipaggi) che ipotizzano di potersi allenare con una spesa minima rispetto ai costi proibitivi di test, noleggi e… franchigie; purtroppo da alcuni anni il sim racing parla una lingua propria fatta di Frame Per Second, Direct Drive, moduli di alluminio e Nm. Questa vuole cercare di essere una guida pratica per chi è interessato a capire costi e materiali in gioco per avere un simulatore cosiddetto turnkey: aziende come la lituana Helente o la canadese Advanced SimRacing si sono specializzate nell’offrire non una piattaforma di gioco ma un simulatore che si avvicini il più possibile alle sensazioni che si hanno con la macchina reale (attenzione, sensazioni che riceve il corpo, non esattamente corrispondenti a quelle di una vera macchina da gara – in pratica si inganna il fisico a cosa percepisce)

Telaio: la base di partenza

Come per le vetture la scocca viene irrigidita dalla versione stradale a quella da gara, avere un telaio che offra rigidità è garanzia di durata nel tempo e immersione.

Per i telai da sim racing vengono utilizzati profili di alluminio estruso: sono leggeri, facili da montare con brugole e nocciole e possono essere fatti su misura.

Qui l’unica caratteristica sono le misure della sezione: per avere una buona resistenza è consigliabile orientarsi su moduli 160×40: l’investimento rispetto ai 80×40 è ridotto ma qualora vorrete aggiungere la parte dinamica (vedere sotto) e una buona durata nel tempo a sollecitazioni forti è la strada da percorrere (si, anche quando si corre nel virtuale la “scimmia” ci fa agitare forte braccia a gambe).

Un esempio di telaio 160×40

Sterzo: non siamo in F1

Sono finiti i tempi dei volanti di plastica attaccati con dei morsetti al tavolo della cameretta: ora che avete un telaio che sopporta i carichi conviene investire in un volante con ritorno di forza (force feedback): in pratica un motore elettrico nella scatola dello sterzo riceve gli input dal programma e li rimanda sotto forma di forza al volante; buche, tagli ma anche solo la forza necessaria per far sterzare le auto vengono riprodotti con fedeltà.

Oramai con l’avvento di marchi asiatici la barriera di ingresso a prodotti di alta qualità si è ridotta notevolmente: si riesce ad avere un rapporto Euro/Nm molto apprezzabile.

Si, perchè proprio l’unità della forza ricevuta indietro mentre si utilizza ci orienta su quale base volante acquistare: studi ed analisi hanno rivelato che nelle auto da rally si sviluppano circa tra i 9 e gli 11 Nm di coppia, ben lontani dagli oltre 20Nm della F1; ecco perchè basi meno prestanti non sono da scartare (qui il di più non è decisamente meglio e nemmeno realistico).

Le basi Simagic Alpha offrono un bel rapporto qualità/prezzo: qui la Mini con 10Nm di ritorno di forza

Pedali

Come per le basi, dal Sol Levante le offerte di pedali con celle di carico che leggono l’escursione e la trasmettono in bit, freni con serbatoi idraulici e frizioni con molle per sentire lo stacco sono diventati molto più economici di un tempo.

Esistono pedaliere fissate in basso (come i pedali delle Rally1 e Rally2 per intenderci) che rovesciate (cioè con fissaggio dei tre pedali in alto, come per Rally4 e Rally5).

Ancora Simagic offre una ottima pedaliera con freno idraulico e scatto frizione

Periferiche

Cambio e freno a mano seguono sterzo e pedali: sia i sequenziali che ad H (o i convertibili che vi permettono di correre con una 037 ed una Skoda Fabia RS dopo qualche minuto) riproducono lo scatto di ogni cambiata, mentre i freni a mano possono fornirvi l’idraulica e l’escursione di cui avete necessità.

Non da ultimo, le piastre di fissaggio vi semplificano la vita per montare le due periferiche in maniera ergonomica.

La azienda asiatica proprone un valido cambio sequanziale con leva anti inserimento della retromarcia, e anche un freno a mano ergonomico

Sedile e volante

Strano ma vero, i veri sedili da corsa con tanto di orecchie e fori cinture (con tanto di ologramma FIA) sono quasi più a buon mercato che non le versioni da sim racing. Sia mai che vi venga voglia di preparavi in garage la vettura da gara!

Idem anche per i volanti a calice da gara: le versioni da sim racing con bottoni sono esteticamente attraenti ma poco pratiche e costose.

Uno dei tanti sedili entry level acquistabili con omologazione FIA

PC: il cuore

Il motore pulsante di tutto ruota attorno al computer, ovviamente. Le 4 parti da tenere in considerazione sono il processore (o CPU), la scheda grafica (o GPU), l’alimentazione ed il raffreddamento.

Il processore è il nocciolo della macchina operativa: tutto deve passare tramite questa parte.

La scheda grafica vi darà la possibilità di riuscire ad avere piu fluidità e risoluzione possibili durante la guida: in ogni caso dovrà essere posto un limite a questa aderenza, un limitatore a quanti frame al secondo si possono contenere con facilita (tipicamente attorno ai 90).

In ultima, possiedono una sorgente di corrente che alimenta i vari componenti citati in precedenza: meglio tenersi in eccesso qualora in futuro si volessero fare degli upgrade.

Tutto ciò deve venire raffreddato mediante ventole ad aria o liquido: le prime sono le più comuni e meno costose.

Schermi o VR?

Il dibattito su questo punto non è tanto su quale soluzione vi faccia andare più forte (non per niente tutti i gamers professionisti usano schermi singoli o tripli); la vera discussione ruota attorno a quanto più realistico vorremo avere il nostro setup (con anche uno sguardo ai costi).

Il VR è sicuramente una valida alternativa per motivi di spazio di ingombro minimo, immersione e prezzo.

Dinamica

Uno degli upgrade da tenere in considerazione è il movimento: con l’aiuto di speciali “zampe” il telaio può muoversi in sincronia con la vettura simulata aiutando non di poco (specialmente con il VR) la percezione di come la macchina reagisce.

Una alternativa più economica che è da poco sul mercato è quella dei tendi cinture: un motore alla base del telaio tira e rilascia le cinture in base alle reazioni della vettura riuscendo a trasmettere con relativa fedelta la sensazione delle forze longitudinali (frenata) e laterali (traversi/seterzate).

Una piattaforma dinamica ad un prezzo contenuto: solo se veramente avete intenzione di sfruttarla al massimo è consigliatol’acquisto

Il tendicinture, uno strumento per meglio sentire i comportamenti della vettura

Cosa ne pensi? Ti abbiamo messo la scimmia addosso per volerne uno in casa oppure non sono ancora tempi maturi per considerarlo uno strumento realistico? Faccelo sapere nei commenti.

Foto: Come Over Gaming S.L.U.
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