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Sordo spinge per il ritorno di Meeke in Rally1: “Meriterebbe un’altra occasione”

Da veterano a veterano per proseguire una sfida che viene da lontano

Dani Sordo non ha dubbi: Kris Meeke avrebbe ancora la velocità per guidare una vettura della massima categoria nel Mondiale Rally. Lo spagnolo, tornato quest’anno con Hyundai per un programma selezionato nel WRC, ha parlato del suo storico rivale e amico alla vigilia del Rally del Portogallo, sottolineando quanto il britannico sia stato importante anche per mantenere alto il suo livello competitivo.

Meeke non corre con una vettura top nel Mondiale dal termine della sua esperienza con Toyota, chiusa alla fine del 2019. Eppure, secondo Sordo, il passo non sarebbe scomparso. Anzi: proprio il confronto diretto avuto lo scorso anno in Portogallo avrebbe dimostrato che il nordirlandese è ancora capace di andare molto forte.

Una rivalità lunga oltre vent’anni

La storia sportiva tra Sordo e Meeke parte da lontano. I due si sono incrociati per la prima volta nel 2005, quando correvano entrambi con Citroën nel Junior WRC al volante delle C2 Super 1600. Da allora le loro carriere hanno continuato a sfiorarsi, separarsi e ritrovarsi, sempre con un filo comune: la velocità pura.

Nel 2011 furono compagni di squadra nel progetto Mini, una parentesi breve ma comunque significativa nella storia recente del WRC. Poi le loro strade presero direzioni diverse: Meeke proseguì con i programmi ufficiali di Citroën e Toyota, mentre Sordo diventò uno dei punti fermi di Hyundai, soprattutto nei rally su asfalto e negli appuntamenti dove esperienza e sensibilità fanno ancora la differenza.

Lo scorso anno i due si sono ritrovati sulle strade del campionato portoghese, dando vita a un duello serratissimo. La sfida si è decisa soltanto sull’ultima prova speciale, con Sordo vincitore per meno di un secondo. Una battaglia vecchia scuola, di quelle che ricordano quanto il cronometro sappia essere crudele ma anche tremendamente affascinante.

Meeke ha aiutato Sordo a ritrovare ritmo

Nel 2026 Sordo è tornato nel programma principale di Hyundai per alcune gare selezionate. Dopo il Rally Islas Canarias, lo spagnolo sarà al via anche in Portogallo, dove proverà a sfruttare la sua conoscenza delle strade e la sua esperienza su un rally che conosce molto bene.

Alle Canarie, Sordo aveva già dato segnali molto interessanti, risultando il pilota Hyundai più veloce nella giornata di venerdì. Una prestazione che non è arrivata per caso. Lo stesso spagnolo ha ammesso che il confronto con Meeke lo ha aiutato a spingersi oltre e a lavorare sulla propria velocità.

“Devo ringraziare Kris per avermi messo pressione. Per tutto l’anno ho davvero dato il massimo e sicuramente c’è stata una piccola evoluzione nella velocità. Kris, quando torno a casa devo offrirti una cena”, ha raccontato Sordo dopo uno dei suoi recenti impegni.

Una frase detta con il sorriso, ma che racconta bene il rapporto tra i due. Meeke non è stato soltanto un avversario da battere, ma anche uno stimolo. Uno di quei piloti che ti obbligano ad alzare il livello, perché se concedi anche poco, il cronometro presenta subito il conto.

Sordo: “Vorrei vederlo su una Rally1”

La carriera mondiale di Kris Meeke, almeno a livello Rally1, è ferma da diversi anni. Dopo l’uscita dal programma Toyota a fine 2019, il britannico non ha più avuto un volante ufficiale nella classe regina del WRC. Nel frattempo ha continuato a correre in altre occasioni, compreso il recente Rally Otago in Nuova Zelanda, dove si è imposto nella categoria storica.

Per Sordo, però, Meeke avrebbe ancora qualcosa da dire anche al massimo livello. Lo spagnolo ha spiegato che gli piacerebbe vederlo nuovamente al via con una vettura Rally1, perché il suo talento e la sua esperienza meriterebbero un’altra possibilità.

“Ovviamente sono qui per divertirmi, per mettermi alla prova e per mostrare alla gente che, in certi momenti, siamo ancora competitivi. Non c’è niente di speciale: voglio semplicemente godermela. Lo scorso anno in Portogallo è stato difficile, ma bello con Kris, perché abbiamo lottato come matti e ci siamo divertiti davvero tanto. Mi piacerebbe averlo qui con una Rally1, perché penso che anche lui se lo meriti”, ha dichiarato Sordo a DirtFish.

Parole che suonano come un attestato di stima, ma anche come una piccola provocazione al mondo WRC. Perché in un campionato che discute spesso di giovani, programmi parziali e disponibilità di sedili, il nome di Meeke resta quello di un pilota capace di infiammare le prove speciali quando tutto funziona.

Il Portogallo come nuova occasione per Sordo

Per quanto il pensiero vada anche a Meeke, Sordo sa bene di avere un compito preciso in Portogallo: portare punti importanti a Hyundai e provare a lottare almeno per il podio. Lo spagnolo conosce la gara, conosce il fondo e sa quanto l’esperienza possa essere decisiva su un rally impegnativo come quello portoghese.

Allo stesso tempo, non nasconde una certa consapevolezza sul momento della sua carriera. Sordo è nel Mondiale da moltissimi anni e sa che il ricambio generazionale è necessario. Non vuole occupare spazio a ogni costo, ma se Hyundai lo chiama e lui sente di poter essere ancora competitivo, la risposta resta naturale: esserci.

“Dobbiamo goderci tutto questo. Sono qui da tanti anni ed è molto importante che anche i giovani piloti e i nuovi talenti abbiano la loro possibilità. Però mi hanno chiamato per farlo quest’anno e non dirò di no se sono ancora competitivo. Posso farlo, anche se naturalmente mi piacerebbe vedere entrare anche dei giovani”, ha aggiunto Sordo.

Esperienza contro nuova generazione

Le parole di Sordo fotografano bene una delle tensioni più interessanti del WRC attuale. Da un lato c’è la necessità di dare spazio a nuovi piloti, costruire il futuro e ampliare la base della classe regina. Dall’altro, però, ci sono profili esperti come Sordo e Meeke, capaci ancora oggi di offrire velocità, conoscenza delle gare e affidabilità nei momenti chiave.

Il caso Meeke è emblematico. Il britannico non è più parte stabile del Mondiale, ma continua a essere considerato da molti come un pilota di grandissimo talento. Sordo, che lo conosce bene e lo ha affrontato per anni, non ha bisogno di troppi giri di parole: se dipendesse da lui, un’occasione su una Rally1 gliela darebbe.

Resta da capire se il WRC avrà ancora spazio per storie di questo tipo. Nel frattempo, Sordo si prepara al Portogallo con l’obiettivo di dimostrare che l’esperienza, quando è accompagnata dal cronometro, non è nostalgia: è ancora una risorsa molto concreta.

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