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Incidente Ogier, Ingrassia racconta i momenti di paura: «Sébastien è svenuto dopo essere uscito dall’auto»

Il copilota francese ha ricostruito i minuti successivi al violento impatto in Finlandia: «Non sentiva e non vedeva. È stato un momento molto preoccupante».

Emergono nuovi e inquietanti dettagli sul violento incidente che ha coinvolto Sébastien Ogier e Julien Ingrassia durante il Rally di Finlandia 2026.

A raccontare quanto accaduto nei minuti immediatamente successivi all’uscita di strada è stato proprio il copilota francese, tornato eccezionalmente al fianco del nove volte campione del mondo. In un’intervista concessa a L’Équipe, Ingrassia ha spiegato che Ogier ha perso conoscenza dopo essere riuscito a uscire autonomamente dalla Toyota GR Yaris Rally1.

Un episodio che ha trasformato rapidamente un incidente già molto serio in una vera emergenza medica.

«Ho premuto il pulsante OK, poi ho visto Sébastien svenire»

Subito dopo l’impatto, Ingrassia ha verificato le proprie condizioni e quelle del pilota. Vedendo Ogier uscire dalla vettura e non avendo riportato apparentemente ferite, il copilota ha inizialmente seguito la normale procedura prevista dal regolamento.

«Vedo Sébastien uscire, vedo che non sono ferito e quindi seguo la procedura: premo il pulsante OK dell’auto. Questo significa che non vengono inviati i soccorsi e che la prova speciale può continuare».

Pochi istanti più tardi, però, la situazione è cambiata drasticamente.

«Mentre stavo facendo questo, ho visto Sébastien sdraiarsi sull’erba e perdere conoscenza. Da quel momento l’incidente ha assunto un’altra dimensione».

Ingrassia ha quindi attivato immediatamente il sistema di emergenza, raggiungendo Ogier con l’aiuto di alcuni spettatori presenti sul posto.

«I suoi occhi non battevano più le palpebre»

Il racconto del copilota restituisce tutta la tensione vissuta in quei minuti.

«Ho attivato immediatamente il beacon di emergenza e sono andato da Sébastien. I suoi occhi non battevano più le palpebre, non sentiva e non vedeva».

Ingrassia e alcuni spettatori hanno cercato di assistere Ogier nell’attesa dell’arrivo dei soccorsi.

«Con due o tre persone gli abbiamo sollevato la testa. Io gli facevo aria con il mio quaderno. È stato un momento preoccupante».

Il copilota ha ammesso di non essersi mai trovato prima in una situazione simile, ma ha cercato di mantenere la calma e di seguire tutte le procedure necessarie.

«Non avevo mai affrontato qualcosa del genere nella mia vita, ma sapevo che bisognava fare tutto con calma».

Il contatto con il team e il rischio d’incendio

Dopo aver lanciato l’allarme, Ingrassia ha contattato direttamente la squadra Toyota per descrivere le condizioni del pilota e fornire un primo quadro della situazione.

«Ho chiamato il team per fare un bilancio medico di quello che stavo vedendo».

Il francese ha inoltre provveduto a mettere in sicurezza la vettura, interrompendo l’alimentazione.

«Ho staccato anche il contatto dell’auto, perché c’era il rischio che potesse prendere fuoco».

Ogier è stato successivamente trasportato in ospedale, dove gli è stata diagnosticata una lieve commozione cerebrale. Il francese ha trascorso la notte sotto osservazione prima di essere dimesso nella mattinata di domenica.

«Siamo entrati nella curva a circa 140 km/h»

Ingrassia ha ricostruito anche la dinamica dell’incidente, avvenuto in un tratto affrontato a velocità molto elevata.

«L’impatto è stato forte. Quando si entra in quella curva si viaggia intorno ai 140 chilometri orari. Dentro l’auto alzi gli occhi e vedi gli alberi davanti a te».

Il copilota ha sottolineato ancora una volta l’efficacia della cellula di sicurezza delle attuali Rally1.

«L’ultima generazione di vetture è estremamente solida e questo ci ha aiutato molto».

Anche Toyota aveva già confermato che l’abitacolo della GR Yaris era rimasto sostanzialmente intatto, senza intrusioni all’interno della cellula dell’equipaggio.

Nessun guasto sulla Toyota

Secondo le prime analisi effettuate dall’equipaggio e dalla squadra, l’incidente non sarebbe stato provocato da un cedimento tecnico.

«Abbiamo rivisto quello che è successo in quel punto. Per quanto ne sappiamo, non c’è stato un guasto dell’auto e nemmeno un errore del pilota o del copilota».

Ingrassia ha indicato in una buca presente nella curva il possibile elemento decisivo nella perdita di controllo.

«Siamo finiti in una buca e questo ha catapultato la macchina verso sinistra, invece di farla andare verso destra».

Una ricostruzione che integra quanto dichiarato dal direttore tecnico Toyota Tom Fowler, secondo il quale tutti i componenti meccanici e le sospensioni della vettura erano ancora funzionanti dopo l’incidente.

Il peggio è stato evitato, ma le parole di Ingrassia confermano quanto siano stati delicati i momenti vissuti subito dopo l’uscita di strada. Un episodio che ha segnato profondamente il Rally di Finlandia e che potrebbe influenzare anche le decisioni di Ogier sul prosieguo della stagione.

Fonte delle dichiarazioni: L’Équipe

Foto: Luca Barsali
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