WRC, Solberg non si arrende: “Tutto è possibile”
Il pilota Toyota è staccato di 41 punti da Elfyn Evans, ma con 105 punti ancora in palio non considera chiusa la corsa al titolo
Oliver Solberg non vuole ancora arrendersi. Il pilota Toyota è attualmente a 41 punti da Elfyn Evans, leader del Campionato del Mondo Rally, ma con tre appuntamenti ancora da disputare la lotta per il titolo non è matematicamente chiusa.
Sono infatti 105 i punti ancora in palio nelle ultime tre gare della stagione. Un margine che lascia aperta una possibilità, anche se lo stesso Solberg non nasconde quanto sia difficile riuscire a ribaltare la situazione.
“Non penso sia finita. È ancora lunga”, ha spiegato il 24enne. “Ci sono tre rally, piuttosto difficili e soprattutto gli ultimi due saranno molto duri. Se saranno Sardegna e Arabia Saudita, servirà anche un po’ di fortuna con le gomme, la macchina e tutto il resto. Penso che sia possibile. È una possibilità remota, ma è possibile”.
Solberg punta sulla terra
A giocare a favore di Solberg c’è anche il tipo di terreno che caratterizzerà le ultime gare. La terra è stata infatti particolarmente favorevole al pilota Toyota nella sua prima stagione completa con il team.
A eccezione della Grecia, Solberg è riuscito a vincere alcune prove speciali in ogni appuntamento su sterrato.
Il problema principale, secondo lo stesso pilota, è arrivato invece sull’asfalto.
“I problemi principali li ho avuti sull’asfalto”, ha ammesso Solberg. “La prima parte della stagione è stata molto forte, anche togliendo gli appuntamenti su asfalto, dove la velocità è stata incredibile, ma mi sono mancati solo alcuni piccoli dettagli”.
Secondo il pilota Toyota, proprio questi dettagli hanno progressivamente smesso di rappresentare un limite nelle ultime gare.
“Non è stato nulla di folle, ma solo dettagli. E penso che nelle ultime tre gare questa situazione si sia stabilizzata”.
La velocità non è mai mancata
Nonostante le difficoltà incontrate, Solberg guarda con soddisfazione alla prima parte della stagione, soprattutto per quanto riguarda la velocità mostrata al volante.
“Sono molto orgoglioso della mia velocità”, ha sottolineato.
Il passo mostrato contro i migliori interpreti del Mondiale rappresenta infatti uno degli elementi più incoraggianti per il giovane pilota. Il passaggio successivo, però, riguarda la capacità di gestire quella velocità senza trasformarla necessariamente nella ricerca del limite in ogni prova.
“Penso che con l’esperienza si impari ad accettare che la propria velocità è abbastanza buona e che non bisogna spingere in ogni speciale”.
La lezione dell’esperienza
Per Solberg, il 2026 è stato anche un lungo percorso di apprendimento. Molte delle gare affrontate erano nuove e confrontarsi costantemente con i migliori piloti del mondo gli ha permesso di comprendere meglio il proprio livello.
“Ogni rally di quest’anno è stato piuttosto nuovo per me. Gara dopo gara, però, abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci con i migliori al mondo su ogni superficie, anche sull’asfalto, e questo mi ha aiutato a capire sempre meglio a che livello siamo”.
La chiave, secondo Solberg, è quindi imparare a gestire le differenze minime senza trasformarle in un problema.
“Il punto è comprendere quel livello e dirsi: ‘Ok, questa prova va bene, perdo tre secondi da Elfyn, nessun problema; poi posso vincere la prossima recuperando quei tre secondi’. Bisogna avere questa consapevolezza e questa pazienza. È qualcosa che arriva con l’esperienza.”
Il titolo resta dunque un obiettivo difficile, ma non ancora impossibile. Con tre rally e 105 punti ancora disponibili, Solberg continua a crederci.